• Le serie tv creano dal nulla nuove mete, come il lago di «Un passo dal cielo». L’ultimo film Disney ha aumentato gli arrivi dall’estero in Sardegna del 216%.
  • Boris Migliore va a caccia di «location» da 15 anni: «Quando ho cominciato c’eravamo solo io e pochi altri, ora online ci sono gruppi di appassionati. Gli Usa sono il Paese dei balocchi, ma nel Bronx di “Joker” ho avuto paura».
  • A Brescello ogni anno almeno 30.000 persone cercano i luoghi di Don Camillo. E la nuova pellicola Rai sullo scrittore ne aumenterà l’appeal.

Lo speciale contiene tre articoli.

«Il Lago di Mosigo si trova a San Vito di Cadore, pochi chilometri prima della blasonata Cortina d’Ampezzo. Sino a poco tempo fa non era null’altro che uno dei tanti laghetti visitabili nell’area dolomitica, niente di più e niente di meno di altre location simili, spesso anche meglio collocate in ambito naturalistico. Ma tutto è cambiato assai velocemente, da quando nell’estate di alcuni anni fa Rai Fiction e Lux Vide hanno deciso di trasferire nel bellunese la serie tv Un passo dal cielo, collocando la sede del commissariato di polizia presso lo Chalet sul Lago di Mosigo…». Sembra l’inizio di una fiaba ma è l’incipit scelto da Jfc tourism & management per presentare la sua ricerca dal titolo «Il cineturismo in Italia, valore economico del fenomeno». Si tratta di dati presentati nel 2023, ma il trend non è affatto cambiato, assicurano gli operatori del settore: in Italia le persone che si muovono per visitare i luoghi dove sono stati girati film o serie televisive sono in aumento.

A certificarlo c’è pure il nostro ministero del Turismo: l’ultimo film della Disney dedicato al personaggio della Sirenetta, diretto da Rob Marshall, è stato girato in parte in Sardegna. La Regione proprio in virtù di questo ha registrato un’impennata delle prenotazioni provenienti dall’estero pari al 216%. Un’enormità. Napoli, vetrina internazionale già di suo, ha assunto ancora più importanza per gli amatori delle serie tv visto che ha fatto da sfondo a L’amica geniale. E poi c’è il caso The white lotus, serie americana con Sabrina Impacciatore (e che, grazie a questa serie, è diventata un personaggio di primo piano negli States) girata interamente in Sicilia, tra Taormina e Noto: viene considerata tra i maggiori booster per l’afflusso di turisti internazionali.

Lo scorso anno, secondo la ricerca di Jfc, questa massa di persone che si muove alla ricerca della casa di Montalbano in Sicilia o della caserma dei carabinieri dove fa capolino il don Matteo di Terence Hill a Spoleto, per esempio, valevano qualcosa come 600 milioni di euro (597 milioni per l’esattezza). Di questa cifra, 321 milioni di euro sono generati dai turisti o appassionati che scelgono di soggiornare o visitare per qualche ora i set delle opere viste al cinema o in tv. Una cifra che tiene conto dei costi di pernottamento, ristorazione, visti e fruizioni di servizi. A livello mondiale, nel 2023 sono stati quasi 51 milioni i movie tourists, mentre erano 42 milioni nel 2016 (l’incremento, quindi, è stato del 21%). Nonostante questi numeri rilevanti, l’Italia fa fatica ad intercettare questa massa di cinefili con la valigia: solo l’1,8% di cineturisti internazionali arriva, per questo, nel Belpaese. A scegliere i set italiani del cinema sono, quindi, solamente 150.932 (erano 86.400 nel 2016), con una permanenza media di 1,5 notti, per un valore economico totale di circa 23 milioni di euro.

In crescita è, invece, il trend degli italiani che visitano luoghi del cinema nostrani: sono 698.000 quelli che si muovono principalmente proprio per andare a vedere i luoghi di una grande, o simbolica, produzione italiana. La loro permanenza media nelle zone delle riprese è di 1,6 notti, generano complessivamente 1,1 milioni di presenze e creano un ritorno economico per il territorio visitato di 82,7 milioni di euro. Gli italici fan delle pellicole realizzate nel Belpaese e che, alle loro vacanze o gite fuori porta, abbinano anche la visita a uno o più luoghi del cinema nel 2023 sono stati 7,6 milioni e hanno generato un valore economico di 128 milioni di euro. Gli arrivi totali di ospiti italiani e stranieri che generano questo giro d’affari sono quantificati in 1.344.000 presenze. Ma la vera differenza tra un movie tourist italiano e uno straniero, è dato dall’obiettivo prefissato della loro gita cinematografica: i viaggiatori tricolore sono affascinati dalle mete che hanno fatto da sfondo alle fiction trasmesse negli ultimi anni in tv mentre i forestieri (e gli americani in particolari) vogliono vedere i luoghi che sono stati al centro di sceneggiatura famose, dove sono stati girati i film importanti della storia del cinema italiano o che hanno a che fare con i grandi nomi del nostro cinema, come Federico Fellini, Mario Monicelli, Roberto Rosellini, Vittorio De Sica ma anche Paolo Sorrentino e Luca Guadagnino. Agli americans interessa La dolce vita o La grande bellezza: è quella la loro idea di Italia. Insomma Roma, la Fontana di Trevi (immaginando di vedere Anita Ekberg fare il bagno), l’Arezzo de La vita è bella. Porta un americano in uno di questi posti e l’avrai reso felice.

Ma da dove vengono questi movie tourists stranieri? La maggior parte arriva dagli Stati Uniti d’America (17,1%), poi dalla Germania (16,6%), Francia (11,7) e poi Svizzera, Canada, Gran Bretagna e Benelux.

La vera domanda che si pone, una volta assimilati tutti questi numeri, resta una e soltanto una: ma cosa spinge ogni anno milioni di persone a visitare i set di Harry Potter, per esempio, o del Signore degli anelli? Forse la stessa motivazione che dà vita a veri e propri pellegrinaggi laici tutti italiani, nella Cortina di Vacanze di Natale del 1983 per scattare un selfie al mitico Hotel Cristallo (dove il cumenda Guido Nicheli si faceva bello davanti a Stefania Sandrelli con la memorabile battuta «Via della Spiga-Hotel Cristallo di Cortina: 2 ore, 54 minuti e 27 secondi. Alboreto is nothing») o davanti al balcone che vide scendere Fantozzi per prendere l’ormai leggendario «autobus al volo»: vivere all’interno di quella pellicola che ti ha segnato. La risposta viene certificata anche da un’altra indagine, questa volta condotta da PhotoAid: secondo le persone che hanno risposto a un questionario, quello che spinge a effettuare quelle che, nella stragrande maggioranza dei casi, sono vere e proprie sfacchinate è la «volontà di vivere un’esperienza immersiva che permetta di “sentire” e ripercorrere le trame di film e serie tv e di seguire le tracce dei propri attori preferiti».

Sempre più, quindi, quando si inizia a programmare le vacanze estive, la classica domanda «mare o montagna?» non è più sufficiente. Bisognerà chiedersi: «Quest’anno dove andiamo? Sulle tracce di James Bond a Matera o a vedere la Valle d’Aosta degli Avengers?».

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