Altri tre bambini tornano dai loro genitori
  • Aumentano, in Val d’Enza, i casi di minori affidati ai servizi sociali che riabbracciano le famiglie: sono già sette in totale Intanto, mentre parte una commissione d’inchiesta regionale, i dem continuano a essere piantonati per paura di attacchi.
  • Claudio Foti operava da terapeuta con la laurea in lettere grazie a una legge assurda che ha graziato gli specialisti fai da te E infatti si basava su tesi smentite da tutta la letteratura scientifica.

Lo speciale contiene due articoli

Altri tre bambini affidati dai servizi sociali a breve torneranno dal loro papà. Lo ha stabilito il Tribunale per i minorenni di Bologna che, a seguito dell’inchiesta «Angeli e demoni» sugli affidi illeciti nel comune di Bibbiano e di quelli della Val d’Enza, ha «riabilitato» un padre. I tre minori potranno così tornare da loro genitore dopo erano stati affidati inizialmente ai servizi sociali Val d’Enza, coinvolti appunto nell’inchiesta.

I giudici hanno deciso di revocare l’ordine di allontanamento dalla casa familiare e di affidamento dei tre al servizio sociale, così come la regolamentazione dei loro rapporti con il padre in forma protetta dal momento che costui, recita il provvedimento, «ha manifestato una condotta adeguata e idonee competenze nella relazione con i propri figli durante gli incontri organizzati dal servizio sociale».

Di conseguenza per i magistrati – che hanno accolto le istanze presentate dai legali difensori dei genitori, gli avvocati Domenico Morace, Chiara Dore ed Elena Maria Guarini – sono «venute meno le ragioni di pregiudizio» che avevano portato all’allontanamento. Così, dopo la notizia degli altri quattro bambini tornati nelle loro case, sale a sette il numero dei figli restituiti ai genitori nell’ambito di quest’inchiesta.

Intanto, dall’Emilia Romagna scossa da un terremoto che al momento vede indagate 29 persone, di cui tre sindaci o ex sindaci, arriva anche un’altra notizia. Il consiglio regionale, su proposta del presidente Stefano Bonaccini, ha infatti ufficialmente istituito una commissione di inchiesta sul sistema di tutela dei minori i cui lavori avranno termine con la legislatura. Si tratta di una decisione politica maturata dopo l’esplosione dell’inchiesta e salutata da Bonaccini come la prova che «è la Regione Emilia Romagna la prima che vuole verità e chiarezza sulla vicenda della Val d’Enza».

Ciò nonostante, se da un lato questo dovrebbe aiutare a far chiarezza su un sistema di abusi e opacità, dall’altro è tutto da vedere che possa servire effettivamente a qualcosa. Ad alimentare sospetti di dubbia utilità dell’iniziativa c’è quanto riportato nei giorni scorsi dalla Verità, ossia la composizione di una commissione i cui membri, fino ad oggi, hanno non solo lavorato nel medesimo ambito ma pure, come se non bastasse, nello stesso territorio di coloro dei quali ora sono chiamati a dare un giudizio.

In pratica la prossimità tra controllori e controllati, per così dire, è davvero troppo lampante per lasciar immaginare che questa commissione possa davvero aiutare le indagini approdando a delle conclusioni utili a far chiarezza su quanto, per anni, è avvenuto in Val d’Enza in virtù di un sistema fatto di agganci, complicità e parentele politiche.

A ogni modo, mentre la politica regionale si è attivata dichiarandosi pronta a volerci vedere chiaro, là dove tutto è deflagrato, a Bibbiano il clima rimane a dir poco incandescente. Prova ne sia che il Pd locale, a partire dalla propria sede, è bersagliato di attacchi continui, che non accennano a diminuire e che, anzi, sfociano sempre più in aggressioni e minacce. Tanto che nel Comune reggiano, come questo giornale anticipava già ieri, sia la sede del Pd sia quella dei servizi sociali, sita nella frazione di Barco, sono ormai pattugliate 24 su 24 da carabinieri e polizia.

Una conferma della tensione palpabile che si respira in questi giorni a Bibbiano arriva dalle parole del segretario locale del Pd, Stefano Marazzi, il quale ha dichiarato che «ora, oltre alle offese e alle minacce sui social network, arrivano anche le lettere anonime». «E quest’ultima», sottolinea Marazzi, «è la cosa più preoccupante, perché se uno si prende la briga di scrivere una lettera, affrancarla e spedirla, è proprio intenzionato a colpirti».

Secondo il segretario del circolo piddino locale, la maggior parte delle minacce e delle intimidazioni non arrivano da Bibbiano, bensì da fuori. Tuttavia ciò non toglie come vi sia grande preoccupazione, soprattutto in vista di quello che potrebbe accadere alla festa in programma per l’8 agosto. «Noi come sempre nelle nostra festa ci affidiamo a dei professionisti alle guardie giurate, anche per vigilare sulle attrezzature», ha spiegato Marazzi al Resto del Carlino, «ma quest’anno ovviamente la vigilanza sarà aumentata, ed inizierà diversi giorni prima delle festa e terminerà e terminerà alcuni giorni dopo la fine».

Il clima rimane insomma davvero pesante, e adesso al Pd dell’Emilia Romagna non resta che la neocostituita commissione d’inchiesta regionale sul sistema di tutela dei minori per cercare di chiamarsi fuori – anche, anzi soprattutto a livello d’immagine – dal vortice giudiziario di «Angeli e demoni». Ed è il motivo per cui lo scandalo di Bibbiano, dopo settimane, continua a pesare come un macigno per la sinistra, e non solo per quello locale.

Giuliano Guzzo

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