Anche Berlino in allerta per ChatGpt. Oggi l’incontro tra Garante e OpenAi
Getty images
Stasera il vertice per trovare una soluzione al blocco del bot in Italia, mentre la Germania si unisce al fronte Ue che ne valuta lo stop. Allarme di Goldman: l’intelligenza artificiale può cancellare 300 milioni di posti di lavoro.

Il provvedimento varato dal Garante con la limitazione provvisoria del trattamento dei dati degli utenti italiani da parte di ChatGpt continua a far discutere. Ieri La Verità ha riferito di contatti informali tra l’Autorità e OpenAi, ovvero la società che sviluppa il sistema di intelligenza artificiale, per arrivare a una soluzione nel breve periodo. E stasera sarebbe previsto un incontro in videoconferenza tra il Garante della privacy italiano e i rappresentanti di OpenAi.

Intanto, la mossa italiana potrebbe ispirare altri Garanti in Europa: dal momento che il creatore di ChatGpt non ha un quartier generale nella Ue, qualsiasi controllore dei 27 Paesi può perseguire la società Usa se riceve reclami o decidere di avviare la propria indagine. Dall’Edpb (il consesso Ue che riunisce i presidenti delle autorità privacy dei Paesi) hanno fatto sapere che non è stata ancora istituita una task force speciale (come quella creata nel 2020 per supervisionare TikTok prima che aprisse legalmente un negozio un anno dopo a Dublino). In attesa che ci sia un’eventuale presa di posizione coordinata (a fine aprile è in calendario un incontro delle autorità europee), e soprattutto che venga varato cosiddetto Ai Act europeo ancora in cantiere, altri regolatori stanno valutando se, appunto, intervenire seguendo il nostro Paese. Gli strumenti ci sono, a cominciare dal regolamento generale sulla protezione dei dati (Gdpr) che offre agli utenti il controllo sulle proprie informazioni personali, e che secondo il nostro Garante nel caso di ChatGpt è stato violato. In un’intervista rilasciata al quotidiano Handelsblatt, il commissario federale tedesco per la protezione dei dati, Ulrich Kelber, ha ammesso di aver richiesto «dettagli aggiuntivi» ai colleghi italiani, e che «in linea di principio una simile azione sarebbe possibile anche in Germania». Eventuali misure e decisioni, tuttavia, rientrerebbero nella giurisdizione delle autorità dei Laender. Il ministero tedesco dell’Interno ha poi detto di seguire «da vicino» le notizie sull’operato delle autorità italiane e che la cornice di un intervento è il regolamento generale sulla protezione dei dati della Ue.

Le autorità irlandesi, norvegesi e francesi al momento non hanno fatto partire le indagini, ma sono interessate a comprendere i risultati dell’Italia. «Ci coordineremo con tutte le autorità per la protezione dei dati della Ue in relazione a questa questione», ha detto Graham Doyle, portavoce della Commissione irlandese per la protezione dei dati. L’autorità belga per la protezione dei dati ha affermato che le potenziali violazioni di ChatGpt sul regolamento generale sulla protezione dei dati «dovrebbero essere discusse a livello europeo». Il regolatore spagnolo ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna denuncia su ChatGp, ma non ha escluso una futura istruttoria.

Dall’altra parte dell’Atlantico, ieri il presidente Usa Joe Biden ha discusso dei rischi e delle opportunità che l’intelligenza artificiale rappresenta per le persone, la società e la sicurezza nazionale durante un incontro con i consulenti scientifici e tecnologici alla Casa Bianca. «Il presidente discuterà dell’importanza di proteggere i diritti e la sicurezza per garantire un’innovazione responsabile e tutele adeguate», ha detto un funzionario della Casa Bianca in una dichiarazione prima dell’incontro di Biden. «Chiederà al Congresso di approvare una legislazione bipartisan sulla privacy per proteggere i bambini e limitare i dati personali che le società tecnologiche raccolgono su tutti noi».

Negli Stati Uniti, OpenAi dovrà intanto affrontare una denuncia rivolta alla Federal Trade Commission: è stata sporta dalla società di ricerca senza scopo di lucro Center for Ai and Digital Policy e chiede all’agenzia americana di far sospendere alla società l’implementazione commerciale di modelli linguistici di grandi dimensioni come ChatGpt. L’associazione definisce Gpt-4, l’ultima versione del software, «di parte, ingannevole e con un rischio per la privacy e la sicurezza pubblica».

Nel frattempo, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale ha dei risvolti anche economici. Secondo un report firmato da 12 economisti di Goldman Sachs, 300 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo potrebbero essere automatizzati, per una quota del 18% del lavoro a livello globale. I lavoratori amministrativi e gli avvocati dovrebbero essere i più colpiti. Negli Stati Uniti e in Europa, circa i due terzi dei posti di lavoro attuali «sono esposti a un certo grado di automazione dell’Ia» e «fino a un quarto di tutto il lavoro potrebbe essere svolto completamente dall’Ia», stimano gli esperti di Goldman.

Notando, comunque, che «tutte le innovazioni tecnologiche che inizialmente hanno soppiantato i lavoratori hanno poi dato luogo a una crescita dell’occupazione nel lungo periodo» e che «l’adozione diffusa dell’intelligenza artificiale potrebbe aumentare la produttività del lavoro e aumentare il Pil globale del 7% all’anno in dieci anni».

Ps. Ieri una proposta di legge scritta dall’intelligenza artificiale ChatGpt per regolare l’uso dello stesso chatbot è stata depositata dal gruppo regionale della Lombardia del Pd. Una «provocazione» l’hanno definita i dem.

Da non perdere

Renzi teme l’accordo Vannacci-centrodestra
Governo

Renzi teme l’accordo Vannacci-centrodestra

Mentre il partito del generale continua a crescere (e lui, dopo la Lega, vuole superare anche Forza Italia), tra le opposizioni si fa strada l’incubo della grande alleanza tra le fila degli avversari. Ma toccherà a Giorgia Meloni sciogliere tutti i nodi dell’intesa.