Il pagellone degli europei

È stato un mese di gagliarde vittorie ma segnato anche da eventimai accaduti prima: un torneo itinerante, con il distanziamento, pieno di errori di arbitri e giocatori, e di ipocrisie. Ecco i nostri voti.

La folle corsa dietro al pallone è finita. Allora è giusto cercare il senso di un mese pazzo che non ha riguardato solo il calcio e che noi italiani abbiamo vissuto con la Nazionale di Roberto Mancini nella galoppata verso Wembley. Abbiamo negli occhi i gol di Manuel Locatelli e Andrea Pessina, di Federico Chiesa e Nicolò Barella; abbiamo nel cuore le parate decisive di Gianluigi Donnarumma. Ma la folle corsa è stata molto altro. La paura per il drammatico malore di Christian Eriksen, la caduta degli dei multirazziali e presuntuosi, il balletto degli inginocchiati, il torneo delle quarantene e dei divieti, l’Europeo degli svarioni, la formula folle con le squadre trasformate in palline da flipper. E rotolate con e senza mascherina dentro un destino comune.

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