Witkoff celebra la missione diplomatica. Gli 007 ucraini: «La Russia può combattere fino al 2028»
Da sinistra a destra, Jared Kushner, Steve Witkoff e Vladimir Putin (Ansa)

Sull’onda della missione a Mosca, sabato, e a Kiev, domenica, degli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner si intrecciano segnali di aperture e timori di un prolungamento della guerra russo-ucraina.

Lo scacchiere diplomatico della guerra fra Russia e Ucraina

Il presidente ucraino Volodymir Zelensky ha ringraziato gli emissari di Washington per il sostegno promesso per affrontare l’inverno, ma sulla cessione di territori alla Russia ha precisato che «potrà essere discussa solo a livello dei leader».

Se Kushner ha ieri riferito di «dialoghi molto positivi con il presidente russo Vladimir Putin», Witkoff s’è detto ottimista su prossimi colloqui diretti Russia-Usa-Ucraina: «Sono stati compiuti passi avanti nella pianificazione di ulteriori colloqui trilaterali».

A conferma, anche da Mosca, il portavoce Dmitry Peskov, oltre a dire che «ogni tentativo è un piccolo passo verso la pace» e che «il presidente Putin apprezza gli sforzi del presidente americano Donald Trump», ha chiosato: «Anche noi non escludiamo la ripresa del formato trilaterale». Peskov ha adombrato un possibile colloquio telefonico nelle prossime ore fra Trump e Putin, come anche «un funzionario americano» che al Kyiv Independent ha sussurrato che in queste ore Trump potrebbe parlare al telefono sia con Putin, sia con Zelensky.

Le mosse dell’Europa

L’Europa segue gli sviluppi. Domenica a Kiev, anche emissari europei avevano partecipato al vertice fra gli inviati Usa e Zelensky. E ieri il presidente francese Emmanuel Macron ha fatto diramare dall’Eliseo una nota: «Gli americani ci hanno detto che c’è stata una rinnovata disponibilità al negoziato da parte della Russia dopo le elezioni della Duma (18-20 settembre) e che dovremmo prepararci a un nuovo inizio dei negoziati».

Consiglieri per la sicurezza nazionale di Francia, Germania e Regno Unito, Emmanuel Bonn, Günter Sautter e Jonathan Powell, si sono consultati ieri a Kiev con il ministro della Difesa ucraino Yevhen Khmara e il comandante delle Forze armate ucraine Mykhailo Drapatiy, parlando di rafforzamento della difesa aerea, in particolare col programma antimissile ucraino Freyja, nonché delle capacità ucraine di attacco in profondità in territorio russo, probabilmente riferendosi alla produzione su licenza in Ucraina del missile da crociera anglo-francese Storm Shadow/Scalp.

Le prospettive di un conflitto a lungo termine

Oggi è prevista una teleconferenza fra i governi del Gruppo di contatto per l’Ucraina, a cui parteciperanno, oltre a Khmara, il segretario della Nato Mark Rutte e, fra gli altri, il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius. Le prospettive di una guerra ancora lunga persistono e il capo del servizio d’intelligence militare ucraino Gur, Oleg Ivashchenko, ha ammonito che Mosca, a dispetto delle sanzioni, potrebbe combattere ancora per almeno due anni: «La Russia ha ancora risorse sufficienti per condurre una guerra contro l’Ucraina. Non escludiamo che queste risorse saranno sufficienti anche per il 2027 e il 2028».

Ciò dà l’idea dello sforzo improbo ancora chiesto dall’Ucraina agli alleati, in aiuti militari ed economici. Termometro, la pubblicazione del piano del Comune di Kiev per superare un altro inverno di guerra, creando nuove «scorte di cibo e acqua nei punti di invincibilità», ovvero le aree attrezzate nella capitale per accogliere la popolazione durante gli attacchi e le emergenze.

Continuano gli attriti fra Berlino e Mosca

La tensione fra Germania e Russia resta alta e le autorità tedesche hanno segnalato il ritrovamento e il disinnesco di «21 ordigni esplosivi vicini a linee elettriche in Sassonia», oltre a un incendio per sospetto sabotaggio in una sottostazione elettrica presso Berlino. Episodi facilmente giudicati presunti sabotaggi russi, ma finora senza prove tangibili, il che ha fatto dire al premier slovacco Robert Fico: «Speriamo che la Germania non spinga alla guerra contro la Russia».

Intanto, alla decisione, nei giorni scorsi, del governo tedesco di chiudere il consolato russo a Bonn e il centro culturale Casa Russia di Berlino, i russi hanno reagito ieri ordinando la chiusura del consolato tedesco a San Pietroburgo entro il 18 settembre, dopo che già avevano decretato la chiusura dei centri culturali tedeschi del Goethe-Institut in Russia e l’espulsione del loro personale entro il 13 settembre.

Le preoccupazioni della Russia

Finlandia ha dal canto suo ha annunciato il completamento di 200 km di barriera in filo spinato, alta 4,5 metri e dotata di telecamere e sensori, alla frontiera con la Russia, nel settore dei maggiori valichi. Ma i russi sono preoccupati per il dispiegamento di nuovi sistemi missilistici della Nato in Norvegia, sul fronte artico.

La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha spiegato: «Questi sistemi possono essere utilizzati per lanciare missili da crociera Tomahawk a lungo raggio e il loro dispiegamento in Norvegia consente di coprire un’ampia parte della Russia europea, compresa Mosca». Si tratta infatti di un modulo a 4 celle di lancio Mk.41, che la Us Navy, la Marina americana, ha schierato a fine agosto a Trondheim e che può lanciare sia gli antimissile difensivi SM-6, sia i Tomahawk offensivi, senza che dall’esterno si possa sapere in anticipo quale tipo di missile contenga.

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