Francia, Lecornu coccola i rivoltosi
Ansa

La pioggia caduta su parte della Francia ha fatto stare all’asciutto tanti studenti transalpini, fino a ieri accesi sostenitori della protesta, che sta mettendo ferro e fuoco le scuole del Paese.

Il premier Sébastien Lecornu ha preso la parola ieri sera da Palazzo Matignon per parlare delle quattro crisi che stanno colpendo la Francia.

Agli studenti ha annunciato che quello dell’Educazione «uno dei rari ministeri che vede aumentare il proprio bilancio». Inoltre, ha detto che «le forze dell’ordine non hanno l’ordine di scontrarsi con gli studenti. La rabbia dei giovani non nasce dal nulla. Nessuno può rimanere indifferente alle ansie che esprimono. Le prime decisioni del governo saranno presentate alla fine di ottobre».

Le parole di Lecornu e del ministro dell’Interno

Parlando del caro carburanti, Lecornu ha indicato che «La Francia attingerà alle sue riserve strategiche rilasciando 10 milioni di barili di gasolio» nel prossimo trimestre e questo «comporterà un calo da 10 a 18 centesimi» del prezzo del diesel. Respinta invece l’idea di ridurre le tasse sul carburante.

Lecornu ha anche detto che per bloccare l’aumento del prezzo dell’elettricità, Edf «deve mobilitare al massimo le proprie capacità». A proposito della finanziaria, il premier ha detto che «l’obiettivo del governo è riportare il disavanzo pubblico al 5% e che il Bilancio che proponiamo prevede un risanamento di 54 miliardi».

Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha parlato di 6.629 persone fermate e 761 agenti feriti dall’inizio della mobilitazione studentesca, specificando anche che ci sono diciotto inchieste aperte dall’Igpn, l’organo di controllo della polizia. Inoltre ha precisato che «È in corso un’indagine disciplinare e sono stati impartiti richiami; considerate l’accaduto come un fatto eccezionale», riferendosi al veicolo 4×4 della polizia che si è lanciato contro degli studenti a Dunkerque, come ha mostrato un video diffuso sui social network.

Le conseguenze delle proteste sulla Francia

In mattinata, ai microfoni di Rtl, Nuñez aveva annunciato di aver disposto la sospensione dell’uso delle granate stordenti «unicamente per le manifestazioni studentesche». Per tutta risposta, il presidente nazionale del sindacato Cftc Police, di ispirazione cristiana, ha proposto «la sospensione delle operazioni di mantenimento dell’ordine». Come dire: noi poliziotti ci asteniamo.

La sospensione dell’uso di granate stordenti è stata commentata da Marine Le Pen, fondatrice del Rassemblement National: «Macron sta sempre dalla parte di chi preferisce attaccare la polizia».

Invece, il segretario del Partito Socialista, Olivier Faure, ha dichiarato all’agenzia Afp che il governo dovrebbe andare «Fino alla fine, […] queste armi, sebbene non letali ma classificate come materiale bellico, che devono essere vietate […] Quanti altri giovani sfigurati ci vorranno?».

Tornando a quanto accaduto nelle strade e le piazze francesi ieri, va segnalato che a Science Po c’è stato un blocco «in solidarietà con il movimento» che però è degenerato e i manifestanti sono stati dispersi dalle forze dell’ordine con i gas lacrimogeni.

In Alsazia, un ragazzo ha perso due falangi della mano utilizzando «un petardo» come indicato dalla polizia. A Marsiglia invece, un diciassettenne è rimasto ferito al capo durante una manifestazione davanti al liceo tecnologico Marie Curie.

Da segnalare anche delle iniziative in controtendenza con le proteste. A Nantes, ad esempio, degli studenti hanno inviato una lettera alle forze dell’ordine affermando di voler semplicemente «Dirvi grazie e darvi coraggio».

Oggi è previsto un «quarto atto» della protesta studentesca. Vedremo se il discorso di Lecornu è stato convincente.

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