Nelle stesse ore in cui il caso Finalter scuote Palazzo Marino, un altro episodio investe le istituzioni milanesi. Come rivelato da Telelombardia, un funzionario dell’Ufficio gip del tribunale di Milano avrebbe tentato di sottrarre 989.000 euro confiscati per favorire un uomo della cosca ’ndranghetista Condello. È indagato per tentata truffa, falso e aggravante mafiosa.
Intanto la vicenda Finalter appare tutt’altro che di poco conto. Pietro Galli, storico collaboratore del sindaco durante Expo 2015 e uomo al centro dei rapporti tra Finalter ed Engineering, si è dimesso dal consiglio di amministrazione di Atm, dove sedeva dal 2023. Nel primo mandato aveva presieduto il Comitato Nomine e Remunerazioni. Il 28 aprile scorso il Comune lo aveva confermato per altri tre esercizi, fino all’approvazione del bilancio 2028 (compenso di 32.500 euro lordi). Ha lasciato meno di tre mesi dopo. Per il manager, condannato nel 2006 in via definitiva a due anni per bancarotta fraudolenta, Enrico Marcora di Fdi aveva già chiesto un’audizione in commissione Partecipate. Atm ha comunicato in tre righe le dimissioni, senza indicare le ragioni né richiamare il caso Finalter. La decisione arriva mentre la Procura di Milano, con il procuratore aggiunto Eugenio Fusco e la Guardia di finanza, sta ricostruendo i quasi due milioni di euro versati da Engineering alla società per consulenze.
Sempre la scorsa settimana, Sala aveva chiesto al trustee Filippo Zabban, notaio anche di Milan e Inter nell’operazione San Siro, di cedere il 20% di Finalter detenuto dal trust Inter. Ora Galli lascia Atm. Due scelte che rendono difficile continuare a descrivere la vicenda come marginale.
Del resto, il socio del primo cittadino sedeva contemporaneamente nei cda di Atm, Finalter ed Engineering: era quindi amministratore della partecipata comunale, della società che aveva incassato i compensi e del gruppo che li aveva pagati.
Secondo quanto ricostruito dalla Verità, il rapporto di consulenza tra Finalter ed Engineering sarebbe iniziato intorno al 2020, dopo l’acquisizione del gruppo da parte di NB Renaissance e Bain capital. Nel settore del private equity è considerata una prassi consolidata l’attività di consulenza svolta dagli operating partner a favore delle società partecipate, in alternativa al ricorso a consulenti esterni.
Il contratto avrebbe previsto circa 300.000 euro l’anno e avrebbe remunerato l’attività svolta da Pietro Galli per Engineering, fatturata attraverso Finalter. Tra le prestazioni figurerebbero il piano e il bilancio di sostenibilità, la definizione degli obiettivi e il monitoraggio del loro avanzamento. Dal 2023 Galli è anche consigliere di Engineering e componente non esecutivo del Comitato controllo, rischi e sostenibilità.
Quindi perché lasciare Atm proprio adesso, se la contemporanea presenza nelle diverse società non presentava alcun problema? La decisione rende ancora più fragile la difesa di Sala. In Consiglio comunale il sindaco aveva assicurato di non conoscere le attività di Finalter, di non averne mai parlato con Galli o con il trustee e di non aver ricevuto «un singolo euro in dieci anni», accusando poi stampa e opposizioni di avere ingigantito il caso.
E poi c’è una curiosità. La rete societaria di Finalter porta anche a T39, holding costituita nel 2019 e controllata al 61,1% dalla società partecipata dal trust riconducibile a Sala. A presiederla è Davide Rampello, curatore del Padiglione Zero di Expo 2015 e candidato nel 2016 nella lista civica «Beppe Sala-Noi, Milano». L’amministratore delegato è sempre Galli.
T39 possiede un terzo di Isola Longa Srl, proprietaria di un compendio immobiliare in Sicilia e attiva nella produzione del sale e nella riqualificazione ambientale e turistica dell’isola. Isola Longa gestisce le saline dal 2022 e ha rimesso in funzione quelle di San Teodoro. Porta avanti anche il recupero edilizio dei fabbricati. La maggior parte delle autorizzazioni sarebbe già stata ottenuta, ma prima della Scia manca ancora il via libera della Soprintendenza.
Il dettaglio è quasi paradossale: mentre a Milano le Scia sono al centro delle inchieste urbanistiche, in Sicilia il progetto guidato da Galli e presieduto da Rampello attende proprio di poterne presentare una.
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