Una madre premurosa veglia su di noi. Ma da Bruxelles. L’Unione europea ha deciso ieri di preparare i suoi amati sudditi ai «rischi crescenti di calamità» e rendere l’Europa «più resiliente», parola ormai svuotata di qualsiasi senso dopo anni di retorica quirinalizia. E a proposito di Quirinale, sarà contento Sergio Mattarella, che due settimane fa si è lamentato di tutte le assurde giornate commemorative della qualunque.
In occasione del Forum europeo sulla protezione civile, andato in scena ieri a Bruxelles, è stata annunciata la Giornata annuale della preparazione dell’Ue. A che cosa? A tutto e a niente, ma intanto teniamoci pronti. La Commissione, si è scoperto dal Forum di ieri, sta facendo di tutto per preparare l’Europa ad affrontare «rischi crescenti di calamità». Come? Innanzitutto, intende garantire che i sistemi nazionali di protezione civile possano continuare a funzionare in caso di calamità, e quindi annuncia «misure concrete per rendere l’Europa più resiliente».
Cotanta notizia è stata offerta da Hadja Lahbib, 56 anni, giornalista e presentatrice della tv belga, prestata all’Ue come commissario per l’Uguaglianza, la preparazione e la gestione delle crisi.
Un’Europa che ha paura anche della sua ombra
Ieri ha approfittato dell’occasione anche per fare un po’ di terrorismo: «Dobbiamo essere pronti al peggio, compreso un conflitto armato in Europa». Per una volta non si è parlato dell’invasione da parte della Russia di Vladimir Putin, ma magari a furia di armarsi come se non ci fosse un domani, prima o poi tutte queste armi verranno usate. Niente paura: in caso di calamità, naturali o belliche, l’Unione veglia su di noi.
E così Lahbib ha presentato le nuove linee guida per aiutare le persone e le comunità a prepararsi alle emergenze, specie nelle prime 72 ore di una crisi. Ha inoltre annunciato l’intenzione di istituire una Giornata annuale della preparazione dell’Ue, a partire da ottobre 2027. A Bruxelles non devono aver ascoltato il lamento di Mattarella, che ha fatto presente al Parlamento italiano che sarebbe ora di smetterla con tutte queste feste nazionali per qualunque cosa.
Le istruzioni ai Paesi membri si baseranno su una raccomandazione della Commissione sulla continuità operativa e gli stress test, adottata di recente, «volta a rafforzare la resilienza dei punti di contatto nazionali per la protezione civile in tutta Europa», come spiegano da Bruxelles.
Oddio, in concreto non hanno spiegato nulla. Diciamo che ieri si è lanciato più che altro un appello a «essere pronti». Tutti pronti, ben sapendo che tra le calamità da cui tocca difendersi c’è anche questa Ue.
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