Corano e cocaina: il patto di sangue tra narcos e jihadisti
Ansa
  • Una retata in Brasile ha svelato la rete e il business di Hezbollah in Sud America. Ma il denaro conduce fino alla ‘ndrangheta.
  • L’Ecuador è in balia delle bande criminali dopo la fuga del boss «Fito». Il Venezuela è controllato da tre gruppi, così come la Colombia. Mentre in Messico gli scontri tra rivali hanno già causato 333.308 morti.
  • Eroina e cannabis dominano, mentre le sostanze sintetiche avanzano (45%). E in Italia la polvere bianca vanta 1 milione di clienti.

Lo speciale contiene tre articoli

Mentre Israele reagiva contro Hamas a Gaza, l’Fbi metteva in guardia dal crescente rischio di terrorismo in tutto il mondo. Un mese dopo le stragi in Israele, l’8 novembre, abbiamo visto le prove della minaccia anche in Sud America: la polizia federale brasiliana ha scoperto un complotto di Hezbollah per attaccare obiettivi ebraici nel Paese.

Ma cosa ci fanno gli Hezbollah in Sud America? Trafficano in droga, armi e qualsiasi cosa serva a finanziarsi in un contesto a loro favorevole con governi come quelli di Cuba, Colombia, Venezuela, Ecuador, Brasile, Bolivia e Paraguay, che hanno stretto legami molto forti con l’Iran (e con la Russia) in funzione antiamericana. Gli Hezbollah non operano più solo nell’area della «Triple Frontera», un’area di tre confini lungo la confluenza di Argentina, Brasile e Paraguay, come conferma alla Verità Maria Zuppello, giornalista e analista tra i massimi esperti dei fenomeni criminali in Sud America: «A novembre dello scorso anno, in Brasile, l’operazione Trapiche (deposito, ndr) ha portato all’arresto di due cittadini brasiliani, uno dei quali appena sbarcato dal Libano, con sospetti legami con Hezbollah. Secondo quanto riferito, erano stati reclutati in Libano per lanciare una serie di multipli attacchi terroristici contro diversi obiettivi ebraici e israeliani in tutto il Paese. A sottolineare l’importanza di questa operazione il fatto che il Mossad, l’agenzia di intelligence israeliana, nota per non rilasciare dichiarazioni pubbliche, su questa operazione abbia voluto, invece, dichiarare attraverso un comunicato, che la serie di attacchi – che avrebbero potuto causare la morte di centinaia di ebrei – se era stata pianificata dall’organizzazione terroristica Hezbollah, diretta e finanziata dal regime iraniano».

A proposito della «Triple», va ricordato che è una delle principali rotte di transito della droga proveniente dalla Colombia e dal Sud America verso gli Stati Uniti e l’Europa. Si stima che il valore del traffico di droga nella regione sia di circa 70 miliardi di dollari all’anno. L’area è anche un importante centro di traffico di armi, di esseri umani e di contrabbando di merci. Secondo il rapporto «The illicit economies of the Triple Frontier», pubblicato nel 2022 dal Center for Strategic and international studies, il valore dei traffici illegali nella Triple Frontera, è stimato in circa 100 miliardi di dollari all’anno.

Ma torniamo alla droga e agli Hezbollah, che in Sud America lavorano, ad esempio, con il principale gruppo criminale del Brasile, il Primo Comando da Capital (Pcc), come ci conferma Maria Zuppello: «Per quanto riguarda il narcotraffico, l’area più vulnerabile rimane il Sud del Brasile, non solo la Triple Frontera, ma anche la frontiera dello Stato brasiliano di Mato Grosso do Sul con il Paraguay. Le ragioni sono molteplici: la porosità delle frontiere, il potere del Pcc, che ormai si estende in Paraguay e garantisce la logistica della cocaina dal Paese vicino al Brasile, la corruzione delle autorità pubbliche. Tuttavia, la città di San Paolo, centro finanziario del Paese, rimane l’epicentro dove i membri di Hezbollah si incontrano ed elaborano strategie. Proprio a San Paolo è avvenuto l’arresto recente più eclatante, quello di Assad Khalil Kiwan, libanese, naturalizzato brasiliano, nel novembre del 2020».

Il livello di sofisticazione è tale che Hezbollah, per gestire il traffico di droga, ha una vera e propria divisione chiamata Hezbollah business affairs component (Bac), unità che supervisiona il traffico di droga e le operazioni di riciclaggio di denaro per finanziare le attività terroristiche, procurare armi e sostenere le famiglie dei terroristi. Il Bac, sottolinea Maria Zuppello, è a sua volta parte dell’unità chiamata Hezbollah external security operation, che si occupa degli attacchi terroristici internazionali. «Khalil Kiwan è accusato di far parte di un’organizzazione criminale che esportava droga in Europa, in partenza dai porti brasiliani. Durante le indagini, la polizia federale ha sequestrato 50 tonnellate di cocaina. Mandati di perquisizione sono stati emessi oltre che in Brasile anche in Spagna, Colombia, Portogallo ed Emirati Arabi Uniti, a dimostrare come Hezbollah si muova attraverso reti internazionali». La lista dei libanesi, iraniani, siriani, turchi e iracheni che si occupano di narcotraffico è lunghissima ma un nome svetta su tutti: quello di Assad Ahmad Barakat, che appartiene a una potente famiglia sciita libanese affiliata a Hezbollah e leader dell’omonimo clan. Più volte arrestato e scarcerato dal 2021, vive in Brasile, continua a gestire i suoi traffici e, come sottolinea Maria Zuppello: «Il clan Barakat, che ha rapporti con la ’ndrangheta e il Pcc, ha un ruolo centrale in numerose attività illegali».

Infine, dove ci sono le foglie di coca arrivano anche coloro che sanno farla diventare sostanza stupefacente, ovvero i chimici come Garip Uç, 38 anni, un esperto di nazionalità turca, arrivato come rifugiato in Brasile nel 2020. Conosciuto come «il chimico del Pcc». Dietro la facciata di un bar, gestiva, insieme a un brasiliano, un laboratorio di droga molto sofisticato nella cittadina di Praia Grande, in cui produceva anche il cosiddetto «dry marroquí», un hashish molto concentrato. Il fratello di Garip, Eray Uç, è invece accusato di aver preso parte a una rete internazionale di trafficanti di droga che davano a Hezbollah parte dei loro profitti in cambio di protezione per operare in Medio Oriente.

Il patto tra terroristi islamici e cartelli di narcotrafficanti è un gigantesco problema, non solo per il Sud America ma anche per l’Europa, Italia compresa, come mostrano recenti indagini della Direzione investigativa antimafia (Dia), che hanno messo in luce gli accordi tra gli ’ndranghetisti, gli Hezbollah e gli uomini del Pcc.

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