Sembra un rocker vecchio stampo. Capelli lunghi e, in qualche foto, persino il cerchietto. Il procuratore di tempio Pausania Gregorio Capasso, 55 anni, originario di Aprilia (Latina), in queste ore è alle prese con una delle inchieste più delicate della sua carriera, quella sul presunto stupro di gruppo che Ciro Grillo, figlio del fondatore del Movimento 5 stelle, e altri tre amici avrebbero commesso ai danni di una studentessa italo norvegese diciottenne: «L’inchiesta è segretata. Posso solo affermare che daremo una forte accelerata alle indagini per arrivare il prima possibile alle conclusioni, nel rispetto e a tutela della presunta vittima e degli indagati» ha dichiarato ieri alle agenzie Capasso, che è giunto in Sardegna nel 2018, dopo 24 anni da pm a Latina. Il 29 agosto, come anticipato dalla Verità, i carabinieri hanno sequestrato i cellulari dei quattro indagati e il procuratore ha già disposto una consulenza tecnica, alla ricerca di video, foto, chat e messaggi che possano essere utili alle indagini.
La data per l’inizio delle operazioni tecniche era fissata per il 24 settembre, ma le fughe di notizie hanno reso necessario anticipare i tempi. Nelle prossime ore dalla Procura verranno inviate le notifiche che informeranno indagati e vittima sulla data in cui saranno eseguire le copie forensi delle memorie degli smartphone dei ragazzi, operazione a cui potranno partecipare i consulenti scelti dalle parti. «La storia dell’inchiesta è uscita inopinatamente e certo non da noi, per altro preconfezionata» continua il procuratore. «Noi giovedì scorso abbiamo finito gli interrogatori tardi e il giorno dopo la vicenda era già sui giornali e quindi non possiamo averla svelata noi. È chiaro che è stato qualcun altro e immagino anche chi avesse intesse a farlo e le sue motivazioni». Per Capasso nelle redazioni «c’era già l’idea di questa cosa» mentre si svolgevano gli interrogatori e la fuga di notizie ha dato agli inquirenti «un input in più per accelerare».
Il procuratore non ci sta a passare per quello che ha tenuto la notizia nascosta sino alla formazione del governo: «Non mi sento di condividere questa interpretazione sulla tempistica. Penso di poter escludere che ci sia stata una gestione sui tempi della diffusione della notizia». Proviamo a ribaltare il punto di vista: allora siete stati bravi a tenerla coperta sino al 6 settembre. «Doveva essere così per forza. Noi l’avremmo tenuta coperta ancora, ma visto che è uscita… Allora dico: ecco ragazzi manteniamo la calma e in poco tempo riusciremo a fare le cose». Capasso spiega l’apparente lentezza delle indagini iniziali: «Abbiamo avuto in mezzo agosto dove le persone sono in ferie ed è anche difficile reperirle». Ma il procuratore, invece, ha lavorato: «Appena c’è stata la possibilità concreta di effettuarli abbiamo fissato gli interrogatori. Io e la collega Laura Bassani abbiamo fatto insieme quelli che consideravamo più importanti, quelli che sotto il profilo generale potevano essere più significativi e fare da apripista per gli altri». Il riferimento è ai verbali di Grillo junior, proprietario della casa dove sarebbe avvenuta la violenza, e di Francesco Corsiglia, il giovane che, da solo, avrebbe violentato per primo la ragazza.
Quindi Capasso annuncia: «A breve avrete notizie di prima mano anche abbastanza rilevanti». E assicura che i prossimi passaggi saranno celeri, «anche se la questione è delicata e impone che le indagini siano complete». Chiediamo la conferma dell’esistenza dei video dei rapporti sessuali e chi li abbia girati. «Ho letto le notizie di stampa e sembrerebbe che i filmati esistano» ironizza il magistrato, poi aggiunge: «Nella vicenda in esame è del tutto irrilevante chi abbia fatto le riprese. Quel che conta sono le immagini».
Mentre le indagini procedono a marce forzate, la famiglia della ragazza ha deciso di non rilasciare nessun tipo di dichiarazione e anche l’avvocato di parte, Laura Panciroli, non è stata autorizzata a parlare con i giornalisti. Si tratta di una famiglia che non cerca nessun tipo di pubblicità. Il padre, 65 anni, origini norvegesi e studi universitari in economia in America, è titolare di un fondo di venture capital con base a Milano. La madre, lombarda, laurea in Scienze politiche e successivo master, è un’importante manager. Nonostante carriere così dirompenti, la coppia ha trovato il modo di ricavare spazi per la famiglia e dare ai figli la migliore educazione possibile, a partire dall’esclusiva formazione scolastica. È la madre che è riuscita a far confessare alla giovane quanto le fosse accaduto e a portarla dai carabinieri per sporgere denuncia. La manager è una donna nota per la tenacia e in questa battaglia legale farà valere la sua grinta.
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