Silvia Sardone, eurodeputata della Lega e candidata sindaco di Milano
Silvia Sardone, eurodeputata della Lega e possibile candidata del centrodestra alla guida di Milano, al centro del confronto politico dopo i disordini in città (Ansa)

La prossima primavera, le proteste dei ragazzi, sia quelle violente sia quelle civili, magari saranno un ricordo. Ma, dopo un fine settimana del genere, la selezione dei candidati a sindaco di Milano non può far finta di nulla. Ordine pubblico, periferie, costi dell’abitare e diritto allo studio sono tutti temi caldi. Anche un po’ troppo, vista la violenza.

Il centrosinistra ha in campo un candidato come Mario Calabresi, che ha già teso la mano a quei giovani, senza fare sconti alla «guerriglia, sempre da condannare». Per il figlio del commissario Luigi Calabresi, assassinato nel 1972 da Lotta Continua, è il minimo. Nel centrodestra si pensa al sottosegretario forzista Matteo Perego di Cremnago, profilo dialogante. Ma, se Milano resterà alla mercé dei teppisti, la candidatura dell’eurodeputata leghista Silvia Sardone potrebbe prendere subito quota.

Calabresi tra sicurezza e periferie

Calabresi, 56 anni, ex direttore della Stampa e di Repubblica ed ex pupillo di Silvio Berlusconi, che gli confidò una propria malattia, sa bene che, nel prendere le distanze da qualunque violenza, un politico deve essere sempre netto.

«Le violenze non hanno nulla a che vedere con le richieste pacifiche e legittime di tanti giovani, metterle insieme è un grave errore», ha detto ieri a Repubblica. Per poi aggiungere: «Abbiamo assistito a scene intollerabili di violenza e di saccheggio e su questo bisogna essere netti. Vanno garantiti l’ordine pubblico, la sicurezza dei cittadini e quindi la legalità».

Ma questo, per il candidato del Pd, è solo un pezzo della storia. E allora ecco l’attacco al centrodestra proprio sul terreno della sicurezza: «Da troppo tempo si pensa di risolvere la situazione delle periferie con risposte semplicemente securitarie. E quindi abbiamo abbassato l’età della punibilità, immaginiamo di aumentare i posti nelle carceri minorili e facciamo pacchetti speciali di sicurezza».

In una paginata di intervista, Calabresi non ha trovato modo di esprimersi su un altro problema emerso con violenza nel weekend: il modello della «città 30» di Beppe Sala e degli altri sindaci Pd, con il centro svuotato della classe media per far posto a miliardari, overtourism, negozi di lusso e appartamenti a prezzi sempre più folli.

Perego moderato o Sardone all’attacco?

La sfida al centrodestra è comunque lanciata. Quale linea prevarrà per Milano? Un programma moderato, molto «civico», all’insegna della buona amministrazione e dell’efficienza, storico vanto della città, oppure un assalto all’arma bianca al modello Sala e alla melassa di Calabresi, in stile Fabio Fazio?

Nel primo caso, la carta Perego potrebbe effettivamente funzionare. Ma se, Dio non voglia, si continuerà per settimane con questa solfa, a cominciare dagli scioperi previsti per il mese prossimo, per FdI e Forza Italia sarà difficile dire di no a Matteo Salvini, che vuole la Sardone.

Ieri il capo del Carroccio è andato in piazza Duomo, ha parlato con i poliziotti e ha rinnovato la solidarietà alle forze dell’ordine. Poi, «da milanese», ha detto di augurarsi che la piazza non venga più concessa per una manifestazione.

Certo, sarebbe bizzarro se, dopo i disastri della giunta Sala, il centrodestra perdesse le comunali per problemi nazionali.

Da non perdere

Svolta in Germania: crolla il muro anti Afd
Mondo

Svolta in Germania: crolla il muro anti Afd

Alternative für Deutschland si prende la presidenza del Parlamento della Sassonia Anhalt grazie ai voti della sinistra antisistema e di quattro franchi tiratori. È la prima volta dal 1945 che l’estrema destra presiede un Landtag. Altra caduta per l’industria teutonica.