- Il presidente lascia l’ospedale militare: «Non lasciatevi dominare dalla paura del virus». Pure la first lady Melania è quasi guarita. Sondaggi, Joe Biden avanti ma ora teme l’«effetto empatia» per lo scampato pericolo
- Repubblicani falcidiati in Senato, il seggio in Corte suprema potrebbe essere votato dopo le elezioni del 3 novembre. Anche William Barr, ministro della Giustizia, in isolamento
Lo speciale contiene due articoli
Donald Trump è stato dimesso ieri dall’ospedale. A riferirlo, lui stesso con un tweet. «Oggi alle 18:30 lascerò il grande Walter Reed Medical Center. Mi sento davvero bene! Non abbiate paura di Covid. Non lasciate che domini la vostra vita. Abbiamo sviluppato, sotto l’amministrazione Trump, alcuni farmaci e conoscenze davvero eccezionali. Mi sento meglio di 20 anni fa!». Un cauto ottimismo era del resto già stato espresso, alcune ore prima, dal capo dello staff della Casa Bianca, Mark Meadows, che aveva pronunciato parole di speranza. «Ho parlato con il presidente questa mattina», aveva detto. «Ha continuato a migliorare durante la notte ed è pronto per tornare a un normale programma di lavoro».
Nel frattempo, polemiche non sono mancate a causa del fatto che, domenica scorsa, Trump sia uscito temporaneamente dall’ospedale – in automobile e indossando una mascherina – per salutare alcuni sostenitori che si erano riuniti davanti al Walter Reed Medical Center. In particolare, le critiche si sono concentrate sui rischi sanitari che potrebbero aver corso gli agenti della sicurezza che hanno accompagnato il presidente nel suo breve giro automobilistico. Interpellato sulla questione, il dottor Anthony Fauci ha rifiutato ieri di commentare. Secondo quanto riferito dal sito Axios, il presidente sarebbe stato curato con Desametasone e Remdesivir: soprattutto l’utilizzo del primo – suggerisce la testata americana – potrebbe lasciar intendere che la situazione sanitaria dell’inquilino della Casa Bianca sia stata seriamente a rischio. Lo stesso Wall Street Journal ieri ha ipotizzato che potrebbero ancora esserci delle problematiche in corso.
Tuttavia che le condizioni di salute di Trump fossero migliorate è testimoniato dalla raffica di tweet elettorali che ha postato nella giornata di ieri («Legge e ordine! Votate»; «Il più forte esercito di sempre! Votate»; «Libertà religiosa! Votate»). Un atteggiamento ben diverso dal silenzio social di venerdì scorso, poche ore dopo aver contratto il coronavirus. L’inquilino della Casa Bianca ha anche pubblicato un video su Twitter, in cui, rivolgendosi ai propri sostenitori, ha detto di «aver imparato molto dal Covid». Notizie incoraggianti anche per la first lady, Melania Trump, che ieri ha dichiarato di sentirsi bene e di proseguire la convalescenza dalla Casa Bianca.
Resta per il momento ancora in forse il dibattito televisivo del 15 ottobre a Miami, che dovrebbe vedere nuovamente confrontarsi sul palco il presidente e il suo sfidante democratico, Joe Biden. Quest’ultimo ha confermato ieri la propria disponibilità a partecipare, purché – ha precisato – i medici diano parere favorevole in termini di sicurezza sanitaria. Dibattito meno in forse dovrebbe invece essere quello previsto per domani sera a Salt Lake City tra Mike Pence e Kamala Harris. L’attuale vicepresidente americano è risultato ieri negativo al tampone, mentre – da quanto si apprende – gli organizzatori del confronto televisivo avrebbero introdotto norme di distanziamento ancor più rigide di quelle stabilite in precedenza. Pence deve comunque stare particolarmente attento alla propria salute, dal momento che – finché Trump non sarà del tutto fuori pericolo – resta sul tavolo l’ipotesi di un trasferimento temporaneo dei poteri presidenziali (secondo quanto prescrive il XXV Emendamento). Del resto, che ci sia una certa preoccupazione su questo fronte è testimoniato anche dalle parole, pronunciate ieri, dal segretario di Stato americano, Mike Pompeo, secondo cui gli Stati Uniti sono «completamente preparati» contro eventuali «attori canaglia» che volessero agire durante la malattia di Trump.
Nel frattempo Biden sta proseguendo la campagna elettorale in Florida e Arizona, mentre resta nettamente in testa ai sondaggi, con una rilevazione Nbc/Wsj che lo dà 14 punti avanti a livello nazionale. Va tuttavia sottolineato che questo sondaggio sia antecedente alla notizia del contagio di Trump. E non è quindi ancora esattamente chiaro quale impatto la malattia del presidente avrà in termini di consensi elettorali. Secondo i critici, questo elemento affosserà Trump, reo – a loro dire – di aver gestito pessimamente l’emergenza sanitaria. Eppure non è escluso che possa passare anche un altro messaggio tra gli elettori americani: valutare positivamente, cioè, un presidente che – pur tra errori e mancanze – si è esposto, ci ha messo la faccia e che, anche per questo, si è alla fine infettato. Non è, in altre parole, del tutto escludibile un «effetto empatia», in grado di far leva soprattutto sul fatto che Biden – dall’altra parte – se ne sia stato per mesi rinchiuso in un seminterrato del Delaware. Quindi, prima di affidarci alle percentuali bulgare dei sondaggi, andiamoci piano. Perché questa «sorpresa di ottobre» potrebbe rivelarsi un’incognita scivolosa. Soprattutto per Joe Biden.
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