L’ultimo sondaggio Ipsos mostra un balzo per la destra, mentre sia Pd che 5 stelle perdono pezzi. I cittadini non si convincono con i continui allarmi sul fascismo immaginario e lotte stantie per gay ed eutanasia.

Più sfila per le strade e più gli elettori si sfilano, preferendo alla sinistra di lotta la destra di governo. Ne ho scritto ieri, ricordando le molte manifestazioni che quest’anno sono state indette da Pd, Avs e 5 stelle.

Da mesi, in occasione dei fine settimana, i compagni si danno appuntamento in piazza. Dall’Europa di Ventotene all’ottantesimo della Liberazione, dal decreto Sicurezza alla guerra a Gaza, ogni occasione è buona per radunarsi e, ça va sans dire, per accusare il governo di Giorgia Meloni di qualsiasi nefandezza.

Addirittura, Schlein e Conte sono riusciti a creare un nuovo genere: la protesta da esportazione, traslocando all’Aia (contro il Piano di riarmo) e a Budapest (a favore dei diritti Lgbt). Tanto movimentismo fa sembrare sempre più il Pd un gruppo extraparlamentare tipo Potere al popolo. Tuttavia, l’attivismo della segretaria con tre passaporti e dei suoi compagni, invece di portare consensi li sta facendo perdere. Lo testimonia l’ultima rilevazione effettuata per il Corriere della Sera da Nando Pagnoncelli, che con la sua Ipsos ha documentato un aumento delle intenzioni di voto per la sola maggioranza, mentre i partiti dell’opposizione registrano tutti un arretramento. Rispetto a un mese fa, il Pd ha perso lo 0,9%, i 5 stelle l’1,3, più Europa lo 0,1. Compensa lievemente la coppia Bonelli e Fratoianni, che vede salire le sue percentuali dello 0,1. In totale per la coalizione di sinistra fa il 2,2% in meno. Tutto il contrario per il centrodestra. Fratelli d’Italia sale dello 0,9%, Forza Italia dello 0,6, la Lega dell’1. Questo mentre gli indecisi diminuiscono.

Una tendenza che è confermata anche da altre risposte alle domande di Pagnoncelli. Alla richiesta di esprimere un’opinione complessiva sull’azione dell’esecutivo, l’indice di gradimento è passato infatti dal 40 al 43. E per quanto riguarda il consenso a favore del presidente del Consiglio la percentuale va da 42 di un mese fa al 45. Numeri che dopo tre anni di governo esprimono un giudizio sostanzialmente positivo nei confronti dell’attuale maggioranza, a cui fa fronte, evidentemente, una valutazione negativa per i partiti dell’opposizione.

Denunciare ogni giorno un allarme – una volta per il nuovo decreto Sicurezza, un’altra per il ritorno del fascismo – parlando di eutanasia, di diritti del movimento Lgbt, a quanto pare non premia. Né incontrano il favore degli elettori le continue manifestazioni di piazza (ieri c’è stata quella pro gay di Budapest e un’altra a Milano, con blocco delle vie del centro e profonda irritazione dei residenti), che a quanto pare cominciano a stancare. Come si dice: il troppo stroppia. Il sondaggio di Pagnoncelli è un segnale. A Elly converrà riflettere seriamente sui temi da rilanciare dopo l’estate. Ma anche a Conte, il quale sperava di cavalcare l’opposizione al piano di riarmo e le proteste pro Palestina, ma la perdita dell’1,3% in un solo mese non sembra dar ragione alla forte virata a sinistra. Forse gli elettori pentastellati, più che di Gaza e Ucraina, vorrebbero sentire qualche cosa di concreto. Magari qualche balla in meno a proposito del Superbonus.

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