E così, dopo la triste notizia del 31 agosto scorso con cui Lionel Messi aveva dato l’addio alla sua Argentina, anche Cristiano Ronaldo ha annunciato che non giocherà più con il Portogallo. È la
fine di una carriera leggendaria che lo ha visto partecipare a sei edizioni dei Mondiali, conquistare un titolo europeo e diventare il miglior marcatore di sempre nella storia delle nazionali.
Una storia iniziata oltre vent’anni fa, prima degli Europei del 2004, e terminata con l’addio alla nazionale dopo la rottura con il ct Jorge Jesus.
«Al popolo portoghese, è arrivato il giorno in cui restituisco la maglia numero 7 della nostra nazionale», ha detto il 41enne Ronaldo in un lungo videomessaggio pubblicato sui social. «Non ho mai pensato che appartenesse soltanto a me, ma per 23 anni ho avuto il privilegio e la responsabilità di indossarla, difenderla e portarla con me negli stadi di tutto il mondo. Oggi è arrivato il momento di passarla al futuro. Non è stata una decisione facile, perché alcune scelte non si prendono soltanto con la testa. Si prendono anche con il cuore. Un viaggio iniziato nell’agosto del 2003, che ha cambiato per sempre la mia vita, è giunto al termine».
L’addio di Cristiano Ronaldo al Portogallo
L’ultima apparizione di CR7 con il Portogallo risale al 24 settembre, nella vittoria per 1-0 contro il Galles in Nations League. Poi, Jesus lo aveva lasciato in panchina nella partita successiva, dichiarando di non avere intenzione di schierarlo titolare in quella ancora seguente.
Alla fine, quindi, alla “veneranda” età di 41 anni, persino un osso duro come Ronaldo, maniacale nella cura del proprio corpo (che oltre al talento gli ha consentito questa incredibile longevità) ha deciso di lasciare il ritiro della nazionale.
Il ct Jesus seppellito l’ascia di guerra, affermando che il giocatore sarebbe stato il benvenuto in caso di ritorno e che la decisione spettava a lui. Nel frattempo, anche la Federcalcio portoghese ha diffuso una nota nella quale ha espresso «profonda gratitudine e immensa ammirazione» per il contributo di CR7 alla nazione lusitana. «Cristiano Ronaldo ha accresciuto il prestigio del Portogallo e ispirato generazioni di giovani che sognano di seguire le sue orme; per molti di noi è il più grande giocatore di tutti i tempi!», ha dichiarato la federazione.
La stessa Federcalcio ha annunciato l’intenzione di organizzare una cerimonia in suo onore, «durante la quale i tifosi e il Paese potranno ancora una volta applaudire e celebrare un giocatore che ci ha dato così tanto».
Non è ancora arrivato il momento di appendere gli scarpini al chiodo, a ogni modo. Come Messi, infatti, anche Ronaldo continuerà a giocare a livello di club e dovrebbe concludere la propria carriera alla fine di questa stagione con l’Al-Nassr, in Arabia Saudita. Speriamo sia il canto del cigno, per entrambi, di un dualismo forse irripetibile che ha fatto la storia del calcio.
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