Serve il bonus guardia giurata per chi investe in sicurezza privata
iStock

Non c’è pace alla voce maranza: ogni giorno ce ne è una, vuoi che siano pestaggi vuoi che siano disordini. L’altra sera ero al Tg4 di Andrea Pucci a commentare i fatti e mi sono ritrovato con un imprenditore balneare che si lamentava perché un gruppo di questi ragazzetti aveva messo sottosopra lo stabilimento rovesciando sdraio, ombrelloni e lettini. Come lui sono in tanti che debbono fare i conti con le risse provocate dai maranza: semplici disordini che, ripetuti nel tempo, danneggiano e disturbano.

L’altro giorno abbiamo commentato il giovane algerino che ha sfregiato in maniera assai grave una ragazza di origine marocchina, sottolineando come egli fosse stato già fermato dalle forze dell’ordine il giorno precedente (perché aveva danneggiato alcune auto in zona piazza Argentina e perché addosso aveva alcuni oggetti rubati in vetture in zona Rubattino) ma rilasciato con il divieto di dimora a Milano da un magistrato che evidentemente non era stato in grado di mettere a fuoco la pericolosità del 27enne, il quale ventiquattr’ore dopo offendeva e sfregiava una ragazza. Nei due episodi avevamo sottolineato il grande lavoro svolto dalle forze dell’ordine (polizia e polizia locale) e di contro l’abbaglio preso dalle toghe.

Tutto questo ovviamente non basta per soddisfare la domanda di sicurezza, nonostante i numeri e le statistiche stiano confermando che grazie al lavoro delle donne e degli uomini in uniforme i reati siano in calo. Stiamo vivendo una fase in cui la degenerazione di gang e bande ha superato talmente tanto il livello di guardia che questa gente – dai maranza ai latinos, senza escludere i figli di buona donna col passaporto italiano, sia chiaro – pensa di potersi atteggiare alla stregua di boss di strada o di quartiere. Pensa – e lo dice senza aver paura – che la legge della strada imponga di andare in giro armati (per lo più di coltelli e tirapugni) e di essere aggressivo al fine di far valere la legge del più forte. E infine ci sono i casi in cui la prepotenza vale solo come postura per dimostrare agli altri di essere qualcuno.

La somma di questi fattori porta la gente comune ad averne le scatole piene, così il livello di sopportazione (abbondantemente superato) evolve in fame di sicurezza come se le forze dell’ordine non siano presenti o non agiscano abbastanza. E non è vero. Aggiungo, anzi, che un sentimento crescente di risentimento c’è anche in chi indossa una divisa che vede vanificare il lavoro sulla strada da sostituti procuratori che, come abbiamo visto, li rimettono in libertà. In questo modo la strada diventa il libro mastro del conflitto tra i buoni e i cattivi, con i buoni spesso svantaggiati sui cattivi.

C’è poi un altro livello di sicurezza, che è appunto di coloro che chiedono un surplus di sicurezza e assumono vigilantes privati oppure si avvalgono di strumenti di prevenzione. I vigilantes li vediamo fuori dalle banche o fuori dai supermercati o dai centro commerciali; qualche volta li vediamo nelle ronde di controllo per ispezionare i negozi di una zona, perché ingaggiati da un gruppo di commercianti. Certo, hanno un costo che non tutti possono permettersi ma l’esigenza di una sicurezza più dedicata sta generando un mercato con diverse proposte. Siccome io temo che un giorno non lontano arriveranno a proporci un modello di vigilanza dove le telecamere saranno le sentinelle dell’intelligenza artificiale ed elaboreranno dati e informazioni secondo una analisi predittiva, conviene agire sulla sicurezza nel controllo delle città usando gli esseri umani, cioé vigilantes e guardie private. Non tutti se lo possono permettere? Bene, si faccia in modo che il contratto di ingaggio sia defiscalizzato completamente.

La leva fiscale può incentivare l’assunzione di questo personale a cui si possono delegare compiti e mansioni con intensità crescenti, e il cui “controllo di affidabilità” dev’essere sottoposto a periodiche prove e a controlli sotto l’egida delle prefetture. Fatto salvo che le forze dell’ordine sono e saranno sempre il presidio della legalità per conto dello Stato, lo stesso Stato potrebbe favorire fiscalmente coloro che volessero un maggiore controllo di certe aree (dai negozi agli stabilimenti balneari, dai bar ai mezzi di trasporto locale, dalle strutture sanitarie ad aree ad alta concentrazione di persone) o addirittura coloro che volessero una protezione per i propri figli (pensate a un gruppo di genitori che assolda vigilanti per proteggere i figli in occasioni di feste).

Se è vero che la percezione di sicurezza è scollata rispetto ai dati reali sulla sicurezza, allora il governo deve rendere più accessibile la soddisfazione di questo surplus di sicurezza, prevedendo bonus e defiscalizzazioni. Ogni via è buona per far capire a maranza, latinos, nigeriani e delinquenti di ogni nazionalità che non concederemo più spazi. A meno che non glieli concedano alcune toghe sempre molto comprensive con gli stranieri…

Da non perdere

Pensiero unico

E c’è chi fa il tifo per riempirci di immigrati

Secondo l’Osservatorio generale sul lavoro del Veneto, serve manodopera estera per rispondere alle esigenze del mercato. Ma si tratta di un allarme strumentale che ha un unico obiettivo: trovare dipendenti a basso costo per sostituire quelli italiani.