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Ritratti | Luisa Spagnoli, la donna che inventò il bacio

Il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità, o coraggio di fare. Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia da qualche parte, solo allora diventa un proposito, cioè qualcosa di infinitamente più grande. Parto da questa citazione di Adriano Olivetti perché è stato forse il primo, più grande, rivoluzionario d’impresa italiano. In questo podcast abbiamo provato a disegnare i ritratti di altri uomini e donne, viventi e non, che hanno lasciato il segno sulle pagine delle storia economica di questo Paese. Alcuni esprimendo un potere di lunga durata, altri portando la direzione di un intero settore produttivo verso la modernità. Quasi tutti hanno avuto grandi maestri ma pochissimi allievi. Una generazione senza eredi, solisti spesso irripetibili. Hanno vissuto da dentro il succedersi dei principali fatti dell’industria e lo sviluppo delle tecnologie più avanzate che hanno caratterizzato la vita economica e sociale dell’Italia. Hanno gestito i successi e i grandi passi avanti compiuti ma hanno anche conosciuto le conseguenze della nostra debolezza strutturale in aree strategiche. Ritratti racconta le storie di personaggi visionari capaci di fare, di realizzare strategie, di convincere sé stessi prima degli altri, di giocarsi la scena per un’idea, di preoccuparsi del dopo e non del prima. Imprenditori, manager, banchieri. Italiani e italiane che, impiegando capitali propri o gestendo capitali pubblici, con metodi, risultati e principi diversi, hanno costruito nei quasi 80 anni della Repubblica un sistema industriale, che pur tra alti e bassi ha collocato l’Italia tra i dieci Paesi più ricchi del mondo. Perché se l’economia è il motore della storia, l’uomo è il motore di entrambe.

Il leader per caso che cade sempre in piedi
Enrico Letta (Imagoeconomica)
Una precoce carriera politica costruita, a detta sua, quasi senza volerlo. Poi solidi legami con il mondo tecnocratico e accademico. Dallo zio Gianni ha preso la capacità di muoversi in modo felpato. L’unico che gli fa perdere la calma è Matteo «stai sereno» Renzi.

Cognome e nome: Letta Enrico. Premier per 10 mesi nel 2013, sostituito da Matteo Renzi che lo aveva appena rassicurato in tv: «Enrico, stai sereno».

«È diventato un tormentone nazionale, a me fa sorridere», confiderà il 3 maggio 2015 alla sempre puntuale Barbara Romano, oggi al Tg2, all’epoca a Libero (aggiungendo una macumba: «Vedremo nei prossimi anni a cosa porterà il solitario approccio leaderistico di Renzi», tiè).

Segretario del Pd per due anni, dal 2021 al 2023, giusto il tempo di consegnare Palazzo Chigi a Giorgia Meloni.

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Il trionfo di Sal Da Vinci a Sanremo è la rivincita nazionalpopolare che spiazza le élite
Sal Da Vinci (Ansa)
Al 76º Festival di Sanremo la vittoria di Sal Da Vinci assume il valore di una svolta simbolica: il pubblico premia un racconto tradizionale di amore e famiglia, dove fedeltà e melodico battono fluidità e mainstream, smentendo critica e pronostici.
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Mamma Patrizia merita che sia fatta giustizia
Non si devono spegnere i riflettori sul dramma vissuto dalla famiglia Caliendo. «Ho affidato mio figlio ai dottori, e loro mi hanno tradito», ha affermato la donna. Non c’è sconfessione più grande per chi dovrebbe tutelare la vita, soprattutto dei più fragili.

La morte di un bambino è il mistero più grande cui possiamo assistere nella nostra vita terrena. E non mancano le parole perché non conosciamo quelle adeguate: mancano perché non esistono. Così è per la morte del piccolo Domenico. Doverne scrivere dopo aver parlato ripetutamente con mamma Patrizia, una donna straordinaria per intelligenza, dignità, determinazione e compostezza.

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«Grazie alla “Verità” la morte di Francesca causata dal vaccino non sarà archiviata»
(Ansa). Nel riquadro, Francesca Tuscano
Il legale della famiglia Tuscano dopo che il gip ha rigettato l’istanza: «Ora i pm interroghino i membri del Cts e Roberto Speranza».

«Se non fosse stato per La Verità che ha fatto il lavoro che doveva svolgere la Procura, la richiesta di archiviazione presentata dal pm sarebbe stata accolta». È molto soddisfatto l’avvocato civilista Federico Bertorello, che assieme al collega del penale Salvatore Bottiglieri difende gli interessi dei genitori di Francesca Tuscano, la trentaduenne insegnante genovese colpita da Trombocitopenia trombotica immunitaria indotta da vaccino (Vitt) dopo la prima dose di Astrazeneca e deceduta il 4 aprile 2021.

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