Il sindaco di Bibbiano resta indagato ma il Pd finge che l’abbiano assolto
  • La Cassazione revoca l’obbligo di dimora ad Andrea Carletti, protagonista di «Angeli e demoni». Su di lui pendono ancora accuse pesanti, ma Renzi, Zingaretti e soci cantano vittoria e continuano a raccontare bugie.
  • Parla il deputato di Fdi Giovanni Donzelli: «Troppe lungaggini sulla commissione, temo pressioni dal territorio»

Lo speciale contiene due articoli

Forse è davvero meglio che Partito democratico e degni compari di Bibbiano non parlino, come per lo più hanno fatto fino all’altro giorno. Perché ogni volta che aprono bocca sull’argomento non fanno altro che spargere bugie e produrre mistificazioni. Da ieri mattina i baldanzosi progressisti sono in festa grande poiché la Corte di cassazione ha revocato una misura cautelare ad Andrea Carletti, sindaco pd di Bibbiano, uno degli uomini simbolo dell’inchiesta «Angeli e demoni» sugli affidi illeciti.

Uno dei primi a commentare è stato Matteo Renzi: «Vi ricordate la storia di Bibbiano?», ha scritto su Facebook. «L’attacco violento di Lega e 5 Stelle al sindaco? Le pagliacciate in Parlamento e sui social con lo slogan “Parlateci di Bibbiano?”. Bene. Ieri la Cassazione ha detto che quel sindaco NON doveva essere arrestato. Una montagna di fango vergognosa contro un uomo che non meritava quel trattamento. Ricorderete come l’arresto venne usato: il grimaldello per costruire la battaglia politica di chi ha più a cuore i sondaggi che la verità. La giustizia è una cosa seria. Lasciarla in mano ai giustizialisti rende questo Paese un posto barbaro. In attesa che qualcuno chieda scusa, un abbraccio a quel sindaco».

A ruota sono intervenuti tutti i più solerti democratici: Emanuele Fiano, Dario Franceschini, Alessia Morani… Tutti felici di dichiarare, tutti con lo champagne in mano pronto da stappare. Il più duro è stato il segretario del Pd Nicola Zingaretti: «La campagna indecente contro il Pd e il sindaco di Bibbiano non si dimentica», ha detto. «Oggi c’è una altra domanda Chi chiederà scusa ad Andrea Carletti e alle persone messe alla gogna ingiustamente? La giustizia sta facendo chiarezza e ha tutto il nostro sostegno. A chi ha utilizzato una storia di cronaca giudiziaria per organizzarci una campagna politica dico nuovamente: vergognatevi!».

Sinceramente, non si capisce che cosa abbiano da gioire gli esponenti del Pd e di Italia Viva. Vediamo di fare un po’ di chiarezza. Andrea Carletti non è stato assolto, anzi è ancora indagato per reati piuttosto gravi quali abuso di ufficio e falso. Non a caso i suoi legali, l’avvocato Giovanni Tarquini e il professor Vittorio Manes, esprimono «soddisfazione per la revoca di una misura cautelare ingiusta», ma precisano che «ora occorre lavorare per ottenere il riconoscimento dell’estraneità di Carletti dai reati altrettanto ingiustamente contestati».

Carletti era stato arrestato in giugno ed è finito ai domiciliari. Mesi dopo, il tribunale del riesame ha deciso di revocare gli arresti e dare al sindaco (nel frattempo sospeso dal prefetto di Reggio Emilia e autosospeso dal Pd) l’obbligo di dimora nel Comune di Albinea (Re).

Già con la revoca dei domiciliari Carletti avrebbe potuto riprendere a fare il sindaco, come ha precisato ieri il prefetto reggiano. Ma avrebbe dovuto lavorare a distanza, non potendo mettere piede a Bibbiano. Ora invece, caduta anche l’ultima misura cautelare, può ritornare all’opera.

Resta che sul suo capo pendono accuse non lievi, sulle quali la Cassazione non si è espressa, anche perché il ricorso degli avvocati non verteva sul merito dei reati, ma solo sulla misura cautelare. Una misura che, in ogni caso, sarebbe comunque scaduta fra una decina di giorni e non sarebbe stata rinnovata.

Non è finita. Renzi, Franceschini e altri sostengono che la Cassazione abbia «detto che quel sindaco non doveva essere arrestato». Ma davvero? E dove lo ha detto? Il Pd ha già potuto leggere le motivazioni della Corte? Sarebbe interessante saperlo.

In ogni caso, cambia poco. Un conto è contestare l’arresto, un altro è sentenziare che qualcuno non ha commesso reati. Volete un esempio? Anche a Claudio Foti, il guru di Hansel e Gretel, sono stati revocati gli arresti domiciliari, e il suo avvocato subito cantò vittoria. Poi, quando uscirono le motivazioni della decisione, si capì che in realtà la Corte esprimeva un parere durissimo nei confronti del terapeuta torinese.

Il punto è che il Pd, da quando l’inchiesta «Angeli e demoni» è esplosa, passa il tempo a cercare di silenziare la vicenda. La decisione della Cassazione è solo l’ultima scusa per provare a insabbiare tutto, e a far passare Bibbiano per «un raffreddore», come lo ha definito la commissione tecnica d’inchiesta istituita dalla Regione Emilia Romagna. Peccato che questa brutta storia tutto sia tranne un malanno passeggero. Il sindaco di Bibbiano è accusato di aver concesso in uso esclusivo ad Hansel e Gretel il centro La Cura di Bibbiano, dove si effettuavano terapie sui minorenni con costi anche piuttosto elevati per le casse pubbliche. Carletti ora si mostra commosso: «È un importante passo verso la verità. Sono felice, è finito un incubo», dice. Gli auguriamo che sia così, ma fino a che non ci sarà un processo e fino a che non sarà assolto dai reati di cui viene accusato, l’incubo continua.

Soprattutto, nell’incubo hanno vissuto le famiglie a cui sono stati ingiustamente tolti i bambini da un sistema che Carletti e altri esponenti del Pd hanno sostenuto e sponsorizzato per anni. L’esistenza di questo sistema è dimostrata da intercettazioni, da pagine e pagine di ordinanze, persino dalle confessioni degli assistenti sociali che hanno ammesso di aver falsificato le loro relazioni per via delle pressioni subite dai loro capi bibbianesi, tra cui Federica Anghinolfi e Francesco Monopoli. Persone che il sindaco conosceva bene, e con cui aveva ottimi rapporti. Sul piano della responsabilità politica, non possono esserci dubbi riguardo al ruolo del Pd bibbianese, reggiano ed emiliano. Sul piano giudiziario è ancora tutto da vedere. Zingaretti e Renzi vogliono festeggiare? Non ne hanno motivo, ma facciano pure, se non se ne vergognano. In fondo una gioia illusoria è comunque meglio dell’infinita tristezza in cui ogni giorno sono costretti a galleggiare.

Francesco Borgonovo

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