I soccorsi a Modena dopo l'attentato, con Salim El Koudri nel riquadro
I soccorsi dopo l'attentato a Modena e, nel riquadro, Salim El Koudri (Ansa)

Salim El Koudri, il 31enne accusato di aver investito otto persone nel centro di Modena lo scorso 16 maggio, ha tentato il suicidio in carcere. L’uomo ha ingerito dei farmaci ed è stato trasportato in ospedale. Le sue condizioni non sarebbero comunque tali da far temere per la sua vita.

Il tentativo è avvenuto mentre El Koudri si trova detenuto in attesa degli sviluppi del procedimento a suo carico. L’uomo è accusato di strage con l’aggravante delle lesioni gravissime. La custodia cautelare in carcere era stata convalidata già nei giorni successivi all’investimento.

L’investimento del 16 maggio

Quel pomeriggio El Koudri si lanciò con la propria auto contro la folla nel centro di Modena, travolgendo otto persone. Tra queste c’era Monica Esposito, 55 anni, che morì in ospedale due mesi dopo le gravissime ferite riportate nell’investimento.

La morte della donna aveva aggravato ulteriormente la posizione giudiziaria del 31enne, che già doveva rispondere dell’investimento e delle lesioni provocate agli altri pedoni.

La perizia: capace di intendere e di volere

Proprio nei giorni scorsi si è tenuto davanti al gip di Modena l’incidente probatorio sulla capacità di intendere e di volere di El Koudri al momento dei fatti.

I periti nominati dal giudice hanno concluso che il 31enne era capace di intendere e di volere e che non presentava un’infermità psichica tale da determinare un vizio totale o parziale di mente. Secondo la perizia, la sua condotta non sarebbe stata l’espressione di un disturbo mentale, ma sarebbe stata compiuta conservando lucidità operativa e capacità di autodeterminazione.

La Procura, al momento, non contesta l’aggravante del terrorismo. Alcune delle difese delle persone offese hanno invece chiesto che venga approfondito anche questo aspetto.

Il tentativo di suicidio in carcere arriva dunque a pochi giorni da un passaggio importante dell’inchiesta, con la perizia che ha escluso l’incapacità di intendere e di volere dell’indagato al momento dell’investimento.

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