- Autoriciclaggio, spaccio e un giro di prostitute (anche minorenni): queste le accuse per Davide Lacerenza e Stefania Nobile. Caccia a un tesoro da 80 milioni. Sospetti su alcuni agenti.
- Nelle intercettazioni la teleimbonitrice avvertiva: «È fuori controllo, qui arriva la polizia e lo mettono dentro».
Lo speciale contiene due articoli
È la cocaina, dieci grammi al giorno. «Ma ti rendi conto, ma possiamo continuare così Davide? Tanto da un momento all’altro arrivano, io me lo aspetto, cioè io non dormo, dormo mezz’ora mi sveglio, perché arrivano lo so, ma anche Jack me l’ha fatto capire. lo son già stata in galera, lui (Lacerenza, ndr) scherza e ride, ma lui non c’è stato, lui dopo due ore in galera si ammazza eh!». È il 10 maggio dello scorso anno quando Stefania Nobile, figlia di Wanna Marchi, si sfoga con Davide Ariganello, factotum del suo ex compagno Davide Lacerenza. Tutti insieme (a parte Wanna che aveva capito da tempo che qualcosa non andava) gestiscono la Gintoneria di Davide, locale in via Napo Torriani, vicino alla Stazione centrale di Milano, diventato famoso sui social network per le dirette a colpi di sciabolate di champagne, belle donne, Lamborghini, Ferrari e maratone d’alcol fino all’alba. Proprio quegli account su Instagram sono stati di grande aiuto per le forze dell’ordine, perché dalle immagini postate da Lacerenza (unite alle microspie) sono riusciti a ricostruire le serate e a individuare le persone che frequentavano il locale.
Il giro d’affari era ingente. Gli investigatori stanno lavorando sul tesoro che sarebbe stato nascosto all’estero, a quanto pare 80 milioni di euro che sarebbero stati trasferiti da Lacerenza in Albania. In pratica Stefania ci aveva visto bene, perché ieri le forze dell’ordine sono arrivate. E lei, l’ex compagno Davide e Ariganello sono finiti agli arresti domiciliari per autoriciclaggio, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e in aggiunta anche detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Tra le ragazze che si prostituivano c’era anche una minorenne, soprannominata «puzzola», che era stata male dopo una serata passata a «pippare» cocaina e bere champagne con Lacerenza. Quando la Nobile si sfoga con il collaboratore, le indagini della Guardia di finanza di Milano sono già incominciate da quasi quattro mesi. A farle scattare, ironia della sorte, non sono state solo le dichiarazioni di uno dei clienti spennati a colpi di cocaina-escort e champagne, ma anche un articolo del Corriere della Sera, a firma di Elvira Serra. Lo scorso anno, infatti, la cronista del quotidiano di via Solferino si era recata nel locale per fare un reportage che gli era stato richiesto dal vicedirettore, A.C., presumibilmente Aldo Cazzullo. Il retroscena emerge proprio da una telefonata tra Serra e Nobile. La prima le racconta che voleva dare un’occhiata al locale perché il figlio di un vicedirettore era passato al locale per bere un gin tonic con gli amici ed era rimasto entusiasta. Ne aveva parlato con il vicedirettore, che le avrebbe detto: «Vai a fare un salto». Del resto, tutti i cellulari degli indagati sono sotto controllo da almeno febbraio e il locale è pieno di microspie che intercettano tutto quello che accade all’interno, dalla sera alla mattina.
Il Jack a cui fa riferimento la figlia della Marchi altro non è che una persona che sembrerebbe, a detta degli investigatori, in forza alla polizia di Stato. Non è l’unico. La clientela del locale, infatti, non è composta solo da alcuni polli da spennare, come per esempio Luca Angelo S.S., che farà partire l’inchiesta e che tra il 2020 e il 2023 ha versato a Lacerenza 641.187 euro per una serata a pacchetto che comprendevano champagne, escort e stupefacenti. Intorno alla Gintoneria e alla Malmaison (locale attiguo ancora più esclusivo, dove poteva accedere solo chi fosse pronto a sborsare almeno 5.000 euro per il «pacchetto», cioè donne, champagne e cocaina) giravano diversi esponenti delle forze dell’ordine. C’era anche P.F., militare della Guardia di finanza, in forza alla polizia giudiziaria, che Lacerenza tiene in grande considerazione offrendogli prostitute anche gratuitamente, in cambio di favori in corso di accertamento: a quanto risulta alla Verità l’agente non è indagato ma andrà incontro a un procedimento disciplinare, tanto che ieri è già stato ascoltato dai vertici delle Fiamme gialle. In pratica, sia Nobile, sia Lacerenza, gli indagati, vantano amicizie strette tra le forze dell’ordine. Il dato, scrivono gli inquirenti, emerge non solo dall’ascolto delle conversazioni agli atti, ma risulta confermato anche da alcune testimonianze di ragazze che frequentavano il locale per prostituirsi, rimaste abbagliate dalle storie su Instagram di Lacerenza e quindi convinte di poterlo sfruttare come vetrina per farsi pubblicità. «Ho conosciuto persone nel corso delle mie frequentazioni in Gintoneria, qualificatesi come appartenenti a forze di polizia, ma non ne conosco i nomi. Ho visto una volta persone entrare in divisa, in un uniforme nera, che hanno bevuto un drink per poi andare via. In quella occasione, Lacerenza gli ha addirittura offerto della cocaina, ma loro hanno rifiutato», racconta per esempio C.N.N., che poi aggiunge. «Non sono stata pagata per le prestazioni rese e io ho accettato sapendo che più si è gentili con lui e più si conseguono vantaggi, tra cui cibo, alcol, corsie preferenziale per i clienti, conoscenze legali e nel mondo delle forze di polizia». Il prezzo delle serate andava dai 3.000 ai 10.000 euro, ma nel corso delle indagini sono stati trovati anche bonifici per pacchetti da 30.000 a 70.000 euro, compresi alcol e cocaina. Le escort venivano portate direttamente a casa del cliente. E capitava che ad Ariganello nella notte toccasse addirittura portare in giro il cane di chi pagava profumatamente queste prestazioni sessuali. Gli inquirenti stanno poi battendo la pista estera per capire dove venivano portati i soldi. Ci sono viaggi in Albania, Turchia, ma anche a Miami. È la cocaina, dieci grammi al giorno.
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