Chi ha le rotelle e chi no
  • Il bando predisposto da Domenico Arcuri prevedeva che le attrezzature scolastiche fossero completate entro il 31 agosto. La scadenza è slittata all’8 settembre e ancora al 31 ottobre. A oggi manca ancora il 20%. Cronaca di un fallimento.
  • Il segretario della Uil Scuola Pino Turi: «Il problema del distanziamento nelle aule si risolve con più insegnanti Assurdo cambiare tavolini se restano le classi pollaio. La ministra Azzolina non ha cultura di governo»

Lo speciale contiene due articoli

Chissà che finalmente non sia arrivata la settimana giusta, quella definitiva. Almeno così pensano alla struttura commissariale di Domenico Arcuri: «Nei prossimi giorni diffonderemo una nota conclusiva sui banchi», si lasciano sfuggire. A oggi, siamo fermi alle percentuali: «L’80% dei 2,4 milioni di banchi ordinati è stato consegnato», ha spiegato il commissario in un’intervista al Fatto Quotidiano. A spanne, insomma, ne mancherebbero poco meno di mezzo milione. Il programma per l’imballaggio, il trasporto e la consegna si sarebbe dovuto esaurire, secondo il bando, il 31 agosto. Di proroga in proroga, si è arrivati all’8 settembre prima e al 31 ottobre poi.

La promessa del commissario di «soddisfare l’intero fabbisogno richiesto» entro la fine del mese scorso è rimasta lettera morta: la fornitura non è ancora stata ultimata, nelle scuole italiane continuano ad arrivare banchi monoposto e sedute innovative. Ora che gli istituti sono stati dimezzati per decreto, come scrivono alcune sigle sindacali, gli arredi restano inutilizzati, parcheggiati in attesa che tutti i ragazzi facciano ritorno in classe. «Le imprese dell’Ati sono pienamente all’interno del programma di consegna, almeno secondo i contratti siglati con Invitalia», spiega alla Verità Luca Trippetti, responsabile Assufficio di FederlegnoArredo.

Capofila dell’associazione temporanea di impresa vincitrice del bando Arcuri è la veneta Mobilferro, a cui si aggiungono altre 6 imprese associate a FederlegnoArredo, tra cui Vastarredo, Sud Arredi e la Camillo Sirianni. Il lotto complessivo prevede la fornitura di 500.000 banchi monoposto e 130.000 sedute tradizionali. «I ritardi», continua Trippetti, «sono da imputare a questioni logistiche: le imprese e la struttura commissariale hanno dovuto ridefinire le aree prioritarie perché non coincidevano con quelle iniziali. In alcune scuole, per esempio, i banchi non potevano essere consegnati perché gli istituti erano impegnati nelle operazioni di sanificazione. In altre, è stato necessario sopperire alle difficoltà delle imprese estere».

Che la strada della consegna sarebbe stata complicata, lo si era intuito già nelle prime fasi della telenovela banchi. L’avviso di gara, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 24 luglio scorso, riportava un quantitativo enorme: fino a 1,5 milioni di banchi monoposto, fino a 1,5 milioni di sedute scolastiche di tipo innovativo e 700.000 sedute complementari. Numeri da record, specie se parametrati ai tempi di consegna ridotti all’osso. «L’indagine avrebbe dovuto essere condotta in maniera più accurata», ricorda ancora Trippetti. «La fornitura è stata fatta in base alle richieste delle scuole, ma la domanda era mal posta: agli istituti è stato chiesto di indicare il fabbisogno complessivo, invece sarebbe stato più utile conoscere solo il numero dei banchi monoposto necessari per sostituire quelli biposto. Qual è l’urgenza di sostituire delle sedute monoposto già esistenti? Allargare il volume delle consegne ha finito inevitabilmente per rallentarle». Come spiega uno dei fornitori della struttura commissariale, è stato necessario cambiare le condizioni in corsa: numeri e tempi non stavano insieme. Per questo sono stati ridotti i quantitativi ed è stato allargato lo spettro dei fornitori, anche a soggetti esteri.

Tra le quattro aziende straniere destinatarie di un affidamento diretto, è spuntata la svedese Kinnarps, una delle più grandi società di design per interni in Europa, con operazioni in 40 Paesi e un fatturato annuo di 420 milioni di euro. Conoscere dettagli ulteriori sugli accordi è impresa ardua. I contratti restano top secret. Per giorni, la struttura commissariale ha tenuto nascosti perfino i nomi dei vincitori del bando. Quel poco di documentazione pubblicata sul sito del governo, è rimasta disponibile soltanto per poche ore. Come raccontato dalla Verità, tra gli assegnatari figurava anche la Nexus made srl, una piccola azienda di Ostia con un solo dipendente e un fatturato di appena 400.000 euro. Poco per giustificare una commessa da oltre 45 milioni. Il 9 settembre la Nexus è sparita improvvisamente dall’elenco dei contratti stipulati, per mancanza «dei requisiti di idoneità professionale, nonché della capacità tecnico-economica essenziali per l’esecuzione del contratto».

Spiega ancora Trippetti: «Invitalia ha chiesto la massima discrezione sui contratti, per questo le informazioni non arrivano: il riserbo nella fornitura fa parte del contratto».

Da non perdere

Lo scoop della «Verità» inguaia Conte
Inchieste

Lo scoop della «Verità» inguaia Conte

Quasi amici. Anzi, no: proprio amici amici. Lo dice Domenico Arcuri, ex commissario straordinario durante l’emergenza Covid, a proposito di Giuseppe Conte, commissario che indaga sulla gestione dell’emergenza Covid. Vi pare un’anomalia o quanto meno una frequentazione poco opportuna? Può…