Il governo del Nicaragua ha deciso di cancellare quel poco di democrazia che ancora esisteva nella nazione centroamericana. Il Parlamento di Managua ha infatti approvato in prima lettura una riforma costituzionale sostenuta dal presidente Daniel Ortega e dalla moglie, Rosario Murillo, in qualità di associata alla presidenza, che vuole vietare ai partiti di opposizione di partecipare alle elezioni e allunga di un anno il mandato presidenziale.
Nicaragua, Ortega e Murillo cancellano l’opposizione: la riforma costituzionale allunga il mandato
Questa nuova legge estende anche il mandato di deputati, sindaci, funzionari ed anche i vertici dell’esercito e della polizia, tutti più o meno controllati dall’esecutivo dei coniugi Ortega. La riforma non è ancora ufficiale, perché secondo le regole costituzionali del Nicaragua serve una seconda lettura parlamentare, ma fa slittare di un anno le presidenziali previste alla fine del 2026.
Il presidente Daniel Ortega ha cominciato circa 30 giorni fa una campagna di comunicazione nella quale ha promosso questo cambio epocale, presentandolo come una profonda riforma costituzionale necessaria per escludere la partecipazione di terroristi e golpisti, ma che in realtà vuole soltanto eliminare ogni tipo di opposizione al suo governo.
L’amministrazione Ortega è al potere da quasi vent’anni ed ha sistematicamente demolito le fragili istituzioni democratiche del Nicaragua, prendendo il controllo della magistratura, del Consiglio Elettorale e del Parlamento.
Dal golpe del 2018 agli arresti dei dissidenti: Ortega ha demolito le istituzioni democratiche
Nel 2018 le proteste contro la sua dittatura provocarono oltre 300 vittime fra i manifestanti, insieme ad un non dichiarato numero di arresti. Nel 2021 tutti i rappresentanti dell’opposizione sono stati incarcerati e migliaia di dissidenti sono stati costretti a lasciare lo stato centroamericano, dopo essere stati privati della cittadinanza.
Le università, i giornali e le radio non allineate con la linea del governo sono state definitivamente chiuse, mentre nel 2024 il mandato presidenziale è stato trasformato in un potere assoluto.
Successione familiare, il figlio Laureano in pole position: il Nicaragua verso una dittatura dinastica
Oggi tutti i media governativi parlano del fatto che le elezioni non serviranno più, perché la famiglia Ortega rappresenta i desideri del popolo e li rappresenterà sempre. In molti sospettano che i coniugi stiano anche preparando la successione del figlio Laureano Ortega Murillo, in quella che così diventerebbe a tutti gli effetti una dittatura familiare.
OAS, Onu e Stati Uniti contro Managua: sanzioni e pressioni internazionali non fermano l’autoritarismo
L’Organizzazione degli Stati Americani (OAS) ha espresso preoccupazione per la deriva antidemocratica vista a Managua. Gli Stati Uniti hanno richiesto una riunione urgente dell’organizzazione per valutare un eventuale pacchetto di sanzioni contro la piccola nazione del Centro America.
Washington sta comunque continuando a collaborare con il Nicaragua per quanto riguarda commercio e soprattutto gestione dei flussi migratori, non considerandolo come una questione chiave per gli equilibri regionali.
Anche le Nazioni Unite hanno chiesto l’immediato ripristino dello Stato di diritto ed il rispetto dei diritti politici e religiosi, protestando per l’arresto del vescovo Abelardo Mata Guevara, che si era espresso contro la riduzione delle libertà costituzionali.
I rapporti sono ai minimi storici anche con l’Italia, che da tempo chiede l’estradizione del terrorista Alessio Casimirri, ex brigatista rifugiato in Nicaragua dal 1982 e condannato per l’agguato di via Fani.
Le relazioni diplomatiche tra Roma e Managua sono state interrotte dopo che il ministro degli esteri italiano Antonio Tajani ha accusato Daniel Ortega di proteggere esponenti del terrorismo italiano.
L’attuale uomo forte della nazione latinoamericana è stato un leader guerrigliero del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale ( FSLN), un movimento socialista e rivoluzionario che nel 1979 aveva rovesciato la sanguinosa dittatura della famiglia Somoza. Negli anni del cosiddetto «orteghismo» il Nicaragua si è legato particolarmente a Cuba, al Venezuela di Chavez e Maduro ed anche alla Cina e all’Iran.
Oggi l’isolamento internazionale nel quale versa Managua facilita l’autoritarismo della coppia al potere, ma sta distruggendo una nazione economicamente in ginocchio.
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