Dopo il calvario giudiziario vinto Tatarella entra in gara per Milano

Mezzogiorno di fuoco sul Naviglio Pavese a Milano. Si muove qualcosa nel centrodestra in vista delle elezioni comunali del 2027. E a prendere in mano la situazione sarà Pietro Tatarella, che proverà a riannodare i fili di una carriera politica interrotta sette anni fa.
L’ex consigliere comunale di Forza Italia presenterà oggi la propria candidatura a sindaco di Milano, con l’intenzione di proporsi come espressione civica del centrodestra alle elezioni del 2027.
La conferenza stampa, convocata al Campo Base di via Ascanio Sforza a mezzogiorno, servirà anche a illustrare la sua lettura delle motivazioni della sentenza di assoluzione nell’inchiesta «Mensa dei poveri». Prima dell’indagine, Tatarella era considerato uno dei profili emergenti di Forza Italia a Milano. Aveva maturato esperienza nella macchina comunale, conosceva gli equilibri di Palazzo Marino ed era arrivato alla guida del gruppo azzurro in Consiglio comunale. Nel 2018 aveva corso per la Camera senza essere eletto, in una fase nella quale il suo nome veniva associato alla nuova generazione del partito costruito da Silvio Berlusconi.
È una storia che si è interrotta, appunto, nel 2019 con l’arresto nell’ambito dell’indagine «Mensa dei poveri». Tatarella trascorse un lungo periodo in custodia cautelare, prima in carcere (quattro mesi di cui 46 giorni in isolamento) e poi agli arresti domiciliari. L’inchiesta cancellò in pochi giorni il capitale politico accumulato negli anni e lo allontanò dalla vita pubblica. Durante il processo lasciò la politica attiva e tornò a lavorare nell’attività artigianale di famiglia insieme al padre.
Dopo sette anni, il procedimento si è concluso con l’assoluzione perché il fatto non sussiste. La sua discesa in campo arriva mentre il centrodestra cerca di accelerare una scelta rimasta finora sospesa. Ieri il presidente del Senato Ignazio La Russa ha smentito di avere organizzato per oggi a Roma un incontro con esponenti milanesi, ma ha confermato che una riunione è in preparazione, a Milano o nella capitale, per iniziativa del coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Carlo Maccari.
L’obiettivo, ha spiegato il presidente del Senato, è arrivare più rapidamente a un candidato comune a tutta la coalizione. La Russa ha definito autorevoli i diversi nomi circolati nelle ultime settimane e ha rivendicato la scelta di Fratelli d’Italia di non puntare su una candidatura propria. Fdi preferisce individuare insieme agli alleati il profilo con maggiori possibilità di battere la sinistra. Di fatto il centrodestra considera Milano contendibile dopo due mandati di Giuseppe Sala, ma resta diviso sul candidato e sul metodo per sceglierlo.
I gazebo della Lega del fine settimana hanno reso più evidente il contrasto. I militanti hanno premiato Matteo Salvini, Silvia Sardone e Alessandro Morelli, tre esponenti politici. Un risultato che ridimensiona, almeno nel Carroccio, la ricerca di un profilo civico e moderato.
La Russa ha escluso che le primarie possano diventare lo strumento dell’intera coalizione. Anche Noi Moderati con Alessandro Colucci preferisce una scelta condivisa tra i partiti. Fratelli d’Italia mantiene una posizione prudente. Carlo Fidanza considera Sardone credibile e autorevole, pur riconoscendo che non corrisponde al profilo centrista finora cercato. Resta quindi sul tavolo ancora Maurizio Lupi, la candidatura più strutturata, ma al momento priva di un accordo. In questo spazio si inserisce Tatarella. Politico per esperienza e civico nella formula, conosce Palazzo Marino ma torna dopo una lunga assenza e fuori dagli schemi di Forza Italia. Chissà che non possa essere lui il profilo giusto.






