L’estate ha iniziato la sua parabola discendente, ma noi insistiamo nel promuovere i prodotti di stagione estratti dall’orto. Ecco una ricetta molto appetitosa, veloce da fare e, se non usate l’aggiunta di pancetta, può essere annoverata tra i piatti vegetariani estivi. E’ un modo diverso per rendere omaggio ai peperoni.
Ingredienti
360 gr di pasta di semola di grano italiano (il formato scegliete quello che più vi aggrada) due peperoni (uno rosso e un giallo) carnosi per circa 250 gr, 150 gr di pancetta stesa, 150 gr di ricotta o di formaggio spalmabile (vanno benissimo anche caprini o robiola) due spicchi d’aglio, un peperoncino fresco, facoltative alcune foglie di basilico, sale, olio extravergine di oliva q.b.
Procedimento
Lavate e mondate i peperoni che farete a dadini non troppo piccoli. Mette a scaldare l’acqua per cuocere la pasta e nel frattempo in una padella – deve esser di diametro tale da consentirvi poi di saltare la pasta – fate sudare la pancetta ridotta a cubetti piuttosto piccoli: quando la pancetta è diventata croccante toglietela e mettetela da parte.
Nella stessa padella aggiungendo al grasso che avrà rilasciato la pancetta un po’ di olio extravergine e fate imbiondire l’aglio e il peperoncino: aggiungete i peperoni e incoperchiate. Se serve aggiungete un po’ di acqua calda. I peperoni devono stufare e diventare morbidi. Cuocete la pasta. Scolatela molto al dente.
Togliete aglio e peperoncino e prendete i peperoni e frullateli con il mixer a immersione. Se volete setacciate la crema con un colino poi passatela in padella e ora saltate la pasta nella crema di peperoni, aggiunte la ricotta o il formaggio spalmabile e i dadini di pancetta. Mantecate bene e servite guarnendo, se volete, con qualche fogliolina di basilico stracciata a mano.
Come far divertire i bambini
Fate lavare a loro i peperoni e poi fate mantecare a loro la pasta nella padella.
Abbinamento
Viene quasi spontaneo: Sauvignon del Collio o dei Colli Orientali del Friuli. In alternativa un Vermentino di Maremma, un Pigato del ponente ligure o ancora una Malvasia del Carso.