Immagine simbolica della giustizia
Giustizia, tra riforme, efficienza e tutela dei diritti

L’impegno per una giustizia più efficace

La giustizia è un valore supremo che, proprio per questo, deve essere tutelato e protetto dal lavoro costante di donne e uomini dello Stato. In questo numero del tabloid emergono analisi e proposte dalle voci più autorevoli del sistema giudiziario e istituzionale che restituiscono grandezza alla giustizia.

Una giustizia efficace, indipendente e rigorosa. Rispettata e rispettosa. Il cui funzionamento sia ragione di orgoglio e soddisfazione per il Paese.

È questo il risultato della volontà riformatrice del governo. La giustizia non è una prerogativa di destra o di sinistra, l’unico fine è il cittadino, che deve vedersi assicurati i propri diritti inalienabili.

Garanzie. Sicurezze. Nella tempistica e nel merito. Norme e regole certe. Presa di responsabilità da parte di ogni attore del sistema. Questi sono i baluardi di una vera e moderna democrazia. Che per concretizzarsi necessita di mosse coraggiose quanto necessarie.

Nordio: i risultati e le nuove sfide

La copertina di Giustizia è dedicata al ministro Carlo Nordio, che rivendica i risultati raggiunti nella riduzione dei tempi dei processi, nel rafforzamento degli organici e nella digitalizzazione della macchina giudiziaria.

Ma il percorso non si esaurisce nei traguardi già conseguiti: edilizia giudiziaria, emergenza carceraria e intelligenza artificiale delineano nuove frontiere sulle quali si gioca una parte rilevante del futuro della giustizia.

Perché l’efficienza, da sola, non basta. Una giustizia più rapida deve restare una giustizia nella quale i cittadini possano riconoscersi e riporre fiducia.

È il tema centrale dell’intervista a Giuseppe Tango, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, che indica nella trasparenza, nella capacità di riconoscere gli errori, nel superamento delle degenerazioni correntizie e in un dialogo rispettoso con le istituzioni i presupposti per ricostruire un rapporto più solido con la società, senza arretrare sui principi di autonomia e indipendenza della magistratura.

Anche Cesare Parodi, procuratore della Repubblica di Alessandria e già presidente ANM, e Natalia Ceccarelli, giudice della Corte d’Appello di Napoli, si misurano con uno dei nodi più delicati del sistema: come preservare l’indipendenza della magistratura rafforzandone, al tempo stesso, la credibilità agli occhi dei cittadini.

Dai territori arriva invece la fotografia concreta della domanda di giustizia. Pasquale Liccardo, presidente del Tribunale di Bologna, e Modestino Villani, presidente del Tribunale di Torino, affrontano le criticità quotidiane degli uffici giudiziari, indicando nella razionalizzazione delle risorse e nella semplificazione e armonizzazione della normativa alcune delle condizioni necessarie per trasformare l’efficienza da obiettivo dichiarato in risultato concreto.

Una giustizia chiamata al confronto

È dentro questa prospettiva che si attende il Salone della Giustizia 2026, in programma al Tecnopolo-Centro Studi Televisivi di Roma dal 27 al 29 ottobre. «Giustizia, il tempo delle scelte: riforme, diritto e responsabilità» è il filo conduttore della 17ª edizione: un titolo che restituisce il senso di una fase nella quale le trasformazioni del sistema non possono più essere affrontate separatamente dalle grandi questioni sociali, economiche e tecnologiche che attraversano il Paese.

Il nuovo numero di Giustizia ne raccoglie e anticipa molte delle istanze, allargando lo sguardo a contesti complessi e fondamentali nei quali il diritto oggi interviene in una realtà in rapida trasformazione: avvocatura e professione forense; diritto d’impresa, crisi e compliance; lavoro ed economia; ambiente e sostenibilità; tecnologia, privacy e nuovi diritti; violenza di genere.

Lo fa ascoltando interlocutori autorevoli, tra cui Alberto Del Noce, presidente dell’Unione Nazionale delle Camere Civili, il costituzionalista Stefano Ceccanti, Chiara Colosimo, presidente della Commissione parlamentare antimafia, il senatore Maurizio Gasparri, Tatiana Biagioni, presidente dell’AGI, Fabio Roia, presidente del Tribunale di Milano, e Maria Letizia Mannella, procuratrice aggiunta presso la Procura di Milano.

Il significato della giustizia

È il ritratto di una giustizia capace di confrontarsi con le proprie criticità senza indebolire la propria autorevolezza, di innovarsi senza smarrire i principi, di difendere la propria autonomia costruendo al tempo stesso un rapporto più trasparente con i cittadini.

Il tutto in funzione di restituire alla giustizia il suo significato più profondo: essere un presidio di diritti, responsabilità e democrazia nel quale il Paese possa continuare a riconoscersi.

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