L’anno che si aprì con l’omicidio Mattarella falcidiò ben 17 vite di poliziotti e carabinieri. Nel picco della ferocia del terrorismo eversivo, rosso e nero. Per non dimenticarli.
Il 1980 fu un anno di sangue. Ricordato soprattutto per la strage di Bologna e per gli assassinii di giudici e magistrati come Mario Amato e politici come Piersanti Mattarella, ma lasciò una lunga scia di sangue anche tra gli appartenenti alle forze dell’ordine. Eseguiti dal terrorismo di sinistra e di destra, i delitti di quell’anno contro poliziotti e carabinieri riflettevano nei moventi l’evoluzione storica della lotta armata degli anni di piombo. Le Brigate Rosse, ormai spaccate dopo il mancato riconoscimento politico cercato con l'”attacco al cuore dello Stato” attraverso il sequestro e l’omicidio di Aldo Moro, si trovavano sotto la pressione degli uomini guidati dal generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. L’azione terroristica nera dei Nuclei Armati Rivoluzionari, nell’anno della strage di Bologna, fu affiancata anche da numerose azioni dimostrative a danno delle forze dell’ordine con l’intento di sottrarre armi e mostrare la propria capacità di colpire senza alcun rimorso anche contro il sistema della democrazia borghese di cui Polizia e Carabinieri erano il braccio armato. Accanto alle Br e ai Nar durante il 1980 colpirà violentemente anche la terza organizzazione terroristica di estrema sinistra: Prima Linea. Ripercorriamo le storie di quei martiri della violenza ideologica. Per non dimenticare.
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