E per chi non potrà utilizzare l’auto lo sciopero dei mezzi è servito
Maurizio Landini (Ansa)
Venerdì mobilitazione generale contro la guerra. Disagi pure oggi per i morti sul lavoro.

L’inquinamento, va da sé, non è questione da sottovalutare, ragion per cui è pacifico che bisogna lavorare per non farlo aumentare. Esiste però un concetto che spesso chi decide a livello locale non prende in considerazione: la sostenibilità dei divieti che si impongono alla circolazione. Quando l’approccio è draconiano, infatti, il rischio è quello di pensare di fare il bene dei cittadini con la costrizione è di fare l’esatto contrario, infliggendo pene accessorie. Ed è quello che sembra profilarsi all’orizzonte nei prossimi giorni, visto che il blocco quasi totale alla circolazione decretato per i veicoli privati in Lombardia, e non solo, andrà certamente in conflitto con una serie di scioperi indetti da diverse sigle sindacali.

Se l’obiettivo dei blocchi è quello di indurre la cittadinanza a utilizzare i mezzi di trasporto pubblici, bisognerebbe fare in modo che lo stop alle auto valga quando tram e autobus siano disponibili. Cosa che, a quanto pare, non sarà garantita. La prima possibile fonte di disagio sarà lo sciopero generale di due ore previsto per oggi da Cgil e Uil, in seguito alla morte di cinque operai avvenuta in un cantiere fiorentino venerdì scorso. Lo sciopero delle due confederazioni coinvolge principalmente le sigle di categorie dei lavoratori edili e metalmeccanici, ma è prevista una mobilitazione per tutti gli iscritti, a sostegno dell’astensione dal lavoro nelle ultime ore di ciascun turno nelle fabbriche. Il comunicato congiunto recita infatti che tutte le categorie «hanno programmato iniziative di mobilitazione e assemblee nei luoghi di lavoro». Inoltre, «presidi e manifestazioni territoriali si terranno in tutto il Paese». È facile prevedere, dunque, dei disagi a macchia di leopardo per i trasporti nelle aree industriali della Penisola, in cui il numero di iscritti ai sindacati in questione è più alto. Attenzione dunque a cosa accadrà fuori dalle fasce di garanzia, e cioè dopo le 9 del mattino e nel pomeriggio, soprattutto in concomitanza della manifestazione prevista a Firenze per oggi alle 16.30, con la presenza di Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri.

Per quanto riguarda gli scioperi del settore trasporti, è prevista per venerdì un’astensione generale, che potrebbero generare disagi, soprattutto se associate al blocco dei veicoli privati. I Cobas e altri sindacati di base hanno infatti decretato uno sciopero di ben 24 ore per venerdì, 23 febbraio (dalle 0.01 alle 23 e 59), e riguarderà tutti i settori pubblici e privati. In questo caso, in Lombardia, i maggiori disagi potrebbero verificarsi per i treni: Atm ha infatti reso noto che non aderirà allo sciopero, mentre riguardo a Trenord potrebbero esserci problemi, sempre al di fuori delle fasce di garanzia.

Ciò che colpisce è la motivazione alla base della decisione di scioperare, che non ha nulla a che fare con vertenze contrattuali o richieste di maggiore sicurezza sul lavoro ma tracima direttamente nel dominio del surreale. I treni si fermeranno, infatti, per chiedere di «fermare il genocidio in corso a Gaza», come se lasciare a piedi qualche povero pendolare, peraltro impossibilitato a prendere l’automobile, possa costituire un mezzo di pressione internazionale capace di andare a segno laddove Onu, Ue, Casa Bianca e Lega Araba finora hanno fallito. Per non parlare della matrice apertamente anti israeliana dell’iniziativa: come se non bastasse, il giorno successivo allo sciopero (sabato 24) ci sarà l’ennesima manifestazione filopalestinese nel centro di Milano, a Piazzale Loreto, proprio dove l’ultima volta esponenti dei centri sociali avevano tentato di forzare il blocco della polizia, che ha dovuto caricare.

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