«Sognando Rosso», tra memoria e celebrazione di Montezemolo
«Sognando Rosso» (Sky)

Il documentario di Chris Harris su Luca Cordero di Montezemolo, in onda su Sky Documentaries, ripercorre i fasti Ferrari tra materiali inediti e racconto personale.

Non è un prodotto inedito, ma un film che, lo scorso anno, non ha mancato di suscitare qualche polemica. Chris Harris, giornalista britannico noto, soprattutto, per essere diventato volto di Top Gear, avrebbe fallito nella ricerca di un contraddittorio, forse sopraffatto da un’incontenibile ammirazione.

Sognando Rosso, che Sky Documentaries ha deciso di proporre in prima serata venerdì 20 marzo, si sarebbe trasformato così in una fanatica celebrazione di Luca Cordero di Montezemolo, dei suoi anni d’oro, di racconti e ricordi cui nessuno, meno che mai Harris, avrebbe osato contrapporre una versione alternativa. Il documentario sarebbe fazioso, figlio dell’entusiasmo di Harris, che mai ha nascosto la sua sconfinata passione per i motori e per chi ha saputo farne la storia.

Questo è stato detto, quando Sognando Rosso ha debuttato. E questo si ripete, ma le parole si perdono fra le immagini che il giornalista ha collezionato: memorie inedite, repertori mai visti, strappati ad archivi rimasti privati.Sognando Rosso, formalmente costruito come una chiacchierata intima fra Harris e Montezemolo, attraversa la memoria per restituirle concretezza. Dunque, i luoghi tornano ad essere tridimensionali e il passato, in un soffio, si fa presente. Luca Cordero di Montezemolo parla, come in un flusso di coscienza. Lo fa seduto in casa propria, nella villa nascosta fra i colli bolognesi. Intorno, ha la vita di agi e lussi che ha saputo costruirsi. Non la mistifica né tenta di renderla ordinaria, anzi. Quando torna al principio della propria carriera, sembra farlo con orgoglio, quasi che il senno del poi gli avessi dato quella consapevolezza che negli anni Settanta mancava. A tratti, si magnifica, Montezemolo, intrecciando il racconto della propria vita con quello della Ferrari. La retrospettiva atta a ripercorrere le tappe salienti della sua carriera, dunque, si trasforma. Diventa un viaggio nel glorioso passato del Cavallino, permettendo a chi guardi di rivivere i trionfi di Niki Lauda e Michael Schumacher. Montezemolo parte dal principio, il suo.

Dal 1973, anno in cui Enzo Ferrari lo ha scelto personalmente per guidare la Scuderia Ferrari e consegnarla al successo. Si addentra nei meandri del rapporto con la famiglia Agnelli e tira dritto, fino agli anni Novanta, ha quando ha assunto la direzione dell’azienda, facendo del Cavallino una potenza delle corse e, parimenti, un’icona globale del lusso. «Ho vissuto la mia vita a tutta velocità e questo film cattura questo spirito sullo sfondo della bellezza senza tempo dell’Italia. È una storia di passione, resilienza e ricerca dell’eccellenza, valori che definiscono la Ferrari e che, spero, ispirino gli altri. Dai trionfi nei campionati mondiali alle sfide che mi hanno messo alla prova, Sognando Rosso riflette non solo il mio percorso, ma anche le persone e i momenti incredibili che lo hanno plasmato», ha commentato Montezemolo.

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