L’ultimo «tridente» di Maserati sfila tra le curve e il mare di Trieste
Maserati (Stellantis Media)

Trieste è un paradosso. È la più italiana delle città, eppure se ne sta lì, al confine, dove lingue e culture diverse si incontrano e spesso si mischiano. Solamente negli ultimi due secoli, sono passati da lì i francesi, poi l’impero asburgico.

E ancora: il ritorno all’Italia, la dominazione tedesca e quella jugoslava. Infine, gli angloamericani, il fiato sospeso e, ancora una volta, l’abbraccio di Roma.

Il legame fra la Maserati e Trieste

Chiunque sia passato da lì ha lasciato una traccia, nel bene e anche nel male, che si è mischiata all’italianità di Trieste. Al suo porto. E alla sua piazza, che si proietta sul mare, verso l’orizzonte, e che forse non a caso è intitolata all’Unità d’Italia. Attraversandola, si arriva all’altra anima della città: piazza della Borsa. Il secondo salotto buono di Trieste. Qui oggi ha sede la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura. Tutto ciò che riguarda il saper fare italiano ha oggi sede in questa piazza.

E forse, non a caso, Maserati ha deciso di presentare qui la sua nuova triade: GranTurismo, GranCabrio e Grecale. Abbiamo provato le ultime due, tra le strade di Trieste e della Slovenia. Attraversando, e non poteva essere diversamente vista la città in cui ci trovavamo, prima strade che costeggiano il mare e poi quelle che tagliano la roccia del Carso. Anche perché, tra queste, c’è una strada che più di altre racconta il rapporto tra Trieste e Maserati.

È la salita verso Opicina, la storica cronoscalata che, dal 1911 al 1971, portava i piloti dal cuore della città giuliana fino all’altipiano carsico. Una strada diventata leggenda, tanto da guadagnarsi il soprannome di «Monza in salita», capace negli anni di attirare alcuni dei migliori piloti d’Europa.

Ed è proprio qui che Maserati ha scelto di portare la propria Driving Experience, trasformando le strade del Friuli Venezia Giulia nel palcoscenico ideale per raccontare il carattere delle sue nuove vetture. Un legame con la storia che passa anche dai risultati ottenuti dal Tridente sulla Trieste-Opicina: tre vittorie, nel 1955 con Franco Bordoni e la Maserati 300 S, nel 1957 con Adolfo Tedeschi al volante della 200 SI Spider e nel 1960 con Mennato Boffa sulla leggendaria Tipo 60 «Birdcage».

Le nuove vetture della Maserati

È una storia che continua, in qualche modo, sulle stesse strade. Oggi non ci sono più le monoposto e le vetture da competizione di allora, ma le nuove GranTurismo, GranCabrio e Grecale, chiamate a dimostrare come Maserati interpreti il concetto di Gran Turismo italiano: prestazioni, eleganza, comfort e artigianalità riuniti senza mai rinunciare alla sportività.

La prima parte dell’esperienza ha avuto come protagoniste le nuove GranTurismo e GranCabrio, impegnate in un itinerario che ha alternato la costa adriatica alle strade collinari del Collio. Qui le versioni Trofeo hanno potuto mettere in mostra il nuovo V6 Nettuno 3.0 litri, capace di 590 CV e 650 Nm di coppia, quaranta cavalli in più rispetto alla precedente generazione.

Numeri che raccontano solo una parte della storia. Il motore, sviluppato con una tecnologia di combustione a precamera derivata dal motorsport, permette alla GranTurismo Trofeo di superare i 320 km/h, accompagnata dal suono dello scarico sportivo di serie. Per chi cerca invece un equilibrio più orientato all’eleganza e alla guida quotidiana, resta disponibile anche la versione da 490 CV.

Sulle curve veloci del litorale, e poi tra i tornanti del Collio, la trazione integrale e le sospensioni pneumatiche ad altezza regolabile, di serie su tutte le versioni, hanno messo in evidenza la capacità delle vetture di combinare precisione e comfort. Una caratteristica che emerge ancora di più sulla GranCabrio: capote aperta, quattro posti e il paesaggio dell’Adriatico a fare da sfondo, la guida assume inevitabilmente un altro ritmo.

La Driving Experience di Trieste

Il secondo itinerario ha invece portato la Grecale verso l’entroterra carsico, seguendo la direzione del confine sloveno. Una strada fatta di saliscendi, curve e continui cambi di ritmo, ideale per mettere alla prova un Suv che Maserati vuole mantenere fedele alla propria vocazione sportiva senza sacrificare la praticità quotidiana.

Anche qui il protagonista è stato, nelle versioni più potenti, il V6 Nettuno. La Grecale Trofeo dispone di 530 CV, accelera da 0 a 100 km/h in 3,8 secondi e raggiunge i 285 km/h. Il propulsore utilizza la tecnologia a precamera derivata dalla Formula 1 e brevettata da Maserati, una soluzione che contribuisce a raggiungere una potenza specifica particolarmente elevata per la categoria. A completare la gamma hanno attirato l’attenzione anche le nuove Grecale V6 e Modena V6, entrambe equipaggiate con il Nettuno da 390 CV.

Ma la Driving Experience di Trieste non è stata soltanto una questione di cavalli e curve. Il programma ha voluto raccontare anche l’altra anima di Maserati, quella legata alla personalizzazione e alla cultura del design. Da una parte il Programma Maserati BottegaFuoriserie, l’atelier attraverso cui ogni cliente può trasformare la propria vettura in un esemplare praticamente unico. Dall’altra, una visita esclusiva all’Its Arcademy – Museum of Art in Fashion, il primo museo italiano dedicato alla moda contemporanea.

Il Gran Turismo italiano secondo Maserati

Due mondi apparentemente lontani, ma accomunati dalla stessa idea: trasformare un oggetto in qualcosa che abbia un’identità precisa, attraverso il lavoro artigianale e la cura del dettaglio.

È anche questo, in fondo, il senso della scelta di Trieste. Una città di confine, sospesa tra culture, mare e Carso, che per Maserati diventa il punto d’incontro tra passato e futuro. Da una parte la memoria della Trieste-Opicina e delle Maserati che qui hanno scritto pagine importanti della storia sportiva del marchio. Dall’altra le nuove GranTurismo, GranCabrio e Grecale, chiamate a dimostrare sulle stesse strade quanto sia cambiato il modo di intendere la sportività.

«Trieste, città di confine e di incontro tra culture, è stato il palcoscenico ideale per il debutto dinamico dei nostri tre nuovi modelli», ha sottolineato Santo Ficili, Alfa Romeo e Maserati Ceo. «Su queste strade, che custodiscono una storia motoristica leggendaria, gli ospiti hanno toccato con mano che cosa significhi oggi il «Gran Turismo italiano» secondo Maserati».

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