- Dopo l’inchiesta sulle missioni sospette, altri scandali colpiscono il presidente: Concorsopoli, i 13 milioni di euro per acquistare mascherine mai arrivate e un bilancio riscritto da strani emendamenti di maggioranza.
- Si aprono voragini nei conti, maxi regalo anche alla Fondazione Tor Vergata.
- La presidente della Commissione trasparenza: «Molti lo chiamano “saponetta” per l’abilità nel sottrarsi alla responsabilità politica. Non avrà firmato ogni carta, ma non può dire che è successo tutto a sua insaputa».
Lo speciale contiene tre articoli.
Ci mancavano i social network e le televisioni a complicare l’anno nero di Nicola Zingaretti. Da quando è scoppiata la pandemia, le grane per il governatore della Regione Lazio si sono moltiplicate. E non è bastato dire addio alla segreteria del Pd, con tanto di «vergogna» nei confronti di un partito troppo attento alle poltrone, per mettere una toppa ai tanti guai che in questi mesi hanno travolto il suo mandato. Come svelato dalla Verità, l’ultimo guaio per il presidente è l’inchiesta della Procura di Roma sulle sue presunte «missioni istituzionali»: gli inquirenti vogliono chiarire le giustificazioni per le assenze del governatore in Consiglio regionale.
L’indagine per falso, che coinvolgerebbe uno dei suoi più stretti collaboratori, punta a fare luce sulle «attività istituzionali» per le quali Zingaretti veniva segnato presente in Consiglio pur essendo impegnato altrove, in attività che poco o nulla avevano a che fare con la sua carica. Incrociando i verbali delle sedute con gli spezzoni delle interviste televisive o le apparizioni social, diversi consiglieri di opposizione hanno ricostruito la mappa degli impegni a cui il governatore ha preso parte, per dimostrare come «alcune attività istituzionali fossero in realtà poco riscontrabili». Tra queste, le presenze alle feste del Pd o le apparizioni nei comizi dei candidati democratici in corsa alle elezioni europee del 2019.
Oltre alle dubbie giustificazioni, diversi altri nodi hanno ingarbugliato il secondo mandato di Zingaretti, in bilico tra scandali e spese discutibili. Nelle casse regionali, per esempio, c’è ancora un buco da 13 milioni di euro per l’acquisto di mascherine mai arrivate. E poi, la valanga Concorsopoli che s’ingrossa giorno dopo giorno e coinvolge amministrazioni comunali, Asl e comunità montane, dopo aver toccato gli uomini più vicini al presidente. In un quadro già complicato, si inserisce poi l’esame del collegato al bilancio 2021, che ha iniziato il suo iter in commissione. Come denunciano le opposizioni, sono spuntati emendamenti strani e nuove spese piuttosto dubbie, come la nuova sede istituzionale della partecipata Astral. «Zingaretti ci riprova», racconta alla Verità uno dei consiglieri di opposizione che sta lavorando al testo. «Dopo lo scandalo del palazzo della Provincia, ora viene fuori un nuovo stabile, da ristrutturare: evidentemente, il governatore ha un’attrazione fatale per il mattone».
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