violenze coloni cisgiordania
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Non si placa l’ondata di violenza in atto da giorni in Cisgiordania fra gli abitanti palestinesi e i coloni estremisti israeliani. Ciò nel contesto che da tempo vede il governo di Benjamin Netanyahu autorizzare nuovi insediamenti ebraici illegali nella prospettiva di una futura annessione della Cisgiordania a Israele, caldeggiata dall’ultradestra.

Oltre a scontri dei giorni precedenti, venerdì erano morti per una sparatoria a Sudovest di Nablus, nel villaggio palestinese di Tell, due coloni israeliani e quattro palestinesi, dopo che un gruppo di coloni armati era entrato nell’abitato e un palestinese aveva sottratto loro un’arma. Ancora ieri, nell’insediamento di Susya, un palestinese ha rubato un fucile a un colono, dopo averlo tramortito con una sassata, tanto che plotoni di soldati sono intervenuti ponendo posti di blocco alla ricerca dell’arabo. A partire dalla scorsa notte, le truppe di Tsahal, l’esercito israeliano, hanno setacciato varie località della Cisgiordania, arrestando 70 palestinesi ricercati e interrogando centinaia di sospetti. Nella sola Tell sono stati fermati 11 palestinesi e ne sono stati interrogati 80. Nell’area di Jenin i soldati ebraici hanno perquisito 300 siti e catturato cinque palestinesi affiliati ad Hamas che preparavano attentati dinamitardi. A Ramallah sono stati bloccati 15 palestinesi ricercati, mentre a Tulkarem sono entrate in azione truppe speciali dell’Unità 217 Duvdevan («Ciliegia»), dedicata a infiltrazioni e operazioni sotto copertura, che hanno arrestato un membro di Hamas in procinto di organizzare un attentato terroristico. Nella stessa zona altri 16 palestinesi, fra cui affiliati ad Hamas e trafficanti d’armi, sono stati presi. A Hebron, si segnalano otto arresti.

Nelle stesse ore, coloni ebrei avevano sparato su un’automobile palestinese nel villaggio di Abu Njeim, a Sud-Est di Betlemme, bloccando inoltre la strada. Soldati israeliani hanno, invece, forzato l’ingresso di varie abitazioni palestinesi a Beit Furik, a Est di Nablus. In giornata, altri 20 coloni estremisti sono entrati nel villaggio di Tell, lo stesso della sparatoria di venerdì, col pretesto di fare «un’escursione». Sarebbero membri del gruppo denominato «David and Ahikam Hikers», come ha riportato la radio militare israeliana. La loro incursione non pare coordinata con l’esercito israeliano, anche se in serata alcune truppe erano segnalate in avvicinamento al villaggio. S’è inoltre appreso che coloni estremisti hanno creato quattro nuovi avamposti illegali, formati da rifugi e attendamenti. Uno si trova proprio vicino a Tell, gli altri ad Awarta, Qusra e Jabal Ubayd.

Si consuma così il dramma di due popolazioni contrapposte, in lotta disperata per lo stesso fazzoletto di terra, mentre da entrambe le parti le sofferenze e la rabbia sono sfruttate dall’estremismo ebraico e dal terrorismo di Hamas e della Jihad islamica. Gioverà ricordare che la situazione della Cisgiordania è particolarmente caotica con insediamenti frammischiati a macchia di leopardo e con una singolare suddivisione in tre tipi di zone. La zona A, a controllo interamente palestinese, da parte dell’Anp, comprende solo il 17% del territorio della Cisgiordania, in cui è affastellato il 55% della popolazione palestinese. La zona B è a controllo israeliano con amministrazione locale palestinese e consta del 24% del territorio e del 41% della popolazione palestinese. Infine la zona C è quella degli insediamenti ebraici, in cui vive solo il 4% dei palestinesi della Cisgiordania, e che occupa ben il 59% della «West Bank». Dalla vicina Giordania, il ministero degli Esteri di Amman ha condannato «l’escalation del terrorismo dei coloni contro i palestinesi nella Cisgiordania occupata e i recenti attacchi a villaggi, con l’incendio di case, terreni agricoli e veicoli, lo sradicamento di alberi e le aggressioni contro i palestinesi».

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