Omicidi misteriosi intorno a Epstein. Riaperte le indagini sullo Zorro ranch
Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell (Ansa)
  • La Procura del New Mexico esplorerà la pista dei cadaveri sepolti. Nel 2011 una morte inspiegabile nelle proprietà reali.
  • Nei messaggi dell’imprenditore, riferimenti alle trombe degli angeli, pianta da lui coltivata che, se ingerita, ha potenti effetti sul sistema nervoso centrale, tanto da «eliminare il libero arbitrio». La notizia, accostata agli abusi sulle ragazzine, è inquietante.
  • L’inchiesta non è più circoscritta all’abuso di ufficio. Mandelson va in bancarotta.

Lo speciale contiene tre articoli

C’è una parola che ricorre insistentemente e rende il caso Epstein, se possibile, ancora più scabroso: morte. È stato lo stesso Dipartimento della Giustizia statunitense a dichiarare che le scene di «morte e abusi fisici» sono state censurate nella pubblicazione dei file. Il ministero, per la verità, ha soltanto seguito il dettato dell’Epstein files transparency act, che oltre a ordinare la desecretazione dei documenti ha fissato anche i criteri in base a cui farlo. Se si è giunti a specificarne uno simile, ci deve essere stato un motivo. Tanto più che le foto del corpo di Jeffrey Epstein apparentemente senza vita, la mattina del 10 agosto 2019, sono state diffuse. Di morte si parla in un’altra email desecretata, in cui un ex dipendente dello Zorro Ranch, la tenuta di Epstein nel New Mexico, riferiva di due ragazze uccise dopo violenti abusi sessuali e seppellite fuori dalla proprietà. E la morte è stata protagonista, purtroppo, anche di un terribile episodio avvenuto nella proprietà della famiglia reale dove ieri è stato arrestato l’ex principe Andrea Windsor. Lì, nella tenuta di Sandringham, il giorno di capodanno del 2012 è stato ritrovato il cadavere di una ragazzina lettone di 17 anni.

Dell’inquietante racconto relativo allo Zorro Ranch si è già dato conto su queste pagine lo scorso 6 febbraio, quando quasi tutti i quotidiani ignoravano lo scandalo o cercavano di minimizzarlo riducendolo a poche notizie riguardanti soggetti il cui legame con Epstein era già arcinoto. Ora, però, nessuno può ignorarlo: non solo l’arresto di un reale britannico ha acceso ancora più i riflettori sul caso, ma perfino il procuratore generale del New Mexico «ha ordinato la riapertura dell’indagine penale sulle accuse di attività illegali presso lo Zorro Ranch di Jeffrey Epstein». «Sebbene l’indagine precedente dello Stato del New Mexico», si legge nel comunicato, «fosse stata chiusa nel 2019 su richiesta dell’Ufficio del Procuratore degli Stati Uniti per il Distretto Sud di New York, le rivelazioni contenute nei file Fbi precedentemente sigillati giustificano un ulteriore esame». Qualche giorno prima, il Parlamento del New Mexico aveva istituito all’unanimità una commissione d’inchiesta sulla stessa questione.

La storia è terribile e, se si rivelasse vera, renderebbe questo scandalo qualcosa di vicino a un inferno sulla terra. Un mittente anonimo il 21 novembre 2019 inviò a Eddy Aragon, noto conduttore radiofonico conservatore nel New Mexico, un’email presentandosi come ex dipendente dello Zorro. «Il materiale qui sotto è stato preso dalla casa di Jeffrey Epstein come mia assicurazione in caso di future cause legali contro di lui», si legge nel messaggio, che in basso elenca sette link a sette diversi video (tre «video di sesso con ragazza minorenne», due «threesome», una «confessione a Magam G», verosimilmente Ghislaine Maxwell, e «Ragazze della Bay Area tentativo di suicidio»). Poi, però, l’anonimo racconta la «cosa più sconvolgente»: due ragazze straniere morte per strangolamento durante sedute di sesso estremo e sepolte fuori dal ranch su ordine di «Jeffrey e di Madam G». Aragon non pagò, ma inoltrò l’email alle autorità: ora il Dipartimento di Giustizia del New Mexico ne ha chiesto la versione originale, cioè senza nomi oscurati.

Ma c’è un’altra storia terribile di morte, rimasta irrisolta, che se questa fosse vera potrebbe destare ulteriori inquietudini. Tanto più che, come racconta l’articolo della pagina a fianco, pare che Epstein coltivasse un particolare tipo di pianta, le trombe degli angeli, la cui ingestione porta alla perdita della capacità di intendere e di volere (e potenzialmente alla morte). Come accennato sopra, il 1° gennaio 2012, all’interno della stessa tenuta di Sandringham di proprietà della famiglia reale dove ieri è stato prelevato l’ex principe Andrea, un uomo a spasso con il suo cane trovò il cadavere di una ragazzina. Era una zona boscosa, non lontana dalla residenza reale (circa tre miglia) ma accessibile a tutti. L’autopsia rivelò che la morte non fosse dovuta a cause naturali o a incidenti, e la polizia britannica aprì subito un’indagine per omicidio. Pochi giorni dopo identificarono la vittima: si trattava di Alisa Dmitrijeva, una ragazza lettone di 17 anni scomparsa da agosto del 2011. Sulla giovane mancavano evidenti segni di violenza, forse a causa della decomposizione avanzata (si ritiene fosse stata uccisa nel periodo della scomparsa). Il caso è rimasto irrisolto: due uomini lituani, Robertas Lukosius e Lauras Boiko, visti con lei l’ultima notte, furono arrestati e poi rilasciati per mancanza di prove.

Ad oggi, non sono mai state mosse accuse di omicidio contro Jeffrey Epstein, tanto meno contro Andrea Windsor. La suggestione tuttavia non può non venire: molte delle ragazze di cui si parla nei file provengono dall’Est Europa, Lettonia inclusa, considerato terreno di caccia per il reclutamento. Lo stesso ex primo ministro britannico Gordon Brown ha dichiarato che i file mostrano come Epstein utilizzasse l’aeroporto di Stansted per trasportare ragazze provenienti da Lettonia, Lituania e Russia. Considerato il valore che può dare alla vita umana un uomo come Jeffrey Epstein, condannato per la prima volta nel 2008 e poi arrestato nuovamente nel 2019 per traffico e abusi sessuali su minori, usati per altro per ricattare i potenti, c’è molto materiale su cui interrogarsi. D’altronde, egli stesso in una email del 2013 a Boris Nikolic (all’epoca direttore scientifico di Bill Gates alla Gates Foundation), sosteneva che l’affermazione secondo cui «ogni vita è uguale alle altre» fosse «ridicola» e «il peggio del cattolicesimo».

Su Andrea Windsor attendiamo le indagini, che per ora però non contemplano i reati sessuali, ma su quello di cui fosse capace Epstein, suo amico e assiduo frequentatore, è probabile si debba spostare la finestra delle possibilità.

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