Da Bolzano la funivia si alza dolcemente e accompagna a Soprabolzano. Un quarto d’ora scarso e cambia tutto. Mentre alle spalle la città si allontana e rimpicciolisce, all’orizzonte la porta di ingresso all’Altopiano del Renon aspetta, pronta a stupire.
Da subito aria, atmosfera e paesaggio sono diversi. Compaiono simil baite dai davanzali fioriti, prati ordinati, la fermata del trenino rosso del Renon e, sullo sfondo, le Dolomiti. Inizia qui la scoperta del cosiddetto Altopiano del Sole, tra i luoghi più inaspettati e rigeneranti dell’Alto Adige.
Buen retiro di aristocratici e bolzanini sin dal Seicento, si presenta come una grande terrazza naturale affacciata sulle cime dolomitiche, con lo Sciliar onnipresente, visibile da ogni punto e prospettiva. Si estende su di una superficie di 111 chilometri quadrati, che va dai 1.200 metri circa di altitudine di Soprabolzano ai 2.260 del Corno del Renon.
Il lusso naturale tra vigneti, sentieri e boschi
In questa vastità di spazi e di altitudini, il paesaggio cambia di continuo. A valle sfilano filari di vigneti, da cui nascono alcuni dei vini più apprezzati della regione, dal fruttato Pinot bianco al fresco Riesling, al tradizionale Lagrein. Più su, meleti e castagneti; ancora più su, boschi di larici, faggi e abeti rossi, che in autunno colorano e addolciscono il paesaggio. Sembra un acquerello.
I larici si accendono di giallo-oro, i faggi virano al rame, i sentieri si ricoprono di foglie color ambra. La luce si fa più morbida, le temperature restano piacevoli e il turismo rallenta, restituendo al territorio una dimensione ancora più autentica. Una dimensione di lusso naturale, fatto non di glamour e mondanità, ma di panorami, tempo, silenzio e ospitalità.
Oltre 300 chilometri di sentieri attraversano l’altopiano, tra prati, masi, boschi profumati di resina e improvvisi spot sulle Dolomiti. Si cammina, si pedala, si va a cavallo, senza fretta e senza traffico. Attività semplici, piaceri veri, che rilassano la mente e rigenerano il corpo, rinnovando l’immagine del «Renon divinamente bello e accogliente», usata a inizio Novecento da Sigmund Freud, habitué di Collalbo, per descrivere all’amico Carl Gustav Jung la località.
I sentieri più belli del Renon
Proprio al padre della psicanalisi è dedicata la Freud Promenade, passeggiata dolce che collega Collalbo e Soprabolzano. Lunga circa sei chilometri per lo più in piano, è adatta a tutti e per tutti è molto piacevole. Alternativa curiosa e più unica che rara sono i sentieri delle Piramidi di Terra, antiche formazioni geologiche simili a sculture naturali che saltano fuori nel verde. Le Piramidi del Renon sono le più alte e tra le più spettacolari d’Europa, oltre che simbolo dell’altopiano.
Simbolo dell’autunno, invece, è il Sentiero del Vino Rebe, che si muove tra vigne e cantine e che, il 24 ottobre, diventa un wine-tour per tappe. Lungo il percorso produttori e sommelier accompagnano alla scoperta dei vini del territorio. Tra un brindisi e un passo, la passeggiata termina a Bolzano, con una festa tra musica, specialità locali e calici pieni.
Tornando su, ecco il Corno del Renon, punto panoramico d’eccezione. Raggiungibile in cabinovia, apre le sguardo a vedute sulle Dolomiti iconiche, dal Sassolungo allo Sciliar, al Catinaccio. Su una panchina, ci si gode la vista, la calma, il silenzio. È questa l’immagine e forse la filosofia di un territorio dove la fretta non è un valore, lo è la semplicità dal tocco umano e naturale. Si respira nell’aria, si vede nei ritmi soft, si sente nelle parole quasi spiazzanti della gente del posto che, alla domanda «dov’è la stazione?», risponde: «Dopo il melo, sulla destra». Succede così, succede davvero.
Succede anche che, in quell’oasi di pace che è l’albergo quattro stelle Weihrerhof (www.weihrerhof.com), sul Lago di Costalovara, il titolare Klaus Pichler, con la moglie Manuela e la sua squadra, si occupa di tutto al massimo livello, come fosse normale. Dal benvenuto nelle 23 spaziose camere che profumano di legno al rispetto per l’ambiente in ogni declinazione, con tanto di certificazione sostenibile Gstc, alla Spa (che sfrutta per trattamenti e prodotti i benefici delle acque del Lago di Costalovara).
Lo fa «per offrire», dice il titolare con una semplicità disarmante, «l’albergo dove vorrebbe essere il primo a trascorrere una vacanza». Klaus e il suo albergo si prendono cura di ogni ospite. Non cercano di stupire, ma finiscono inevitabilmente per farlo. Come in fondo il Renon. Informazioni: www.ritten.com; www.suedtirol.info.