Residenti sul luogo di un attacco russo in un'area residenziale di Zaporizhzhia
Residenti sul luogo di un attacco russo contro un quartiere residenziale di Zaporizhzhia, in Ucraina (Ansa)

Ieri il presidente americano Donald Trump ha attaccato ancora una volta, sul social Truth, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Oltre ad accusarlo di danneggiare gli americani provocando rincari del gasolio con gli attacchi alle raffinerie russe, gli ha imputato la volontà di non far finire la guerra: «A Zelensky non importa e, con tutti i soldi che l’Europa gli sta dando e che il disonesto Joe Biden gli ha dato in passato, non vuol porre fine a questa guerra. Forse non l’ha mai voluto. Avrebbe potuto concludere un accordo migliore due anni fa di quello che può fare ora».

Trump ha poi dipinto un’Ucraina stremata: «Il suo Paese è in rovina, gran parte del territorio è perduta, oceani e mari scomparsi, la sua popolazione maschile è scarsa, ferita e/o morta».

Oleshky, trattative per evacuare 6.000 civili

Il negoziato tra Mosca e Kiev resta in alto mare, anche perché gli ucraini sanno che i russi tratterebbero da una posizione di forza. Si intravedono soltanto compromessi circoscritti, come già avvenuto per gli scambi di prigionieri.

Russia e Ucraina stanno concordando l’evacuazione dei civili dalla città di Oleshky, nella parte della regione di Kherson occupata dai russi. Sono 6.000, fra cui 200 bambini, i residenti a cui mancano cibo, elettricità e cure mediche. Il commissario per i diritti umani del Parlamento ucraino, Dmytro Lubinets, ha confermato: «Abbiamo iniziato a coordinare con i russi i dettagli finali dell’evacuazione».

Zelensky accusa Trump: «Passi per convincerci a capitolare»

A parte questo, Zelensky accusa gli alleati di non aver preavvisato le forze ucraine dell’ultima ondata di missili e droni russi. Il presidente ha inoltre denunciato nuovi «rallentamenti» nelle reti satellitari americane Starlink e Starshield, utilizzate dalle forze di Kiev: «L’equipaggiamento smette di funzionare a velocità di 130-161 chilometri all’ora in vari settori del fronte. Ciò rallenta la nostra logistica di prima linea e limita l’uso di droni d’attacco a medio raggio e intercettori di Shahed a getto».

In un’intervista a Bloomberg, il leader ucraino ha insinuato: «Ritengo siano stati intrapresi passi per convincere l’Ucraina a capitolare. Non ci voglio credere, ma questa è l’impressione che si ha».

Zelensky ha rinfacciato a Trump anche i ritardi nelle forniture dei missili antiaerei e antimissile Patriot, prodotti da Raytheon e Lockheed Martin. Le consegne rientrano nel programma Purl (Prioritised Ukraine Requirements List), in base al quale gli alleati europei pagano agli americani i sistemi Patriot da trasferire agli ucraini.

«La parte americana ha approvato la consegna solo di alcuni di questi, non di tutti. E non si tratta di una questione tecnica. Gli Stati Uniti forniscono solo 12 missili intercettori Patriot al mese, un quarto del numero fornito durante l’amministrazione dell’ex presidente Joe Biden», ha dichiarato Zelensky.

A irritare Kiev è anche l’indiscrezione del Wall Street Journal, secondo cui Vladimir Putin avrebbe chiesto a Trump «un vertice trilaterale Usa-Russia-Cina per porre fine alla guerra». Una formula che emarginerebbe l’Ucraina e l’Unione europea.

Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha smentito l’esistenza di «proposte specifiche», precisando che «senza la partecipazione di qualcuno da Kiev disposto ad assumersi le proprie responsabilità, è impossibile una soluzione».

L’ipotesi fa comunque temere agli ucraini di subire l’iniziativa dei tre colossi. Per il ministro degli Esteri, Andrii Sybiha, «un trilaterale tra i leader di Russia, Cina e Stati Uniti incoraggerebbe Putin a continuare la guerra».

Manifestanti a Bruxelles chiedono un corridoio umanitario per evacuare i civili ucraini da Oleshky, sotto occupazione russa
Manifestazione a Bruxelles per chiedere un corridoio umanitario e l’evacuazione dei civili da Oleshky, città ucraina occupata dai russi (Getty Images)

L’Ue annuncia nuove sanzioni, Rubio attacca Bruxelles

Il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Christian Wigand, si è limitato a dire di aver «appreso dalla stampa» l’ipotesi di un trilaterale. Un’altra portavoce della Commissione, Paula Pinho, ha preannunciato l’ennesimo pacchetto di sanzioni europee contro la Russia, il ventiduesimo, senza entrare nei dettagli: «Stiamo lavorando al prossimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Siamo impegnati per colmare le lacune nei successivi pacchetti di sanzioni e contrastare l’elusione delle stesse. Il lavoro dei giornalisti investigativi ci aiuta a individuare ambiti che potrebbero richiedere sanzioni».

Una stoccata a un’Ue giudicata debole è arrivata dal segretario di Stato americano Marco Rubio: «Putin ha attaccato l’Ucraina nel 2022 per la debolezza dell’Ue e la sua dipendenza energetica dalla Russia. Era convinto che l’Europa non avrebbe fatto nulla al riguardo. Spero l’Ue abbia imparato la lezione». Rubio ha anche negato «pause nello scambio di intelligence Usa-Ucraina».

Intanto, le incursioni russe sull’Ucraina sono state pesanti anche ieri, con l’impiego di 16 missili balistici e 200 droni. Il ministero della Difesa russo ha riferito di aver bombardato nella regione di Kiev «un centro dati, un polo logistico Fire Point dove vengono stoccati componenti per droni e missili da crociera Flamingo, un impianto industriale per componenti di droni, un deposito di locomotive usato per stoccare missili e uno stabilimento di polimeri».

In tutto il Paese sono state danneggiate 28 sottostazioni elettriche. A Nova Vodolaha, nella regione di Kharkiv, un drone è finito su un parco giochi, uccidendo sei persone, fra cui tre bambini. Un attacco contro un impianto industriale nel distretto di Pokrovsky, a Kryvyi Rih, ha invece ucciso due uomini.

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