Non conosco Janez Janša ma, dopo aver letto un suo recente messaggio su X, devo ammettere che di quanto sostiene a proposito dell’Europa condivido praticamente tutto. Di lui so che è stato primo ministro della Slovenia, oltre che leader del Partito democratico. Ma, a differenza della segretaria del Pd italiano, Janša oltre a non essere un progressista non è un pasdaran dell’immigrazione e neppure un talebano del Green deal. In compenso, ha un’idea molto precisa su cosa non dovrebbe essere l’Unione europea.
Nel post pubblicato sul social network di proprietà di Elon Musk, l’ex premier sloveno mette in fila dieci argomenti che gli fanno dubitare che aderire alla Ue sia stata una buona idea. Nessuno, scrive, ci aveva detto che sarebbe stato possibile annullare le elezioni presidenziali, come è successo in Romania. Non sapevamo che su spinta di Bruxelles sarebbe stato abolito un programma tv, come invece è accaduto in Ungheria. Certo, mai avremmo immaginato che si arrivasse a usare la polizia contro i vertici della Corte costituzionale, come si è verificato in Polonia. E che, a quattro settimane dalle elezioni, si mettesse in carcere il presidente della società di sondaggi, come invece sarebbe capitato in Slovenia. Che dire poi dell’intervento della polizia per sostituire i vertici della tv nazionale, come si è visto a Varsavia.
Janša continua l’elenco di una serie di decisioni benedette da Bruxelles ma maledette da qualsiasi persona di buon senso, citando l’interruzione dei programmi della radiotelevisione slovena, con la «pulizia» politica dei vertici dell’ente in base a direttive calate dall’alto, e l’arresto di alcuni esponenti politici invisi all’attuale dirigenza ungherese. Per poi passare al milione di migranti illegali fatti entrare in Spagna e ai quali sarebbe stata concessa la cittadinanza (cioè il diritto di voto), alla chiusura delle centrali nucleari per far spazio al gasdotto con la Germania e, infine, alla tassa sulle fonti energetiche fossili, che porta alla delocalizzazione delle industrie verso Paesi con regole ecologiche meno stringenti.
La Ue che non rispetta la volontà dei cittadini
La conclusione di Janša dopo aver elencato le nefandezze dell’Unione europea è tranchant: è nata una Ue che deve salvarsi da sé stessa. Difficile dargli torto, anche perché i fatti riportati dimostrano che questa Europa è tutto fuorché democratica. Si tratta di una coalizione di interessi particolari che non tiene in alcun conto la volontà dei cittadini dei singoli Paesi.
Come disse tempo fa un commissario di Bruxelles a proposito delle elezioni in Romania, l’Unione ha gli strumenti per far cambiare opinione agli elettori di qualsiasi Paese qualora votassero in un modo che non piace alla Ue. Janša dice che questa non è democrazia, ma una dittatura economica, imposta da funzionari che non hanno mai ricevuto alcun mandato popolare. Come dargli torto? Infatti è praticamente impossibile negare i dieci punti da lui elencati.
Il Green deal e i tabù di Bruxelles
Ma ciò che dice Janša in Italia è tabù, perché si può mettere in discussione il Papa, discutere di qualsiasi dogma, ma non dell’infallibilità di Bruxelles. Infatti, nessuno si azzarda a dire che il deficit al 3 per cento è una scemenza, così come pure i vincoli di bilancio. Vietato anche criticare il Green deal, nonostante stia uccidendo l’industria europea e aprendo le porte a quella cinese. Silenzio perfino sull’invasione islamica, consentita da una folle politica immigratoria.
Sì, è davvero difficile leggere in Italia ciò che Janša scrive senza che nessuno lo censuri. Da noi, se un primo ministro si azzardasse a sostenere la metà delle cose dette dall’ex premier sloveno, sarebbe lapidato e messo all’indice. Già, perché ci sono poche sfere inviolabili e Bruxelles è una di queste.
Fortis: l’Italia ha fatto meglio degli altri Paesi
Ps. Ieri il professor Marco Fortis sul Sole 24 Ore ha scritto ciò che noi sosteniamo da tempo e cioè che l’Italia in questi anni ha fatto meglio degli altri Paesi. Il reddito pro capite, ossia quello che riguarda ogni cittadino, è tornato a crescere nonostante i vincoli europei. Lo dimostrano i dati, ma in Italia neppure questo si può dire, dato che i giornaloni, per assecondare la narrazione della sinistra, preferiscono ignorare i parametri che accreditano un quadro positivo.
Le cifre dimostrano che negli ultimi anni qualche cosa si è mosso. Tuttavia, nonostante ciò, Mattarella e compagni continuano a piangersi addosso. Anzi: a piangerci addosso, nella speranza che tutto ciò porti acqua al mulino della sinistra.
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >