Polizia militare taiwanese installa blocchi stradali durante le esercitazioni Han Kuang
Personale della polizia militare taiwanese installa blocchi stradali durante le esercitazioni militari annuali Han Kuang a Taipei, il 12 agosto 2026. Le manovre testano la prontezza delle forze armate di Taiwan di fronte a una possibile invasione cinese (Ansa)

Taipei prepara un aumento del 16% per rafforzare le capacità militari dell’isola. Lai: «Investire nella difesa nazionale significa investire nella pace». Sullo sfondo la pressione crescente di Pechino e le tensioni in Parlamento.

Taiwan si prepara a portare la spesa per la difesa a un livello mai raggiunto prima. Per il 2027 il governo di Taipei proporrà un budget complessivo di 1.122,5 miliardi di dollari taiwanesi, una cifra che supera per la prima volta la soglia del trilione e che corrisponde a poco più di 30 miliardi di euro. La spesa rappresenterà inoltre oltre il 3% del Pil.

L’annuncio è arrivato dal presidente Lai Ching-te, che ha inserito il rafforzamento delle capacità militari tra le priorità del governo per il prossimo anno. «Investire nella difesa nazionale significa investire nella pace», ha detto Lai, spiegando che l’obiettivo è costruire una forza in grado di garantire la sicurezza di Taiwan e la stabilità dello Stretto.

L’aumento della spesa arriva mentre la pressione militare e politica della Cina sull’isola continua a crescere. Pechino considera Taiwan parte del proprio territorio e non ha mai rinunciato alla possibilità di ricorrere alla forza per riportarla sotto il proprio controllo. Taipei respinge le rivendicazioni cinesi e negli ultimi anni ha accelerato il rafforzamento delle proprie capacità di autodifesa.

Il nuovo bilancio, che comprende sia le risorse ordinarie sia quelle straordinarie, segna quindi un ulteriore passo nella modernizzazione delle forze armate taiwanesi. Tra gli obiettivi già indicati dal governo c’è anche lo sviluppo di capacità militari autonome, compreso il programma per la costruzione di sottomarini.

La pressione cinese e le esercitazioni

Il salto nella spesa militare si inserisce in uno scenario nel quale le attività delle forze armate cinesi intorno a Taiwan sono diventate sempre più frequenti. Pattugliamenti e manovre militari vengono condotti con regolarità nelle acque e nello spazio aereo che circondano l’isola, aumentando la pressione su Taipei.

Proprio nei giorni scorsi Taiwan ha concluso le esercitazioni annuali Han Kuang, durante le quali le proprie forze armate hanno simulato diversi scenari di crisi. Tra questi anche l’ipotesi di un blocco marittimo imposto dalla Cina, oltre a situazioni legate alla continuità delle comunicazioni e della produzione militare.

Pechino ha criticato le esercitazioni, definendole una «farsa inutile» e accusando Taipei di alimentare deliberatamente i timori di un conflitto.

Il nodo del Parlamento

L’aumento delle risorse destinate alla difesa dovrà comunque passare dall’esame del Parlamento, dove il governo di Lai non dispone di una maggioranza. L’opposizione ha già fatto sapere di voler controllare nel dettaglio la destinazione dei nuovi fondi e di non essere disposta a concedere un assegno in bianco all’esecutivo.

Il confronto sul bilancio rischia così di diventare un altro terreno di scontro interno, proprio mentre Taipei cerca di accelerare il rafforzamento delle proprie capacità militari. Lai ha chiesto ai parlamentari di valutare il progetto secondo criteri di «professionalità, equità e proporzionalità».

La proposta per il 2027 dovrà ora essere sottoposta all’iter parlamentare. Per Taiwan, però, il messaggio politico è già chiaro: di fronte alla crescente pressione cinese, la difesa diventa una delle principali voci dell’agenda nazionale.

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