Dopo la devastazione di sabato, altra giornata di guerriglia nel centro di Milano: centinaia di ragazzi, soprattutto minorenni, incappucciati e di origine straniera, prendono d’assalto negozi e persino cortili dei palazzi. Alcuni residenti sono costretti a difendersi con le secchiate d’acqua. Surreale il sindaco di Milano, Beppe Sala, che dà la colpa al governo: «C’erano pochi agenti». Mentre Nicola Fratoianni (Avs) evoca i servizi segreti: «Non voglio fare il complottista, ma molti aspetti non riesco a inquadrarli, le sigle degli organizzatori mi sono sconosciute».
Il ministro Matteo Piantedosi: «È il riflesso di certa sinistra che non riesce a condannare i violenti». Matteo Salvini invoca il pugno duro: «Chi rompe paga sarà legge, serve il fermo preventivo anche per chi ha meno di 18 anni». Sarebbe ora. Giorgia Meloni ha convocato per oggi una riunione sull’ordine pubblico.
Dalle piazze alla guerriglia urbana
Altro che protesta dei giovani per il caro affitti o per la scuola. Quello che si è visto nelle piazze è altro. Sono ragazzi, vestiti di nero, per lo più stranieri di seconda generazione. Da TikTok a Telegram, si organizzano e si fomentano anche tramite contatti con altri Paesi europei. Difficile credere alla possibilità che non esista una regia. E il centrodestra non resta fermo.
Il deputato Francesco Filini, responsabile nazionale del programma di FdI, ha chiarito che «i criminali che devastano le nostre città e attaccano le forze dell’ordine si isolano con scelte nette». Per questo ha lanciato «un appello ai partiti di sinistra: sottoscrivano subito la proposta di legge di FdI che estende il reato di associazione a delinquere agli sfascisti che si organizzano, anche in modo occasionale o via web, per trasformare i cortei in guerriglia urbana. Un’adesione trasversale sarebbe un segnale inequivocabile contro i professionisti del caos: da parte delle istituzioni dev’esserci tolleranza zero verso chi attacca lo Stato».
La Lega propone di trasformare in decreto legge urgente alcune delle misure contenute nel disegno di legge sulla sicurezza in discussione al Senato. Tra le proposte che Matteo Salvini chiede di inserire nel decreto ci sono «il fermo preventivo anche per i minorenni, il divieto di aggregazione per chi si rende responsabile di violenze di gruppo e l’introduzione del reato di danneggiamento di gruppo, con la possibilità di ricorrere all’arresto differito».
Ma soprattutto, «chi rompe paga». «È da tempo che come Lega stiamo proponendo una norma di buon senso», ha spiegato il capo del Carroccio. «Chiunque organizzi una manifestazione deve dare una cauzione, firmare con nome e cognome e, in caso di danni, pubblici o privati, ne paga personalmente le conseguenze. È ora di approvarla».
Il centrodestra in piazza per i commercianti
La coalizione di governo vuole però dare anche un segnale di vicinanza al capoluogo lombardo. «Dopo la furia devastatrice che ha colpito il cuore di Milano, il centrodestra scende in strada per dare un segnale forte, unito e concreto di vicinanza a chi ha subito la violenza di criminali e antagonisti».
L’appuntamento è per oggi, alle 18, in piazza San Carlo, «per un presidio di solidarietà a sostegno dei commercianti danneggiati, delle forze dell’ordine aggredite e di tutti i cittadini per bene che amano la nostra città». Lo annunciano in una nota congiunta i coordinatori cittadini del centrodestra milanese.
Sala attacca Piantedosi, interviene La Russa
Il sindaco di Milano, Beppe Sala, condanna severamente le devastazioni, tuttavia coglie l’occasione per scaricare le responsabilità. «Vorrei che fosse chiaro che la mia richiesta di maggiori forze di polizia in campo non ha intenti polemici, ma è dettata dalla conoscenza della città».
Per il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che ieri ha radunato i massimi vertici del Viminale e si è collegato con il questore di Milano, «è il solito riflesso di una certa sinistra radical chic, che non riesce proprio a condannare i violenti senza distinguo, sempre preferendo guardare a presunte responsabilità dello Stato. Una cosa è valutare come prevenire, un’altra è spostare l’attenzione da chi le commette».
«Pensi a fare la sua parte e eviti gli attacchi personali», risponde Sala, aggiungendo: «A Piantedosi che mi equipara alla “sinistra radical chic” dico che un po’ di decenza non guasterebbe. Non permetto a nessuno di dipingermi come uno snob sfaticato».
Anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, commenta le valutazioni del sindaco di Milano, «che cerca di attribuire la responsabilità a una asserita e inesistente carenza delle forze di polizia. Le stesse che, quando intervengono, sono incredibilmente accusate di ogni nefandezza».
Poi accusa: «Stupisce (ma non troppo) lo scoperto tentativo di diversi esponenti politici di limitarsi, al massimo, a un generico “no a ogni violenza”, facendo finta di non sapere che le manifestazioni da loro volute o apprezzate costituiscono l’acqua necessaria e consapevole dove far nuotare gli squali dell’aggressione alle forze dell’ordine e i piranha della devastazione e dei vigliacchi saccheggi».
Anche perché, ricorda, «chi organizza una manifestazione ha il dovere di assumersi le proprie responsabilità e di collaborare affinché essa si svolga in modo pacifico e ordinato».
Il sindacato di polizia: «Meglio tardi che mai»
Anche il sindacato di polizia Sap accusa Sala. «Prendiamo atto con un “meglio tardi che mai” della presa di coscienza del sindaco Sala, che si accorge di come le devastazioni orchestrate dai soliti professionisti del disordine siano diventate un grave e inaccettabile problema di sicurezza per i cittadini», afferma il segretario nazionale del Sap, Gianpiero Timpano.
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