«L’Isis è rinato e tornerà a colpire». Nel pentolone social ribolle il terrore
Getty Images
  • Le agenzie di intelligence preoccupate dall’attivismo di estremisti e convertiti: dal sogno di conquistare Roma al procacciamento di nuovi fedeli, sono 4.000 i profili monitorati. E c’è chi scrive: «Aspetto solo la chiamata…».
  • Berlino teme che ci siano attacchi dopo l’arresto del «boia del Califfato», arrivato sulle rotte dei migranti del Mediterraneo. Per i pm il pericolo sono le armi chimiche.
  • «Il profilo degli adepti è eterogeneo e va da arabi della new generation fino ad arrivare a italiani che per fragilità cercano risposte e rivincita sociale avvicinandosi a dottrine estreme», spiega alla Verità il professore Sergio Caruso, psicologo criminologo e direttore scientifico di un master in scienze forensi e criminologia.

Lo speciale contiene tre articoli.

Domenico sui social ha un soprannome: Mohammed al Itali. La foto del suo profilo è un talebano che sventola una bandiera con uno slogan arabo. E per l’immagine di copertina ha scelto una mappa delle storiche conquiste islamiche in Europa e in Africa. Il primo post è dedicato a una notizia: «L’Isis pubblica la foto di Luigi Di Maio con Antony Blinken e minaccia: Conquisteremo Roma». Adil, suo amico social, commenta: «Purtroppo hanno ragione. Roma verrà conquistata». E se Giovanna replica con un «poveri illusi», corredando il commento con delle faccine sorridenti, Adil è serio: «Ride bene chi ride ultimo». E chiude la conversazione. Domenico Mohammed si è convertito nel 2016: «È stata la mia rinascita», scrive, «ho capito che tutti gli uomini nascono musulmani e se vogliono raggiungere il paradiso devono tornare alla Vera Fede». Per lui «la donna del Paradiso» è totalmente coperta di nero. E ritiene il Covid «una punizione di Allah». Posta video sul giorno del giudizio e proclama: «L’Italia è il mio Paese e l’Islam è la mia anima». Fin qui la sua bacheca social sembra principalmente un luogo in cui Domenico racconta la sua esperienza con la nuova fede. Finché, andando indietro alla fine del 2021, si trova qualcosa di inquietante: «Aspetto la chiamata per difendere la legge di Dio dai miscredenti. Solo la sharia e niente altro». Un concetto che sembra un punto di comunione per una buona fetta della comunità islamista in Italia. Gli esperti di intelligence ma anche della materia religiosa stimano in oltre 4.000 i profili social di chi propaganda Maometto in chiave estrema, ma di certo sono molti di più. Molti di questi profili sono connessi direttamente. O tramite un altro profilo. E spesso sfuggono ai monitoraggi ufficiali. Domenico per esempio è in relazione con tale Sajida, un magrebino che vive in Italia e usa una tigre ruggente come foto del profilo. E tra gli amici di Sajida è possibile trovare Ahmad, triestino con un profilo particolarmente anonimo ma che un’agenzia d’intelligence israeliana che collabora con il Mossad ha inserito in un dossier sulla propaganda del Califfato in Italia. Nella ragnatela italiana è uno snodo importante Ahmad. È in relazione con tale Jibril, che vive a Lecce. La sua posizione la si intuisce già dal primo post: «La crisi del mondo moderno e forme di idolatria contemporanee in pochi fotogrammi». E da un pulpito, in abito tradizionale, il venerdì dispensa sermoni ai suoi seguaci. Tra i suoi amici c’è Radouane che ha ingaggiato una personale battaglia con i cinesi che discriminano chi frequenta le moschee. E si arriva a Sulayman, che propone corsi di alfabetizzazione di arabo online e che è presente nei gruppi Facebook Convertirsi all’Islam, La chiamata e Moslim, ambienti virtuali frequentati da diversi estremisti appartenenti alla rete italiana. Da Nord a Sud l’Italia sembra ormai piena di megafoni della propaganda estremista, soprattutto di quella salafita. Said vive a Ferrara: la sua foto di copertina è una mano con l’indice alzato verso il cielo, un simbolo usato da molti estremisti perché indica l’unicità di Dio. Scrive: «In testa a tutto c’è l’Islam, il suo pilastro è la preghiera, la sua sommità è il Jihad». Loredana, pugliese di origini, ora vive a Londra. È molto attiva nel sociale: promuove raccolte fondi per gli orfani palestinesi e dispensa preghiere per i combattenti caduti per la causa. Ma esalta anche le ricorrenze delle epiche battaglie vinte sul campo dal profeta Muhammad e dai suoi uomini. Altro profilo particolarmente interessante è quello di Boussaha, un algerino che scrive in italiano e che appare come molto legato alle teorie salafite. Fa riferimento alla «spada di Allah» e sulla questione femminile si presenta come un estremista, condannando chi vuole «che la donna musulmana sia come la donna occidentale». Anche Alfredo dalla Puglia ha ingaggiato la sua battaglia sulla donna musulmana, alla quale ha dedicato decine di post di questo tenore: «Le donne musulmane hanno diritto ad avere un uomo che le soddisfi sessualmente».

E ancora: c’è Sunnah, salafita pure lui. A proposito di chi ha festeggiato il Natale e il capodanno scrive: «Se pensano di averci fatto arrabbiare o di averci preso in giro sbagliano. Prendete in giro solo voi stessi». Ismael, invece, da Ancona ricorda a tutti i suoi amici che «l’Isis è rinato e sta tornando all’attacco». Pubblica notizie su Al Shabaab ancora in forze e sui foreign fighters italiani partiti per la Siria. Sumaya, invece, sulla foto del profilo ha impresso «io scelgo Pd». Parla ai suoi contatti della finanza islamica e su una foto dell’operazione antiterrorismo dopo la strage di Charlie Hebdo indica come terrorista il poliziotto francese e come musulmano il terrorista a terra. Sull’immagine, a scanso di equivoci, campeggia uno slogan di matrice islamista: «Nel caso ti sentissi confuso».


Da non perdere

Iran e Usa, nuovi colloqui a Doha su Hormuz
Mondo

Iran e Usa, nuovi colloqui a Doha su Hormuz

A detta di Trump si svolgeranno oggi in Qatar «i colloqui voluti dal regime». Secondo Axios si tratterebbe di vertici separati tra i tecnici nemici e i mediatori del Paese del Golfo e del Pakistan. Gli ayatollah frenano: «Nessun meeting con la Casa Bianca».

«Accordo Israele-Libano». Hezbollah dice no
Geopolitica

«Accordo Israele-Libano». Hezbollah dice no

Siglato un patto quadro che però non piace ai filo-iraniani. Il presidente Aoun ha anche accolto con favore la guida di Italia e Francia nella coalizione post-Unifil. I media d’Oltralpe traducono male le parole di Meloni per metterla contro Le…