2025-03-07
Catastrofi naturali, l'importanza di cautelarsi con una maggiore copertura assicurativa
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Secondo i dati pubblicati nel report 2025 Climate and Catastrophe Insight, realizzato da Aon plc, il 60% dei danni economici causati da catastrofi naturali nel 2024 non aveva copertura assicurativa e le perdite assicurate hanno raggiunto i 145 miliardi di dollari a livello globale.
Gli eventi naturali globali nel 2024 hanno causato perdite economiche per 368 miliardi di dollari (2023: 397 miliardi di dollari), trainate dagli uragani e dalle tempeste convettive (SCS) negli Stati Uniti, con un aumento del 14% rispetto alla media del 21° secolo. Il 2024 si attesta come il nono anno consecutivo con perdite superiori a 300 miliardi di dollari.
I dati sono stati pubblicati nel report 2025 Climate and Catastrophe Insight - realizzato da Aon plc (NYSE: AON), azienda leader a livello globale nell’intermediazione assicurativa e riassicurativa e nella consulenza per la gestione dei rischi - che identifica i trend globali del clima per quantificare il rischio e l'impatto sulla comunità degli eventi meteorologici estremi nel 2024.
Gli eventi devastanti del 2024 sottolineano il significativo impatto economico del rischio climatico. Come dimostrano i dati del report - e i tragici eventi in California all'inizio del 2025 - le condizioni meteorologiche estreme evidenziano la complessità e la volatilità che le imprese e le comunità si trovano ad affrontare e sottolineano l'urgente necessità di soluzioni innovative per affrontare questa sfida crescente.
Il report Climate and Catastrophe Insight di Aon indica diversi trend per quanto riguarda le perdite dovute a catastrofi naturali:
- Gli eventi atmosferici stanno diventando sempre più frequenti e costosi. Nel 2024 le perdite assicurative globali hanno superato del 54% la media del 21° secolo, coprendo 145 miliardi di dollari dei 368 miliardi di dollari di danni (2023: 126 miliardi di dollari). Anche se le perdite assicurate hanno superato di gran lunga la media, il divario di protezione si è attestato al 60% (2023: 68%), rappresentando un significativo freno finanziario per comunità, imprese e governi. L'aumento della popolazione e dell'esposizione complessiva ai rischi naturali nelle aree ad alto rischio continuano a influenzare l'aumento delle perdite dovute alle catastrofi.
- L'uragano Helene è stato l'evento globale più costoso del 2024. L'uragano ha toccato terra negli Stati Uniti a settembre e ha causato 75 miliardi di dollari di danni e 243 vittime. L'uragano Milton, in ottobre, è stato il più costoso tra i sinistri assicurati a livello globale, con 20 miliardi di dollari di danni. Questi eventi contribuiscono in modo determinante al fatto che il 78% dei danni assicurati a livello globale è stato registrato negli Stati Uniti.
- La crescita costante delle perdite dovute a SCS riflette l'aumento della popolazione e dell'esposizione al rischio. Nel 2024 si sono verificati almeno 54 eventi globali che hanno comportato perdite economiche superiori a 1 miliardo di dollari, un numero superiore alla media di 44. Tale aumento è in gran parte dovuto alle tempeste convettive negli Stati Uniti. La crescente esposizione a questo rischio aumenta la probabilità che si verifichino disastri da miliardi di dollari, in particolare se gli Stati Uniti continuano a registrare una espansione delle città in aree regolarmente interessate da attività di SCS, come Dallas, Houston o Denver.
- In termini di clima, il 2024 è stato l'anno più caldo mai registrato. Venti Paesi hanno registrato un record di temperature alte.
- Le economie globali possono ridurre i danni e le perdite di vite umane con una maggiore resilienza e misure di mitigazione in atto. Nel 2024, 18.100 persone hanno perso la vita a causa di rischi naturali, soprattutto per ondate di calore e inondazioni. Questo dato è inferiore alla media del 21° secolo, pari a 72.400, e potrebbe essere attribuito al miglioramento dei sistemi di allerta, delle previsioni meteorologiche e della pianificazione delle evacuazioni, sottolineando il valore di dati, approfondimenti e analisi climatiche affidabili.
In Italia, il 2024 è stato un anno tranquillo per il mercato assicurativo, in termini di perdite assicurate. Ciononostante, vi sono stati alcuni eventi alluvionali, come quelli di settembre ed ottobre in Emilia Romagna, che hanno generato perdite economiche non trascurabili e avuto forti impatti sulla comunità, evidenziando ancora una volta un importante gap assicurativo rispetto al danno economico. Altro aspetto da considerare è l’aumento della frequenza e della severità di questi eventi, sia per effetto del cambiamento climatico sia per fattori legati all’aumento dell’esposizione ai rischi naturali nelle aree più urbanizzate e all’aumento del costo di costruzione medio.
Pietro Toffanello, amministratore delegato di Aon Reinsurance Italia, dichiara: «Per il quinto anno consecutivo le perdite assicurate hanno superato i 100 miliardi a livello mondiale, evidenziando ancora una volta come i rischi climatici, quali alluvioni, tempeste convettive, vento ed uragani, siano un pericolo concreto per le nostre comunità. Il contesto è ulteriormente esacerbato dall’impatto del cambiamento climatico, che aggiunge ulteriore incertezza al quadro generale. L’elevato gap assicurativo evidenzia la necessità di interazione tra il settore pubblico e privato in modo da aumentare la resilienza della nostra società. L’introduzione dell’obbligatorietà assicurativa per le Pmi va in questa direzione, spostando il peso del costo di ricostruzione dagli imprenditori al mercato assicurativo. Allo stesso modo l’iniziativa di Ania di voler formare un pool riassicurativo consentirà alle compagnie assicurative di poter gestire una maggiore mole di rischio senza minacciare la stabilità del mercato, richiamando capacità addizionale sul mercato riassicurativo».
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Secondo i dati pubblicati nel report 2025 Climate and Catastrophe Insight, realizzato da Aon plc, il 60% dei danni economici causati da catastrofi naturali nel 2024 non aveva copertura assicurativa e le perdite assicurate hanno raggiunto i 145 miliardi di dollari a livello globale.Gli eventi naturali globali nel 2024 hanno causato perdite economiche per 368 miliardi di dollari (2023: 397 miliardi di dollari), trainate dagli uragani e dalle tempeste convettive (SCS) negli Stati Uniti, con un aumento del 14% rispetto alla media del 21° secolo. Il 2024 si attesta come il nono anno consecutivo con perdite superiori a 300 miliardi di dollari.I dati sono stati pubblicati nel report 2025 Climate and Catastrophe Insight - realizzato da Aon plc (NYSE: AON), azienda leader a livello globale nell’intermediazione assicurativa e riassicurativa e nella consulenza per la gestione dei rischi - che identifica i trend globali del clima per quantificare il rischio e l'impatto sulla comunità degli eventi meteorologici estremi nel 2024.Gli eventi devastanti del 2024 sottolineano il significativo impatto economico del rischio climatico. Come dimostrano i dati del report - e i tragici eventi in California all'inizio del 2025 - le condizioni meteorologiche estreme evidenziano la complessità e la volatilità che le imprese e le comunità si trovano ad affrontare e sottolineano l'urgente necessità di soluzioni innovative per affrontare questa sfida crescente.Il report Climate and Catastrophe Insight di Aon indica diversi trend per quanto riguarda le perdite dovute a catastrofi naturali:Gli eventi atmosferici stanno diventando sempre più frequenti e costosi. Nel 2024 le perdite assicurative globali hanno superato del 54% la media del 21° secolo, coprendo 145 miliardi di dollari dei 368 miliardi di dollari di danni (2023: 126 miliardi di dollari). Anche se le perdite assicurate hanno superato di gran lunga la media, il divario di protezione si è attestato al 60% (2023: 68%), rappresentando un significativo freno finanziario per comunità, imprese e governi. L'aumento della popolazione e dell'esposizione complessiva ai rischi naturali nelle aree ad alto rischio continuano a influenzare l'aumento delle perdite dovute alle catastrofi.L'uragano Helene è stato l'evento globale più costoso del 2024. L'uragano ha toccato terra negli Stati Uniti a settembre e ha causato 75 miliardi di dollari di danni e 243 vittime. L'uragano Milton, in ottobre, è stato il più costoso tra i sinistri assicurati a livello globale, con 20 miliardi di dollari di danni. Questi eventi contribuiscono in modo determinante al fatto che il 78% dei danni assicurati a livello globale è stato registrato negli Stati Uniti.La crescita costante delle perdite dovute a SCS riflette l'aumento della popolazione e dell'esposizione al rischio. Nel 2024 si sono verificati almeno 54 eventi globali che hanno comportato perdite economiche superiori a 1 miliardo di dollari, un numero superiore alla media di 44. Tale aumento è in gran parte dovuto alle tempeste convettive negli Stati Uniti. La crescente esposizione a questo rischio aumenta la probabilità che si verifichino disastri da miliardi di dollari, in particolare se gli Stati Uniti continuano a registrare una espansione delle città in aree regolarmente interessate da attività di SCS, come Dallas, Houston o Denver.In termini di clima, il 2024 è stato l'anno più caldo mai registrato. Venti Paesi hanno registrato un record di temperature alte.Le economie globali possono ridurre i danni e le perdite di vite umane con una maggiore resilienza e misure di mitigazione in atto. Nel 2024, 18.100 persone hanno perso la vita a causa di rischi naturali, soprattutto per ondate di calore e inondazioni. Questo dato è inferiore alla media del 21° secolo, pari a 72.400, e potrebbe essere attribuito al miglioramento dei sistemi di allerta, delle previsioni meteorologiche e della pianificazione delle evacuazioni, sottolineando il valore di dati, approfondimenti e analisi climatiche affidabili.In Italia, il 2024 è stato un anno tranquillo per il mercato assicurativo, in termini di perdite assicurate. Ciononostante, vi sono stati alcuni eventi alluvionali, come quelli di settembre ed ottobre in Emilia Romagna, che hanno generato perdite economiche non trascurabili e avuto forti impatti sulla comunità, evidenziando ancora una volta un importante gap assicurativo rispetto al danno economico. Altro aspetto da considerare è l’aumento della frequenza e della severità di questi eventi, sia per effetto del cambiamento climatico sia per fattori legati all’aumento dell’esposizione ai rischi naturali nelle aree più urbanizzate e all’aumento del costo di costruzione medio.Pietro Toffanello, amministratore delegato di Aon Reinsurance Italia, dichiara: «Per il quinto anno consecutivo le perdite assicurate hanno superato i 100 miliardi a livello mondiale, evidenziando ancora una volta come i rischi climatici, quali alluvioni, tempeste convettive, vento ed uragani, siano un pericolo concreto per le nostre comunità. Il contesto è ulteriormente esacerbato dall’impatto del cambiamento climatico, che aggiunge ulteriore incertezza al quadro generale. L’elevato gap assicurativo evidenzia la necessità di interazione tra il settore pubblico e privato in modo da aumentare la resilienza della nostra società. L’introduzione dell’obbligatorietà assicurativa per le Pmi va in questa direzione, spostando il peso del costo di ricostruzione dagli imprenditori al mercato assicurativo. Allo stesso modo l’iniziativa di Ania di voler formare un pool riassicurativo consentirà alle compagnie assicurative di poter gestire una maggiore mole di rischio senza minacciare la stabilità del mercato, richiamando capacità addizionale sul mercato riassicurativo».
Edizione anni Sessanta del Raid motonautico Pavia-Venezia (© 2026 RAID PAVIA VENEZIA)
Il fiume, al posto dell’asfalto. Il teatro, la Pianura bagnata dal Ticino e dal grande Po, fino alla Laguna veneta. Lungo i 414 chilometri di tragitto sulle acque dal 1929 si corre ancora oggi una delle più appassionanti gare di motonautica, arrivata alla sua 73ma edizione nel 2026. Il Raid Pavia-Venezia è anche la competizione più lunga del mondo in acque interne.
Era il 9 giugno 1929 quando lungo le sponde del Ticino di fronte alla Società Canottieri Pavia si riunì una folla di curiosi e appassionati, attratti dall’iniziativa di cimento nautico promossa dall’ingegnere napoletano Vincenzo Balsamo, appassionato di motonautica. Sul pelo dell’acqua, 24 barche a motore di vario tipo e configurazione, entro e fuoribordo. I piloti e i motoristi erano tutti dilettanti appassionati, molti dei quali soci della Lega Navale di Milano. Il via di primo mattino, per evitare il buio nell’ultima parte del tragitto che avrebbe costretto a sospendere la gara fino al giorno successivo. Scomparse alla vista degli spettatori pavesi tra le scie e il fumo dei motori, i natanti fecero tappe cronometrate lungo un percorso che toccava il Ponte della Becca sul Ticino, Piacenza, L’Isola Serafini, Cremona, Zibello, Revere, Pontelagoscuro e nell’ultimo tratto attraverso le conche della Volta Grimana e di Cavanella d’Adige fino alla Laguna e a Venezia. In 10 arrivarono al traguardo, di cui solo alcuni nella serata del 9 giugno. A vincere la prima edizione del Raid Pavia Venezia fu il pavese Ettore Negri, alla guida di un fuoribordo con motore da 644cc fabbricato negli Usa dalla Elto (l’antenata della Evinrude). Con appena 20 cv di potenza, Negri spinse il motoscafo fino a toccare la media di oltre 40 km/h fino a Cavanella Po (abbassata poi a 35 per effetto delle soste forzate alle conche) coprendo i 414 chilometri in appena 11 ore e 38 minuti. Dietro di lui Franco Mazzotti, secondo classificato in 12 ore e 22 minuti alla guida di un «cruiser» entrobordo da 80 cv, giunto quasi un’ora dopo Negri a causa dei numerosi incagliamenti dovute alle secche che penalizzavano gli scafi più grandi. Altri tre concorrenti tagliarono il traguardo prima delle 20, ora di chiusura dei controlli della prima giornata. Gli altri 5 giunsero a Venezia il giorno seguente, dopo aver passato la notte sulle rive del Po. Conclusero la gara il primo giorno anche due adolescenti su fuoribordo «piccolo» con motore Johnson da 350cc, il diciottenne Castiglioni e il sedicenne Meregatti. Poco dopo le 23.00 del secondo giorno, la gara riservò un’ulteriore sorpresa. Nella Laguna illuminata solo dal chiarore della Luna comparve il motoscafo pilotato da una donna, Franci Balboni, pioniera della motonautica al femminile. Sporca e bruciata dal sole, si unì alle celebrazioni a notte inoltrata.
Il successo e l’eco sulla stampa dell’impresa fece sì che questa diventasse un appuntamento annuale, interrotto solamente negli anni della guerra. Nelle edizioni anni Trenta diversi furono i concorrenti illustri, mentre il progresso della tecnica in campo motonautico aggiunse la categoria degli idroscivolanti, veri e propri missili lanciati sul pelo dell’acqua. I tempi di percorrenza tra le due città furono più che dimezzati a poco più di 5 ore. Anche Vito Mussolini, figlio del Duce, partecipò nel 1936 in coppia con il principe Ruspoli. Figura epica di quelle edizioni fu il conte torinese Teofilo «Theo» Rossi di Montelera, figura di gentleman aristocratico campione di bob e di motonautica (suo fu il record di velocità di 113 km/h raggiunto nel 1933 sul lago di Bracciano). La competizione riprese soltanto nel 1952 dopo la lunga parentesi bellica, con edizioni sempre più orientate alla velocità che negli anni 70-80, protagonista il padovano conte Antonio Petrobelli, campione di motonautica che nel 1984 fece registrare l’impressionante media di oltre 187 km/h che nel 1989 egli stesso superò, raggiungendo i 198,868 km/h. Petrobelli perderà la vita nelle stesse acque della Pavia-Venezia, quando durante la prova di uno scafo nel 1994 perse il controllo mentre correva ad oltre 200 km/h nei pressi di Pontelagoscuro. Aperta anche alle moto d’acqua dall’edizione 2001. Nel 2025 il muro dei 200 km/h di media è abbattuto dal campione Guido Cappellini, che vince la gara alla media di 207,260 km/h.
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Maurizio Belpietro analizza l'operato di Giuseppe Conte durante l'emergenza sanitaria e la sua incredibile ascesa politica. Tra le anomalie della gestione Covid, i contratti milionari distribuiti senza motivazione e il silenzio dei grandi media, emerge un quadro preoccupante e di fronte alle richieste di trasparenza richieste dalla Commissione Covid, l’ex Premier risponde con una pioggia di querele per diffamazione.