- Il contagio sale di 587 unità in un giorno e raggiunge quota 3.089, con 2.706 persone attualmente positive. Aumentano i morti (107), ma anche i guariti (276). Per la terapia intensiva il ministero annuncia un incremento del 50% dei posti. In pneumologia del 100%.
- Angelo Borrelli inaugura la psicosi dei cani. «Si possono ammalare? Non lo so». Il capo della Protezione civile crea un nuovo caso: «Sugli animali chiederò agli esperti».
Prosegue l’avanzata del contagio da coronavirus. L’ultimo bollettino della Protezione civile comunicava ieri che dall’inizio dell’epidemia, 3.089 persone hanno contratto il virus (+587 rispetto a martedì), i soggetti risultati positivi sono 2.706 (+443), 107 i pazienti deceduti (+28) e 276 le persone guarite (+116). Le nuove vittime del Covid-19 vivevano in Lombardia (17), Emilia Romagna (5), Veneto (3) Marche (2) e Puglia (1). Le Regioni coinvolte sono 19, la Valle d’Aosta rimane senza casi di contagio. I pazienti ricoverati con sintomi sono 1.346 (+312 rispetto a martedì 3 marzo); 295 sono in terapia intensiva (+66), mentre 1.065 sono in isolamento domiciliare (+65). La Lombardia, con 1.497 positivi (55% del totale) è sempre la Regione più colpita, seguita da Emilia Romagna con 516 casi (19%) e Veneto con 345 (12%). Piemonte, con 82 pazienti e Marche con 80 sono in testa alle altre Regioni dove il numero dei positivi è decisamente più basso.
Il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, ha tenuto a precisare che la percentuale dei decessi è del 3,47% rispetto però al totale dei contagiati di cui oggi siamo a conoscenza, mentre i guariti rappresentano l’8,49%. Non è ancora confermata l’estensione della zona rossa nel Bergamasco, dove le persone colpite dal virus sono salite a 423. Molti i sanitari contagiati, anche la direttrice dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Beatrice Stasi, è risultata ieri positiva al test. Sono invece buone e stabili le condizioni del neonato di poche settimane ricoverato a Bergamo e risultato positivo al coronavirus. «Respira spontaneamente e i parametri sono buoni e stabili», comunicavano i medici. Il piccolo rimane ricoverato in isolamento nel reparto di patologia neonatale.
Borrelli ha voluto ricordare e ringraziare tutti coloro che sono impegnati sul territorio per fronteggiare l’emergenza, i 656 uomini di polizia dello Stato e forze armate, le 345 unità della Protezione civile, i 946 volontari. Continuano purtroppo a mancare dispositivi di sicurezza: «Abbiamo ricevuto segnalazioni, soprattutto da Lombardia e Veneto. Mancano principalmente le mascherine», ricorda il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), Filippo Anelli, sottolineando che bisogna tutelare la sicurezza dei sanitari «altrimenti è un gioco al massacro». Se l’indisponibilità dovesse proseguire, Anelli ipotizza delle «unità di medici per l’emergenza da impiegare esclusivamente per la gestione dei casi di Covid-19 e da dotare con tutti i dispositivi. Gli altri medici, impiegati nelle altre situazioni di assistenza, dovrebbero operare in zone separate, senza dotazioni». Solo in Lombardia, servono 150.000 mascherine al giorno unicamente per gli operatori sanitari, «i cittadini via social ci hanno chiesto se possiamo distribuirle, ma al momento non siamo in grado di farlo», ha spiegato Davide Carlo Caparini, assessore al Bilancio e finanza della Regione Lombardia, chiarendo che ne sono state ordinate 6 milioni di unità.
In risposta alla grande preoccupazione su quanto potranno ancora reggere all’emergenza i sistemi regionali, ieri una circolare del ministero della Salute annunciava che si farà ricorso anche alle strutture private accreditate, per ridurre la pressione su quelle pubbliche. Verrà aumentato del 50% il numero dei posti letto in terapia intensiva e del 100% il numero di quelli in unità operative di pneumologia e in unità operative di malattie infettive, isolati e allestiti con la dotazione necessaria per il supporto ventilatorio (inclusa la respirazione assistita). Il Comitato tecnico scientifico ha inoltre ritenuto «necessario ridistribuire il personale sanitario destinato all’assistenza, prevedendo un percorso formativo “rapido” qualificante per il supporto respiratorio per infermieri e medici da dedicare alle aree di sub intensiva». La circolare annunciava anche la ridefinizione dei percorsi di triage dei pronto soccorso con la individuazione di aree dedicate alla sosta/degenza temporanea di pazienti sospetti, così pure la definizione di un protocollo per l’esecuzione dei tamponi.
Nel bollettino dal fronte contagi, va segnalato il blocco a Genova del traghetto Rhapsody della Grandi navi veloci (Gnv) perché un passeggero nordafricano che aveva viaggiato a bordo della nave è risultato positivo al coronavirus in Tunisia. L’equipaggio, 54 persone, non può scendere anche se la compagnia di navigazione ha fatto sapere che la Rhapsody non è in quarantena. Si tratterebbe di una misura precauzionale, nessuno al momento risulta contagiato, il problema sono le centinaia di passeggeri che possono essere venuti a contatto con il nordafricano. Un treno regionale di Trenitalia è stato fermato alla stazione ferroviaria di Udine dopo che era stata segnalata a bordo la presenza di una persona probabilmente contagiata dal morbo del coronavirus. Dal convoglio sono stati fatti scendere tutti i passeggeri mentre la persona forse affetta dal virus, sembra una donna di mezza età partita da Lodi, veniva portata via in ambulanza. Il treno non è più ripartito.
L’Organizzazione mondiale della sanità intanto fa appello a «misure rapide e incisive». Raccomanda di lavarsi le mani anche dopo aver maneggiato i soldi, le banconote possono essere veicolo di contagio. Non dice di disinfettarle, come si sta facendo in Corea e in Cina, ma invita alla massima igiene quando si toccano i soldi.
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