Dopo il naufragio con l’Acireale calcio, fa incetta di appalti con i monopattini
I monopattini Helbiz (Ansa)
  • Il siciliano Salvatore Palella, finito come vittima nell’inchiesta Caronte, ha fondato la Helbiz. Già presente a Milano, Roma e Rimini, è pronto a inondare di sharing Firenze, Bologna e Napoli. A luglio lo sbarco in Borsa.
  • Il bonus biciclette sdoppiato moltiplica il caos per usarlo. Colpa di una app che non c’è. Finché non sarà fornita l’applicazione si pagherà tutto e si dovrà attendere il rimborso. In un secondo tempo il cittadino verserà il 40%. Ma a un venditore scelto dal governo.

Lo speciale comprende due articoli.

Scontri con i boss, successi planetari e un matrimonio da favola. Il trentaduenne che promette di mandare l’Italia in monopattino ha già una vita da romanzo d’appendice. Il governo assicura un cospicuo bonus per acquistare ecologici mezzi a due ruote? Ecco Salvatore Palella, imprenditore siciliano trapiantato a New York, che si frega le mani. È pronto a inondare il mercato con il marchio Segway, destinato ai privati. E la sua Helbiz è leader nel noleggio dei monopattini elettrici.

Il Comune di Roma ha appena pubblicato un bando per acquistare 16.000 veicoli. Poi toccherà a Milano, che vuole triplicare la sua flotta per la micro mobilità cittadina. «È stata la crisi del Covid a convincere sindaci e governatori ad aprirci le porte. E adesso non faccio altro che ricevere inviti a presentare piani e proposte», racconta Palella a Panorama, nel numero in edicola da oggi.

Insomma, tutti cercano e vogliono questo siciliano che fa bisinissi nella New York del Broccolino. Nato ad Acireale, paese del Catanese, Pallella si descrive come un self-made man partito dal nulla e arrivato nell’Olimpo. A 17 anni è cameriere di McDonald’s a Dublino. Si trasferisce quindi a Milano, dove s’iscrive all’università. Intanto, continua a dedicarsi agli ortofrutticoli affari di famiglia. A marzo del 2010, a soli 23 anni, fonda dunque la sua prima azienda, Witamine, che si occupa di distributori automatici di succo d’arancia.

Tre anni dopo, il baby imprenditore tenta un’impresa ancor più ardita: rilanciare l’Acireale calcio 1946. Palella acquista la squadra della sua città a inizio 2013. Penultima nel campionato di serie D, è piena di debiti. Lui promette di ripianare e rilanciare. Annuncia l’arrivo dell’ex attaccante dell’Inter, David Suazo. «Tutto falso» nega l’honduregno. Poi, la trattativa con l’ex centrocampista del Perugia, Nicolas Cordova. Ma, anche stavolta, non se ne fa nulla. In compenso, si accumulano le grane societarie. Tanto che, a febbraio 2013, la squadra proclama l’autogestione.

«Non ci riconosciamo in questa dirigenza» attacca sull’edizione palermitana di Repubblica l’allenatore, Salvatore Marra. «Palella deve smettere di accampare scuse e prenderci in giro: io, come i ragazzi, dobbiamo mantenere le famiglie». Palella replica: «Ho rilevato la squadra, in maniera formale, solo la settimana scorsa. I calciatori inizieranno a percepire gli stipendi tra pochi giorni». Ma sei mesi più tardi, ad agosto 2013, lascia inaspettatamente la presidenza.

Cosa diavolo è successo? A novembre 2014 lo svela un capitolo dell’ordinanza di custodia cautelare della maxioperazione Caronte, sulle prodezze economiche della mafia catanese. Emerge così una presunta estorsione che ruota attorno proprio al marchio dell’Acireale, proprietà di un discusso costruttore. L’uomo comincia a minacciare Palella. Gli chiede, in cambio del logo, 15.000 euro. Il giovane imprenditore, dettaglia l’ordinanza, tenta una mediazione: «Si rivolse a Ercolano Vincenzo». Ossia il figlio di «zu’ Pippo», il boss dei boss della mafia etnea. L’intercessione, scrive il gip di Catania, si rivela però controproducente.

Tanto che il ragazzo riferisce ai Ros di essere stato minacciato dallo stesso Ercolano, assolto per il fatto ma comunque condannato a 15 anni, a suon di «se non paghi ti rompo le corna». Insomma, un inferno. Che costringe Palella «a svendere la società».

La disavventura non scoraggia il brillante giovane. Nel 2015 scopre il mondo dei monopattini elettrici a Santa Monica, in California. È l’attesa folgorazione. Altro che polverosi stadi di provincia. Nasce Helbiz. Stati Uniti, Asia, Europa: il bisinnissi funziona. E, a ottobre 2018, i monopattini a noleggio arrivano anche a Milano, Roma e Rimini.

Ma adesso, con il Covid-19 che muta i costumi e i giallo-rossi che promettono agevolazioni, può arrivare davvero la bonaccia. «A Firenze avremo 600 mezzi» annuncia Palella. «A Bologna ci hanno già contattato per un progetto. A Napoli sta per uscire il bando. Poi sarà il turno di Cesena, Bari, Catania e Palermo». E, tra qualche settimana, nel capoluogo lombardo sarà lanciato il primo motorino elettrico in sharing. «Entro giugno avremo a disposizione 8.000 mezzi nuovi con batteria a lunga durata». Palella promette tecnologie sopraffine: geolocalizzazione dei parcheggi, analisi dei dati, suggerimenti sui percorsi e prezzi stracciati. E, a luglio, doppia quotazione borsistica: al Nasdaq di New York e all’Aim di Milano.

Helbiz, intanto, continua ad arruolare in Italia testimonial d’eccezione. L’ultima è Diletta Leotta, la regina nei campi di calcio della serie A: durante l’ultimo festival di Sanremo s’è fatta ritrarre a bordo di un monopattino della start up americana. Perché, nonostante tutto, il pallone è rimasto nel cuore di Palella. Ad aprile 2018 era già riuscito ad assoldare, per una campagna pubblicitaria, un ex fuoriclasse come Alessandro Del Piero. E proprio in quel periodo, mentre comincia l’espansione, l’imprenditore siciliano convola a nozze con l’incantevole modella Samantha Hoopes, nota per le sue acclamate apparizioni su Sports illustrated. La proposta di matrimonio, proferita in ginocchio da Pallella in doppiopetto rosa confetto, le giunge in una camera d’albergo, dove l’aspirante sposo le fa recapitare 380 rose rosse. Poco dopo, nasce il loro primo figlio. La famiglia intera già spopola sui social. I tre si fanno persino ritrarre vestiti con le tutine rosse degli «Incredibili», famiglia di supereroi della Disney. Insomma, un aspirante Elon Musk su due ruote. Destinato all’empireo, incentivi permettendo.


Da non perdere