piscina sestri levante
La piscinetta a Sestri Levante dove una bambina di 11 anni è stata risucchiata da un bocchettone (Ansa)

Alice, la bambina di 11 anni rimasta intrappolata con i capelli nel bocchettone di aspirazione di una piccola piscina a Sestri Levante, è morta malgrado i tentativi disperati per salvarla. Le sue condizioni erano apparse subito molto gravi e dopo quasi due giorni di ricovero nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale pediatrico Gaslini di Genova, non c’è l’ha fatta. Purtroppo nemmeno l’intervento dell’elisoccorso dopo la tragedia era riuscito a scongiurare il peggio: la bambina era arrivata nel nosocomio genovese in condizioni disperate.

Alice era in vacanza con la famiglia nel Levante ligure, e mentre stava facendo il bagno, i capelli sono rimasti impigliati nel bocchettone di aspirazione, come hanno ricostruito gli investigatori. Il risucchio le ha impedito di riemergere, lasciandola sott’acqua per diversi minuti. Il titolare dello stabilimento è stato tempestivo nell’intervento, tuffandosi subito in piscina e tagliandole i capelli incastrati nell’impianto. Purtroppo, il lungo periodo trascorso sott’acqua è stato fatale.

Nello stabilimento sono intervenuti i carabinieri, che hanno posto l’impianto sotto sequestro e ascoltato i testimoni e i soccorritori. Insieme con la Guardia costiera stanno raccogliendo tutta la documentazione relativa alla piscina, peraltro di piccole dimensioni. Tra gli aspetti al vaglio degli inquirenti anche l’eventuale obbligo della cuffia all’interno della vasca.

Il caso dello stabilimento di Sestri Levante ripropone il tema della sicurezza nelle piscine pubbliche e private. Rossana Prola, fisica ed esperta di sicurezza degli impianti spiega che «se le aspirazioni sono progettate e costruite correttamente nel rispetto delle norme, questi incidenti non possono verificarsi. La normativa prevede l’obbligo di verificare che la griglia sia presente, integra e correttamente posizionata. Questi incidenti sono completamente evitabili. Non si tratta di guasti elettronici, cortocircuiti o malfunzionamenti imprevedibili. Si tratta semplicemente di errori di progettazione o di installazione di sistemi puramente meccanici».

Per le piscine aperte al pubblico la normativa prevede che non ci sia mai un solo punto di aspirazione, ma almeno due dispositivi collegati tra loro prima della pompa. Quindi c’è anche un problema di controlli. L’esperta poi ricorda che «la norma stabilisce requisiti tecnici specifici, come i limiti alla velocità dell’acqua in aspirazione. Infine impone che ogni dispositivo, prima di essere immesso sul mercato, venga sottoposto a prove specifiche di intrappolamento dei capelli, eseguite secondo procedure standardizzate e con campioni definiti dalla normativa».

«Negli ultimi tre mesi», ha sottolineato il ministro per la Protezione civile e le politiche del mare, Nello Musumeci, «ben cinque sono state le morti di minori in piscina. Serve una disciplina severa ma anche maggiore prudenza nel non lasciare mai da soli i bimbi in acqua. Il disegno di legge del governo Meloni finalizzato a questo obiettivo», ha aggiunto Musumeci, «sarà licenziato entro il mese dalla competente Commissione e faremo il possibile per calendarizzarlo con urgenza».

Il ddl quadro «per la salute e la sicurezza nelle piscine» è stato presentato dal governo ad agosto 2025. L’obiettivo è innanzitutto superare l’attuale frammentazione con requisiti, controlli e obblighi che possono essere diversi da Regione a Regione. Il testo disciplina la qualità dell’acqua, la progettazione degli impianti, le analisi di laboratorio, la pulizia, la manutenzione, i dispositivi di primo soccorso, i registri delle attività e i piani di autocontrollo. Le piscine vengono suddivise in diverse categorie: quelle aperte al pubblico; quelle di alberghi, agriturismo, campeggi e condomini; quelle domestiche, condominiali e di abitazioni private.

Per molte strutture si prevede un responsabile della piscina, degli impianti tecnologici e della sicurezza dei bagnanti. In alcuni casi ci può essere una sola persona ma con tutte le qualifiche necessarie. Il provvedimento è rivolto sostanzialmente ai nuovi impianti, ma anche quelli esistenti aperti al pubblico dovranno rispettare alcune disposizioni. Quelle domestiche già costruite dovranno avere una cassetta di primo soccorso, un salvagente e un dispositivo di protezione, tipo un recinto perimetrale. La relazione al disegno di legge parla di 30-40 annegamenti ogni anno nelle piscine, di cui oltre la metà sono bambini.

Le associazioni che rappresentano le categorie potenzialmente coinvolte dal provvedimento lamentano il rischio di spese eccessive per i gestori anche se non sembra esistere una stima ufficiale degli oneri della riforma. Sul tasto costi, hanno battuto Agriturist (oneri pesanti soprattutto per le aziende di agriturismo), Federalberghi e Confindustria Alberghi, che in particolare chiedono che la presenza del bagnino sia considerata una delle soluzioni possibili e non quella ordinaria. L’impressionante bilancio delle tragedie dice che non c’è più tempo da perdere.

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