È tutta farina di Grillo, nel senso di Beppe. Il comico garante a 5Stelle torna a farsi guru e dice la sua sulla bistecca in provetta. Sul suo blog scrive: «La carne coltivata in laboratorio è il futuro, per la salvaguardia degli animali e del nostro pianeta». L’elevato, invita i suoi a guardare un filmato spiegando: «Qualche tempo fa ho visto questo interessantissimo documentario sulla carne coltivata. Dopo la notizia paradossale di ieri (il disegno di legge con cui il Governo italiano vieta l’importazione, la produzione e la vendita di cibi o mangimi derivanti dalla clonazione di cellule di animali vertebrati ndr) prendetevi del tempo e informatevi».
Ma l’informazione là da direttamente lui perché sul Grillo blog racconta come la vede. O meglio come la vede Isha Datar, direttrice dell’istituto di ricerca New Harvest, si occupa di agricoltura cellulare. Va rilevato che sono le stesse ricerche che sta facendo condurre Bill Gates, il signore che si è comprato 200 mila ettari di terra, che le Ong vogliono sfrattare dall’Africa perché con la sua fondazione sta obbligando i contadini di quel continente a coltivare secondo i sistemi imposti dalle multinazionali e utilizzando tonnellate di sostanze chimiche. Bill Gates vuole attraverso l’agricoltura cellulare inoculare nei vegetali il messaggero mRna – lo stesso usato per i sieri anti-Covid – in modo da vaccinare le popolazioni mentre mangiano. Il medesimo procedimento lo sta studiando la Cina. Beppe Grillo fa appello alla bistecchina in provetta per salvare il pianeta. Scrive usando le parole di Datar: «Invece di allevare un intero pollo senziente, con becco e piume, coltiviamo la carne direttamente a partire dalle cellule muscolari. Possiamo raccogliere le cellule e i tessuti e trasformarli in una crocchetta, che sin dall’inizio è priva di ossa e di pelle ed è fatta interamente di carne bianca. Sapevate che il nostro gregge mondiale di animali da allevamento è una delle maggiori cause e al contempo vittime del cambiamento climatico? Da una parte, le mucche da sole producono il 9% delle emissioni totali di gas serra. Dall’altra parte, il caos climatico sta vedendo sempre più casi di migliaia, a volte decine di migliaia, di animali che da un giorno all’altro muoiono in tempeste, inondazioni e incendi. Il cambiamento climatico sta già riscrivendo le regole dell’agricoltura». E a questo punto Grillo chiosa: «Un terzo del pianeta, il 27% circa, grosso modo equivalente a tutto il Nord e il Sud America messi insieme, viene destinato all’allevamento del bestiame. L’Onu stima che dovremo ripristinare la natura su un terreno grande quanto la Cina, se vogliamo raggiungere la resilienza climatica. L’agricoltura cellulare offre questa possibilità».
Il riferimento alla Cina per l’elevato è una sorta di illuminazione. Perché va ricordato che Pechino- sempre alle prese con la paura di restare senza cibo al punto che ha inaugurato le stalle verticali dove su 24 piani ha stipato 48 mila maiali – ha già stretto accordi con SuperMeat, Future meat technologies e meat the future per importare carne sintetica per 300 milioni di dollari. E allora viene da chiedersi se andare in direzione contraria non sia indispensabile. In fin dei conti anche l’elevato scrive: «Bisogna porsi la questione di non lasciare la titolarità o l’amministrazione di questi processi nelle mani delle forze tecnologiche o di mercato». Ora vedremo se Giuseppe Conte e i suoi si adegueranno. Una cosa è certa: la farina di Grillo è il nuovo nutrimento dei pentastellati ortodossi.
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