«Con i nostri occhiali design e tecnologia sono alla portata di tutti»
  • Il manager Ivo Andreatta: «Fielmann è famosa per le montature a tariffa zero. Durante il lockdown abbiamo aperto sei negozi in Italia. E altri stanno per arrivare».
  • Su due livelli, la nuova boutique Dior ospita le collezioni uomo e donna, i gioielli e gli accessori della maison.

Lo speciale contiene due articoli.

    Ha tre farm biologiche che producono prodotti super naturali. E il gregge più numeroso della Carinzia di «pecore con gli occhiali» a rischio estinzione. Günther Fielmann di occhiali se ne intende al punto che 25 milioni di persone indossano i suoi modelli e un occhiale su due in Germania è suo. «La storia del marchio inizia nel 1972», racconta Ivo Andreatta, country manager Italia, «Fu allora che Günther Fielmann aprì il suo primo negozio a Cuxhaven nel Nord della Germania. Da allora l’obiettivo è sempre stato creare occhiali di qualità accessibili a tutti».

    In che senso?

    «Fielmann democratizzò il settore stipulando un accordo di grande importanza con l’assicurazione sanitaria tedesca, realizzando 90 modelli alla moda in 640 varianti colore».

    Fielmann si è sempre occupato di occhiali?

    «Sì, lavorava nel settore come fornitore e vedeva che i tedeschi senza tanti soldi non ce la facevano a comprare gli occhiali. In Germania c’era una cassa mutua che pagava solo una piccola parte della montatura e delle lenti e le persone portavano modelli bruttissimi. Lì è emersa quella filosofia che è la stessa di oggi: Fielmann ha messo sempre al centro il valore delle persone. Diceva che non si doveva vedere quanto guadagnava una persona guardando i suoi occhiali».

    Come fece?

    «Realizzando modelli “a tariffa zero”, eliminando la stigmatizzazione sociale legata all’occhiale. Abbiamo portato questa filosofia anche in Italia. Tutti possono permettersi questi occhiali. Abbiamo cominciato in Alto Adige fino ad arrivare alle collezioni made in Italy al 100%. Per noi era molto importante annullare ogni disuguaglianza sociale e offrire ai clienti un prodotto non solo accessibile ma anche di design. Regaliamo la montatura e il cliente paga solo la lente, che parte da 35 euro. Offriamo gratis la visita oculistica e l’assicurazione in caso di rottura o smarrimento e la garanzia del miglior prezzo. Fielmann è designer, produttore, distributore e ottico».

    Non è un caso, quindi, che abbiate aperto molti negozi anche durante il lockdown.

    «Abbiamo continuato a espanderci perché siamo rimasti fiduciosi. I nostri clienti ci sono stati fedeli. L’anno scorso abbiamo aperto sei negozi. Ma non dipende solo da noi perché dobbiamo aspettare le giuste opportunità e quello che è stato decisivo è stato il lavoro dei nostri collaboratori che conoscono il territorio. Continuiamo a credere nell’Italia e a offrire nuovi posti di lavoro. Vogliamo rappresentare un punto di riferimento della città in cui ci troviamo con negozi sempre aperti».

    L’avete sperimentato sul campo?

    «Esatto. All’inizio del lockdown avevamo lasciato delle fasce orarie di apertura per casi speciali ma poi abbiamo visto che c’era veramente bisogno. Le persone a casa leggevano di più e avevano bisogno dell’occhiale, si faceva tanto smart working e cercavano lenti con trattamenti per il computer. Abbiamo anche visto cosa significa portare l’occhiale con la mascherina avendo avuto grande richiesta delle lenti anti appannamento».

    Quanti negozi avete in Italia?

    «Per ora siamo a quota 34 in sette regioni in nemmeno sei anni che siamo presenti in Italia. All’inizio del 2021 abbiamo aperto a Padova, continueremo verso maggio-giugno a Imola e poi abbiamo altre diverse sorprese. Se l’anno scorso siamo riusciti ad aprirne sei, siamo molto motivati a fare minimo altrettanto anche quest’anno, se non di più. Nasciamo in Germania ma siamo quasi in tutta Europa con più di 850 negozi in oltre 15 Paesi».

    La produzione dove avviene?

    «Abbiamo un grande centro di produzione e di logistica vicino a Berlino. Facciamo produrre molto in Italia, specialmente la linea Fielmann made in Italy, in Cadore, la culla dell’ottica, della moda e delle montature. Anche una parte in Francia e una minima viene acquistata in Asia. In Italia per l’aspetto di moda e qualità, in Germania per la tecnologia. Un binomio che il cliente apprezza molto. Abbiamo circa 20.000 collaboratori, di cui oltre 300 in Italia».

    Ponete grande attenzione al tema verde. Come seguite le nuove filosofie?

    «Fielmann è attenta non solo ai bisogni dei clienti ma anche a portare avanti idee verdi pensando alle nuove generazioni. Sarebbe molto facile pensare solo al momento senza prendersi responsabilità a lungo termine. Ogni anno piantiamo per ogni collaboratore un albero, e siamo a quota 1,7 milioni. Qui in Italia sosteniamo Treedom, la piattaforma per la piantumazione a distanza di piante, “regalando” un albero a ciascun collaboratore per il suo compleanno. Nelle città coinvolte da nuove aperture lanciamo il progetto Pianta un albero, che consente ai cittadini di suggerire all’azienda dove piantare un albero nella loro città. Inoltre, in occasione della scorsa inaugurazione a Milano in corso Buenos Aires, Fielmann ha lanciato la collezione Milano+ 100% con la montatura non di plastica ma di cellulosa, ricavata da fibre di legno e semi di cotone e lenti riciclabili. E ha donato al parco di via Morgagni 20 platani».

    Fielmann è un’azienda di famiglia. Da chi è composta?

    «Continua a essere un’azienda famigliare anche se Günther Fielmann si è ritirato un paio di anni fa. Ha passato il testimone al figlio Marc. Per noi collaboratori è molto bello vedere che le stesse filosofie vengono tramandate da una generazione all’altra. È coinvolta anche la sorella che però non è ancora ufficialmente attiva in azienda. Pur essendo una spa, più del 70% delle azioni sono detenute dalla famiglia. Questo significa trovare le soluzioni in modo facile e portare il gruppo sempre più nel mondo digitale. Il futuro è nei figli giovani».


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