Giovedì prossimo sarà probabilmente il giorno della verità per le ambizioni da kingmaker delle nomine del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. L’ennesima assemblea dei soci di Eur Spa dovrà decidere se dare il via libera alla nomina come presidente, su indicazione del Campidoglio (che detiene il 10% delle quote, con il restante 90% nelle mani del ministero dell’Economia), dell’ex presidente della Provincia di Roma ed ex deputato ed europarlamentare, Enrico Gasbarra, candidato a succedere a Marco Simoni, altro fedelissimo del sindaco di Roma. Le due settimane di stop sono arrivate dopo che La Verità aveva svelato che nella delega a partecipare all’assemblea firmata dal primo cittadino della Capitale e inviata al Mef, Gasbarra veniva indicato con il titolo di avvocato, che però non trovava riscontro nei curriculum presentati dall’ex parlamentare, che si è sempre descritto come «dottore in giurisprudenza». E in questo lasso di tempo, incurante del fatto che la città continua a essere paralizzata dai cantieri e che la ormai cronica mancanza di treni sulla linea B della metropolitana ha portato i tempi di attesa a sfiorare (e in alcuni orari superare) i 15 minuti, la corazzata dem è scesa in campo per cercare di sostenere la nomina caldeggiata dal primo cittadino. Con un fiorire di presunti retroscena politici e di difese d’ufficio delle competenze di Gasbarra affidati ai giornali. E, soprattutto, di tentativi di tessere alleanze politiche trasversali, indispensabili per superare la diffidenza che ha portato il Mef a prendere tempo fino a giovedì sul nome messo in campo dal Campidoglio.
La contropartita sul tavolo, stando a quanto riportato da Repubblica, sarebbe la nomina di un direttore generale, sulla quale Fratelli d’Italia, scontenta di avere a Eur un ad nominato dal governo Draghi, tenterebbe una «spallata», facendo scegliere il nome alla Regione Lazio. Che però, fanno notare alcuni esponenti del Pd romano perplessi per questa ricostruzione, non detiene quote di Eur. Inoltre, come insegnano i commissariamenti di Inps, Inail e Formez, la linea di Palazzo Chigi è improntata all’insegna della discontinuità netta con il passato. Difficile quindi pensare a una trattativa come quella ipotizzata dal quotidiano di largo Fochetti. Stando ai sussurri dei palazzi, l’asse politico più probabile è invece quello tra il Campidoglio e quello che oggi per Giorgia Meloni è a tutti gli effetti l’avversario interno dentro Fdi: Fabio Rampelli, storico mentore della premier. Stando alle indiscrezioni, negli ultimi tempi i loro rapporti si sono raffreddati, in particolare dopo che, nel pieno della campagna elettorale per le regionali, la Meloni ha commissariato il partito su Roma, sfilandolo dalle mani di Massimo Milani, fedelissimo di Rampelli, e affidandolo a Giovanni Donzelli.
Elementi per una possibile convergenza con le posizioni di Gualtieri emergono dalle dichiarazioni passate di Rampelli, che anche in virtù della sua professione di architetto, ha sempre seguito le vicende dello storico quartiere con attenzione. Ad esempio, a dicembre 2020, durante una seduta della commissione Bilancio della Camera, illustrando due suoi emendamenti relativi proprio a Eur Spa, aveva tuonato: «L’Eur rappresenta un gioiello urbanistico e amministrativo messo in crisi dalla realizzazione, voluta da Veltroni, di un “palloide” tutto ferro e vetro, la Nuvola di Fuksas, economicamente insostenibile per l’ex ente territoriale». Concludendo poi che la struttura doveva «iniziare a ospitare iniziative culturali e non solo congressi, perché la sua improduttività è palese». Sposando in pieno la linea gestionale portata avanti nel 2020-21 (peraltro chiusi con pesanti perdite) dall’ad nominato da Gualtieri, Antonio Rosati, ex assessore al Bilancio della Provincia di Roma, che due anni fa, dopo essere diventato sindaco di Roma, Gualtieri aveva cercato, invano, di far confermare. Rosati, infatti, fin dalle prime settimane dopo il suo insediamento, aveva puntato moltissimo sugli eventi culturali, inaugurati con il Floating theatre, un cinema galleggiante posizionato dentro al laghetto dell’Eur, che sul portale del turismo di Roma Capitale viene descritto come «ideato e organizzato da Fabia Bettini, (sorella di Goffredo, storico deus ex machina del Pd capitolino, ndr) e Gianluca Giannelli, direttori artistici di Alice nella Città». A questo va aggiunto che il luglio 2022 Rampelli, pochi mesi dopo le nomine e nel pieno dell’inizio della crisi del governo Draghi, ha manifestato su Facebook la sua sfiducia nei confronti dell’attuale management: «Il timore che serpeggia e si manifesta in maniera sempre più chiara è che Draghi voglia liquidare l’Eur, secondo una politica coerente con lo smantellamento delle società pubbliche». Attaccando poi frontalmente l’attuale ad di Eur, Angela Cossellu: «Pare che per questa funzione sia stata chiamata da Milano l’attuale amministratrice delegata che a sua volta ha chiamato altri dirigenti milanesi». Profezie che circolavano da mesi, ma che alla luce dei fatti non hanno avuto alcun riscontro.
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