Maranza scatenati nella Bassa Veronese. Nel giro di poche ore, martedì mattina due quindicenni marocchini hanno scatenato il panico nel centro di Legnago. Primo obiettivo, una tabaccheria. Mancavano pochi minuti alle 8 quando il titolare, Alberto Nardo di 56 anni, si è trovato davanti due giovani, uno con occhiali da sole e passamontagna, l’altro con il volto nascosto dal cappuccio della felpa.
«Mi sono venuti addosso, cogliendomi di sorpresa», ha raccontato una volta dimesso dall’ospedale. Gli spaccano una bottiglia di birra sulla testa lasciandolo pieno di schegge di vetro e di sangue, lo bastonano sul braccio e sulle dita di una mano e cercano di afferrare i contanti, ma l’uomo riesce a chiudere il cassetto del registratore di cassa.
I due scappano, dopo pochi metri entrano in una macelleria di carne equina dove in velocità sottraggono il borsello del titolare. Altra fuga per le vie del centro e la terza vittima è una signora di 80 anni, che viene scippata della borsa e finisce a terra.
I due quindicenni vengono rintracciati dai carabinieri a poche ore l’uno dall’altro. Il pm, considerati i numerosi precedenti, ha chiesto e ottenuto che venisse applicata la misura cautelare nel carcere minorile.
Il sindaco Longhi: «Sono parte di una banda di una decina di ragazzi»
«Malgrado la giovanissima età, infatti fanno parte di un gruppo di una decina di marocchini che hanno commesso furti, spaccio, rapine, molestie», spiega il sindaco di centrodestra, Paolo Longhi. Provengono da famiglie disgregate, con diverse problematiche economiche e sociali, ma per il primo cittadino di Legnago questa non può essere una scusa. Giusto, dice, imporre una sanzione amministrativa pecuniaria ai genitori, il cui venir meno ai doveri educativi e di vigilanza ha come effetto che i minorenni delinquono, ma se i fatti illeciti si ripetono per Longhi bisogna intervenire sui benefici pubblici.
Case popolari e aiuti pubblici, la proposta del sindaco: «Chi non educa i figli perda i benefici»
«Spesso si tratta di famiglie che non hanno soldi per pagare multe, però alloggiano in case popolari. A mio avviso, se non sono capaci di educare i figli, se non chiedono aiuto e li lasciano commettere reati, devono perdere l’assegnazione».
Il sindaco di Legnago fa presente che sul suo territorio si concentra il 10% delle case di edilizia popolare di tutta la provincia di Verona e che molti dei beneficiari sono extracomunitari.
«Se non pagare l’affitto o non rispettare le regole condominiali comporta lo sfratto, lo stesso dovrebbe valere se adulti o minori infrangono le regole di conviveva civile».
Tra i benefici pubblici che dovrebbero essere revocati ci sono anche assegni, contributi vari, buoni pasto, agevolazioni per il trasporto pubblico scolastico. «Hanno scelto di stare nel nostro Paese, devono rispettare le nostre regole e farle rispettare ai figli. In caso contrario, leviamo tutto», dice Longhi.
Scuola, pistole scacciacani e minacce: «La misura è colma, serve una punizione deterrente»
Cita un altro episodio accaduto ad aprile, quando vicino alla fermata degli autobus di Porto di Legnago due minorenni marocchini avevano esploso colpi con una pistola scacciacani. «Sono ragazzi che frequentano poco la scuola, i loro genitori nemmeno in questo intervengono e purtroppo quasi tutti sono disinteressati alle tante iniziative sociali, culturali, sportive che il Comune organizza per i giovani».
Afferma di ricevere molte segnalazioni di genitori, i cui figli vengono vessati, minacciati, derubati da maranza. «La misura è colma da tempo», sostiene.
La delinquenza minorile è un grosso problema in numerose regioni italiane, con forte presenza di maranza. Se il più delle volte i giovanissimi non finiscono in istituti di detenzione e tornano ad agire indisturbati, il sindaco di Legnago è convinto che si debba pensare a qualche cosa di più efficace per costringere le famiglie ad assumersi la responsabilità di quello che i figli compiono. «Metterei la spada di Damocle di togliere tutti i benefici sociali. La punizione ha anche una funzione deterrente».
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