Mosca «stana» gli Usa: «Ammorbidite Kiev»
  • Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov: «Abbiamo obiettivi raggiungibili anche con negoziati. Washington può influenzare la posizione ucraina». Per il Pentagono è «molto bassa» la probabilità di vittoria di Volodymyr Zelensky. Attaccato un aeroporto militare russo in Crimea.
  • Camera al Gop, che vuole indebolire la Casa Bianca. Nancy Pelosi: «Non sarò leader dem»

Lo speciale contiene due articoli

Volodymyr Zelensky non intende abbassare i toni, dopo che si è scoperta l’appartenenza del missile caduto in Polonia alla difesa ucraina, e insiste sulla «pista russa». «Non ho dubbi sul fatto che non si trattasse di un nostro missile», ha dichiarato il capo dello Stato ucraino. E questo nonostante un Joe Biden sempre più insofferente nei confronti di un «alleato» che cerca di trascinarlo in guerra, lo ha gelato. «Non è quello che dicono le prove», ha risposto seccamente il presidente americano di ritorno alla Casa Bianca dal G20 di Bali.

Ma l’Ucraina non demorde e si dice certa di poter dimostrare al mondo di non avere alcuna responsabilità negli eventi del 15 Novembre. Il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba ha comunicato di avere avuto una conversazione telefonica con il segretario di Stato americano Antony Blinken e di aver riferito che «la colpa è unicamente russa». Poi è tornato a chiedere che Kiev prenda parte agli approfondimenti sull’accaduto. «Vogliamo stabilire tutti i dettagli, ogni fatto. Ecco perché abbiamo bisogno che i nostri esperti si uniscano all’indagine internazionale e abbiano accesso a tutti i dati disponibili ai nostri partner oltre che al sito dell’esplosione». La richiesta ucraina ha avuto risposta affermativa.

Che l’opzione sarebbe stata concessa lo aveva riferito da Jakub Kumoch, massimo consigliere per la politica estera della presidenza polacca. «Sul posto è presente una squadra investigativa polacco-americana. Gli ucraini hanno chiesto l’accesso al sito dell’inchiesta. Se entrambe le parti sono d’accordo, e per quanto ne so non ci saranno obiezioni da parte americana, tale accesso sarà ottenuto presto». Kumoch ha confermato che ci sono filmati che potrebbero aiutare a chiarire definitivamente quanto accaduto: «Non vorrei parlare del contenuto dei materiali filmati che ho visto in modalità riservata, ma ovviamente il primo ministro ha fornito tali informazioni, tali materiali esistono».

Intanto il governo di Varsavia ha deciso di onorare con un funerale di stato le due vittime del missile piovuto nel villaggio di Przewodow. «Se le famiglie sono d’accordo, le vittime avranno un funerale di stato», ha detto il vice ministro degli interni polacco, Pawel Shefernaker. I funerali del 62enne Boguslav V., e del 60enne Bohdan T. si terranno domani. Le autorità locali aiuteranno le famiglie a organizzare le esequie, ha detto il governatore della provincia di Lublino, Lech Sprawka. L’incidente del missile ha messo ancora più in chiaro il cambiamento nei rapporti tra Stati Uniti e Ucraina che sta maturando da giorni. Gli Usa sembrano sempre più orientati a spingere per le trattative di pace e a ritenere «accettabile» l’idea di cristallizzare l’attuale situazione sul territorio. Il perché lo ha spiegato più volte il generale dell’esercito americano Mark Milley, capo degli Stati maggiori riuniti: le possibilità di una vittoria militare a breve termine dell’Ucraina non sono elevate e la Russia mantiene una forza da combattimento significativa all’interno del Paese.

Questo spaventa gli Stati Uniti che, secondo alcune fonti, sarebbero «a corto» di armi e munizioni dopo aver rifornito per mesi le forze ucraine. Del resto, dall’inizio dell’invasione russa Washington ha inviato a Kiev assistenza militare per 18 miliardi di dollari. A fronte di questo, gli americani sono anche consapevoli che la ritirata da Kherson è un modo per prendere tempo e riorganizzare le truppe, poiché Mosca non intende abbandonare i suoi obiettivi. Ne sono conferma le parole del vice ministro russo degli Esteri, Serghej Ryabkov: «Siamo incrollabili nella nostra posizione che prevede la nostra integrità territoriale con tutti i territori annessi recentemente». La Russia si dichiara comunque aperta ai negoziati, per bocca del portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. «Qualsiasi negoziato deve porsi degli obiettivi e i nostri sono ben noti. Tali obiettivi possono essere raggiunti con una operazione militare speciale o con negoziati e la Russia è aperta e entrambe le possibilità», ha chiarito, lanciando poi un messaggio agli Usa. «Washington è in grado di esercitare un’influenza su Kiev, rendendola più flessibile, se lo desidera», ha affermato.

L’unico vero segnale di «intesa» arriva, al momento, solo dall’incontro tra i vertici delle intelligence statunitense e russa che si è svolto lunedì ad Ankara. Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha ricevuto informazioni dall’intelligence turca che le parti si asterranno dall’uso di armi nucleari e spera che nuovi incontri si tengano in territorio turco.

Sul terreno continuano pesanti bombardamenti. ll primo ministro ucraino Denys Shmihal ha affermato che la Russia ha attaccato gli impianti di produzione di gas in Ucraina e un impianto per la produzione di tecnologie missilistiche e spaziali a Dnipro, dove un razzo russo si è abbattuto anche sulle strade trafficate. Anche a Kiev e nelle regioni di Odessa, Cherkasy, Poltava, Mykolaiv e Kharkiv si è attivato il sistema di difesa aerea. Gli ucraini hanno invece attaccato a Dzhankoy, nella Crimea occupata dalla Federazione russa. Pare che l’obiettivo fosse l’aeroporto militare. Le forze di sicurezza ucraine avrebbero inoltre fucilato 39 «attivisti prorussi» a Kherson, dove l’esercito di Kiev è entrato la settimana scorsa dopo il ritiro delle truppe di Mosca. Gli ucraini, a loro volta, denunciano di aver scoperto proprio entrando a Kherson una fossa comune con 63 corpi.

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