- Il presidente Usa chiede al Congresso altri 48,5 miliardi, vieta l’ingresso ai clandestini e autorizza i medici a esercitare in ogni Stato. Appello di Angela Merkel ai tedeschi, ma niente blocco. Londra prepara nuovi obitori.
- Davanti all’epidemia, l’Inghilterra ha sfoderato il suo cinismo, laico e protestante Una sfida per il pragmatismo cattolico, che scommette sulla sacralità della persona.
Lo speciale contiene due articoli
Non si arresta l’emergenza coronavirus a livello internazionale. Il numero complessivo dei contagiati ha superato i 203.500, laddove quello delle vittime è di oltre 8.200. Intanto i vari Paesi si stanno muovendo verso misure sempre più restrittive. Ieri sera, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha tenuto un discorso alla nazione. «Dalla seconda guerra mondiale ad oggi non c’è stata nessun’altra sfida nei confronti del nostro Paese nella quale tutto sia dipeso così tanto dalla nostra azione solidale […]. La nostra concezione di normalità di vita pubblica, dello stare insieme nella socialità: tutto questo viene messo alla prova come non mai». «Mi appello a voi», ha aggiunto la cancelliera: «Niente strette di mano, almeno un metro e mezzo di distanza dal prossimo, possibilmente quasi nessun contatto con gli anziani, perché sono quelli più a rischio». Ricordiamo che, nei giorni scorsi, la Germania ha imposto misure piuttosto drastiche, come la chiusura di gran parte degli esercizi commerciali e il blocco delle frontiere.
Gli stessi Stati Uniti hanno annunciato ieri il blocco temporaneo delle frontiere con il Canada per quanto riguarda il «traffico non essenziale», specificando che il commercio sarà salvaguardato. Ma non è tutto. Definendosi un «presidente in guerra», Donald Trump ha invocato, nel corso di una conferenza stampa, il Defense production act: una legge del 1950, che gli permetterebbe di incrementare la produzione di mascherine e materiale sanitario. Il presidente ha inoltre annunciato un congelamento di sfratti e pignoramenti per tutto il mese prossimo, sottolineando seccamente che il coronavirus sia di provenienza cinese. L’inquilino della Casa Bianca ha anche ribadito di voler vietare l’ingresso agli immigrati clandestini attraverso il confine meridionale. Una nave della Marina statunitense è stata poi inviata a New York per sostenere la capacità ospedaliera (saranno due, la Mercy e la Comfort), mentre è stato deciso che i medici americani potranno esercitare attraverso i vari Stati. Sono invece circa 5 milioni le mascherine che il Pentagono ha annunciato di voler mettere a disposizione. Nel frattempo, la Casa Bianca ha chiesto al Congresso ulteriori 48,5 miliardi di dollari per sostenere i costi «imprevisti» che le varie agenzie governative potrebbero riscontrare nell’attività di contrasto al coronavirus. Lo stesso premier canadese, Justin Trudeau, ha annunciato ieri un pacchetto di aiuti economici da 82 miliardi di dollari.
Anche il Regno Unito sta progressivamente optando per misure più ristrettive. Il governo britannico ha comunicato che, da venerdì, le scuole resteranno chiuse: un provvedimento che era già stato adottato da Scozia e Galles. Inoltre, parlando ieri alla Camera dei comuni, Boris Johnson ha preso in considerazione alcune potenziali misure di sostegno a livello sociale: si è per esempio parlato di un reddito minimo universale temporaneo, oltre che di aiuti alle classi lavoratrici. Secondo il Mirror, il premier potrebbe addirittura estendere il periodo di transizione per la Brexit. Al momento, il Regno Unito conta complessivamente quasi 2.000 contagi e 104 vittime. E, in tutto questo, sono iniziati i lavori per raddoppiare la capacità dell’obitorio di Westminster: ampliamenti potrebbero riguardare anche le camere mortuarie dei principali ospedali.
L’Austria ha intanto stanziato circa 38 miliardi di euro per sostenere le imprese e la salvaguardia dei posti di lavoro. Tutto questo, mentre il ministro degli Esteri francese, Jean Yves Le Drian, ha annunciato che la Cina sta inviando in Francia «circa un milione di mascherine»: un primo aereo è arrivato già ieri, mentre un secondo dovrebbe giungere nella giornata di oggi. I casi complessivi di contagio nell’Esagono sono quasi 8.000, a fronte di 175 vittime. Le Figaro riportava ieri che il governo francese sia pronto a dichiarare lo stato d’emergenza sanitaria: elemento che garantirebbe all’esecutivo la facoltà di imporre misure nettamente energiche. Ulteriore stretta, poi, nella penisola iberica. Nel pieno dell’emergenza, tutti i collegamenti aerei e marittimi tra la Spagna continentale e le sue isole sono stati sospesi, mentre i voli tra le stesse isole saranno drasticamente ridotti. In tutto questo, la cena di Stato che avrebbe dovuto tenersi alla Casa Bianca tra i reali di Spagna e Trump è stata rimandata.
Il Brasile, dal canto suo, ha annunciato una chiusura parziale delle frontiere con il Venezuela per le prossime due settimane, mentre il Cile ha decretato lo stato d’emergenza per 90 giorni. La Nigeria ha intanto fatto sapere che, dal 20 marzo, bloccherà l’ingresso a persone provenienti da 13 Paesi. Si tratta di: Cina, Italia, Iran, Corea del Sud, Spagna, Giappone, Francia, Germania, Stati Uniti, Norvegia, Regno Unito, Paesi Bassi e Svizzera. Tutto questo, mentre gli Emirati Arabi hanno vietato ai propri cittadini di recarsi all’estero. Cuba ha frattanto annunciato la sua prima vittima per coronavirus: si tratterebbe di un sessantunenne italiano.
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