In carrozza per assaporare il turismo lento
@visittrentino.info
  • Addio ai viaggi mordi e fuggi: la nuova tendenza è quella di dedicarsi alle esplorazioni a bassa velocità. Ad esempio salendo sul Trenino dei castelli, che conduce alla scoperta delle valli trentine fra torri, fortezze e appuntamenti gastronomici.
  • A Trento dal 25 al 28 maggio. Rovereto invece accoglierà l’evento di «Wired».

Lo speciale contiene due articoli.

Il turismo lento prende piede sempre di più: per fortuna abbiamo cominciato a stancarci dei viaggi riempiti all’inverosimile di cose da fare e da vedere. Una buona fetta della popolazione non ne può più di leggere le cosiddette to do list o di ricevere consigli sui cosiddetti must see (terminologia in voga soprattutto sui social), riferiti a luoghi che invece chiederebbero solo di essere scoperti con la dovuta calma.

Il turismo lento consente quindi non solo di entrare in profondità nei territori, ma anche di rilassare corpo e mente e di godere del tempo in modo diverso, ancora meglio se in compagnia.

Il Trentino Alto Adige rimane ancora una regione capace di offrire tutto ciò, perché se è vero che esistono turisti da viaggi mordi e fuggi, è altrettanto vero che ci sono zone che, per assecondare (e soprattutto sfruttare) questa propensione, si sono trasformate in paesi dei balocchi.

Il Trentino Alto Adige non ne ha bisogno, perché ci si va per le montagne, gli sterminati campi, le poche città e i molti borghi che sembrano fermi nel tempo. A corredo di questa essenzialità, spuntano di frequente eventi e iniziative in grado di accompagnare i visitatori tra le maglie di una terra incontaminata.

Si pensi al turismo ferroviario, un modo per scoprire luoghi altrimenti poco agibili e, soprattutto, al di fuori delle solite rotte turistiche. Nato in Gran Bretagna, è oggi al centro di un progetto del ministero del Turismo, che intende modernizzare le infrastrutture esistenti, mettendole a disposizione di tutti coloro che intendano scoprire lentamente il Paese.

Il Trenino dei castelli rientra appieno in questa categoria, permettendo di visitare i manieri che puntellano la Val di Non e la Val di Sole mentre si ammirano dal finestrino le viti e i filari di meli che spiccano in mezzo al verde a contorno di queste maestose strutture.

Ogni sabato, a partire dal 14 maggio e fino al 9 settembre, sarà possibile sperimentare questo modo antico di viaggiare. Per scegliere una delle 19 date, basta andare sul sito del Trenino dei castelli, dov’è anche possibile prenotare il proprio biglietto. Il prezzo intero ammonta a 84 euro, mentre si riduce a 74 per i minori di 16 anni e a 42 per le persone con disabilità superiore al 74%, previo invio del certificato a [email protected]. Per i bambini fino ai 4 anni, invece, l’esperienza è totalmente gratuita.

Ma ecco i dettagli: si parte da Trento, a bordo di un treno della Ferrovia Trento-Malè. Una volta saliti in carrozza si fa colazione, per poi risalire le Valli del Noce. Si fa una prima sosta al Castello San Michele, a Ossana (Trento), da visitare in compagnia di guide esperte. Qualcuno dice che sia il castello più bello della Val di Sole: sarà per la sua torre alta 25 metri, da cui si può godere di un magnifico panorama; o forse per il percorso didattico organizzato al suo interno, che consente di immergersi nella vita dell’epoca. Sta di fatto che non si può dire di conoscere questa valle senza averlo visitato.

A questo punto si sale sul pullman che porta a Castel Caldes, che si trova proprio al confine di quello che fu il Principato vescovile di Trento. È per questo che il suo è un mix di stili veneto, tedesco e lombardo. Adesso è una delle sedi del Museo Castello del Buonconsiglio, luogo prescelto per esposizioni ed eventi culturali di prestigio. Come tutti i castelli, è oggetto di diverse leggende, tra cui quella che vide Olinda imprigionata qui dal padre Rodemondo, il quale non voleva darla in sposa al menestrello di corte Arunte.

Si prosegue verso Castel Valer, oggi elegante residenza privata circondata da frutteti (soprattutto meleti). La sua torre è la più alta del Trentino, quasi a indicare la nobiltà della famiglia Spaur, che la abita da generazioni. In questo caso si ha la percezione di un castello vivo, dove le storie di fantasmi lasciano spazio alla quotidianità.

Infine Castel Thun, affacciato sulla Val di Non e circondato da torri, bastioni e fossati che rendono l’idea di un luogo che si è dovuto proteggere a lungo da attacchi e invasioni. Tra gli ambienti interni va citata la Stanza del vescovo, interamente in legno di cirmolo, ricavato dal pino cembro e per questo particolarmente profumato.

Quanto alla fame, niente paura: ci si ferma a pranzo presso il ristorante Giardino di Cles grazie alla collaborazione di Melinda e Sosi Trento e all’assortimento di prodotti da loro proposti, accompagnati dai vini della Cantina Rotari. La merenda è prevista al tramonto, da degustare tra le mura di un maniero.

Terminata la visita ai castelli si torna a Trento, appagati da una giornata dominata da natura e cultura, che però non lascia addosso la stanchezza tipica delle giornate bulimiche, quelle in cui ci si affanna a voler fare e vedere quante più cose possibile.

Per maggiori informazioni, contattare l’Apt Trento-Monte Bondone (telefono: 0461/216000). La prenotazione è obbligatoria e possibile fino a esaurimento posti.

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