Polizia svizzera blocca una strada vicino al luogo della sparatoria al rave di Aarau
La polizia svizzera blocca una strada nei pressi del luogo della sparatoria avvenuta durante l’Aarau Rave, ad Aarau, il 30 agosto 2026. La polizia indaga sulla morte della 22enne italiana Maria Spinelli e sul ferimento di altre cinque persone (Getty Images)

C’è un arresto nella sparatoria di Aarau, in Svizzera, costata la vita a Maria Spinelli, 22enne italiana originaria dell’Abruzzo. La polizia cantonale di Argovia ha fermato nella mattinata di lunedì un uomo svizzero di 43 anni, ritenuto sospettato di essere l’autore degli spari esplosi nella notte tra sabato e domenica durante l’Aarauer Rave, il festival techno che si teneva all’ippodromo di Schachen. Il movente non è ancora stato chiarito e gli investigatori stanno cercando di stabilire con certezza se l’uomo abbia agito da solo.

La polizia, al momento, propende per questa ipotesi. Ma la ricostruzione della sparatoria presenta ancora alcuni punti da chiarire. Gli investigatori hanno trovato infatti bossoli riconducibili a due diversi tipi di arma e hanno accertato che i colpi sarebbero partiti da due punti differenti dell’ippodromo. Elementi che inizialmente avevano portato a prendere in considerazione la presenza di più persone.

Il bilancio dell’attacco è di una vittima e cinque feriti. Spinelli è morta sul posto per le ferite riportate. Le altre persone colpite sono quattro uomini e una donna, residenti in Svizzera. Sulla loro nazionalità sono circolate informazioni diverse nelle prime ore: il ministero degli Esteri italiano aveva comunicato la presenza di due italiani tra i feriti, poi le autorità svizzere hanno indicato tra i feriti quattro uomini svizzeri e una cittadina tedesca. Nessuno di loro sarebbe in pericolo di vita e i due connazionali che erano stati inizialmente indicati dalla Farnesina come feriti hanno potuto fare ritorno a casa.

Gli spari da due punti e i bossoli di armi diverse

La sparatoria è avvenuta quando l’Aarauer Rave era ormai terminato. Il festival, arrivato alla settima edizione, aveva riunito circa 3.000 persone all’ippodromo di Schachen. L’evento era cominciato nel pomeriggio di sabato e si era concluso intorno alle 2 di domenica. Quando sono arrivati i primi spari, nella zona erano rimaste circa cento persone.

Le prime telefonate alla polizia sono arrivate intorno alle 2.30. Alcuni partecipanti hanno raccontato di aver sentito colpi per uno o due minuti. All’inizio, però, nessuno sembrava aver compreso cosa stesse accadendo. I rumori erano stati scambiati per fuochi d’artificio o petardi. Poi qualcuno ha gridato di mettersi a terra e la situazione è precipitata.

Gli accertamenti successivi hanno aggiunto un elemento importante alla ricostruzione. Il comandante della polizia cantonale, Michael Leupold, ha spiegato che sono stati esplosi numerosi colpi da due punti diversi dell’area dell’ippodromo. Gli investigatori hanno inoltre recuperato bossoli di due tipi. Alcuni sono riconducibili a munizioni calibro 9 millimetri, compatibili con pistole, mentre altri appartengono a un’arma lunga, probabilmente un fucile d’assalto.

In una zona boschiva nei pressi dell’ippodromo sarebbero stati trovati altri bossoli. È anche per questo che nelle prime ore gli investigatori non avevano escluso la possibilità che a sparare fossero state più persone. Ora, dopo l’arresto del 43enne, la polizia precisa invece che l’ipotesi attualmente seguita è quella di un unico autore. Resta da capire se gli elementi raccolti sulla scena siano compatibili con questa ricostruzione.

La polizia non ha diffuso ulteriori informazioni sull’uomo arrestato e ha fatto sapere che non intende fornire altri dettagli prima di mercoledì. Nel frattempo continuano gli interrogatori dei testimoni. Gli investigatori hanno chiesto a chiunque fosse presente al rave di consegnare fotografie e filmati realizzati nella zona. Il materiale potrebbe aiutare a ricostruire i movimenti dell’aggressore e la sequenza degli spari.

Le tre ipotesi sul movente

L’arresto non ha ancora risolto la questione principale: perché sia stata compiuta la sparatoria. La procura competente ha aperto un’indagine per omicidio volontario e la polizia cantonale sta valutando diverse possibilità.

Il comandante Leupold ha parlato di tre ipotesi: un attacco terroristico, una sparatoria indiscriminata priva di una motivazione ideologica oppure un’azione legata alla criminalità, come una vendetta o un regolamento di conti. Nessuna di queste piste, al momento, è stata confermata.

Gli investigatori devono quindi ricostruire anche i rapporti tra il sospettato, la vittima e le altre persone coinvolte. Secondo quanto emerso finora, non risultano legami tra Maria Spinelli e gli altri feriti. La giovane, originaria di Atri, si era trasferita in Svizzera e aveva trovato lavoro come cameriera. Appassionata di musica techno, aveva partecipato al rave nella notte in cui è stata uccisa.

Le indagini sono complicate anche dalla conformazione del luogo. Nell’ippodromo non è presente una rete estesa di telecamere e gli ingressi non erano più presidiati dal servizio di sicurezza quando la festa era ormai terminata. Il numero elevato di persone presenti, però, può fornire agli investigatori una quantità significativa di testimonianze.

Dopo la sparatoria la ricerca dell’autore aveva coinvolto anche le autorità tedesche, vista la vicinanza del confine. Aarau si trova infatti nel canton Argovia, nel nord della Svizzera, a circa 25 chilometri dalla frontiera tedesca. I controlli erano stati intensificati nella zona e gli agenti avevano cercato di ricostruire la possibile via di fuga.

La task force italiana e il cordoglio per Maria

La vicenda è seguita da vicino anche dalle autorità italiane. La Farnesina ha inviato ad Aarau una task force guidata dall’Incaricato d’Affari dell’Ambasciata d’Italia a Berna, con il compito di assistere le famiglie dei connazionali coinvolti e mantenere i contatti con le autorità svizzere. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha inoltre ricevuto una telefonata dal collega svizzero Ignazio Cassis, che ha espresso le condoglianze per la morte della giovane italiana e assicurato la collaborazione nelle indagini.

Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso il proprio cordoglio per la morte di Spinelli. «Il mio pensiero va anche agli altri feriti, tra i quali risultano due cittadini italiani, e a tutte le persone coinvolte in questa drammatica vicenda», ha scritto la premier, dicendosi fiduciosa nel lavoro delle autorità svizzere per fare luce sull’accaduto e individuare i responsabili.

Ora l’arresto del 43enne rappresenta il primo punto fermo nelle indagini. Ma non chiude la ricostruzione. La polizia deve ancora stabilire se l’uomo sia effettivamente l’unico responsabile, spiegare la presenza dei bossoli riconducibili a due armi e chiarire da dove siano partiti i diversi colpi. Soprattutto, resta da capire che cosa abbia spinto qualcuno a sparare contro le persone che stavano lasciando un festival musicale.

Per il momento, la polizia cantonale parla di un solo autore come ipotesi di lavoro. Saranno gli accertamenti sulle armi, i reperti trovati nell’area dell’ippodromo, le testimonianze e il materiale raccolto tra fotografie e video a stabilire se quella ricostruzione potrà essere confermata.

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