Inchiesta sull’efficacia dei bonus.
Caos e ritardi: impossibile usarli
Delle mancette dispensate da Giuseppe Conte per addolcire l’emergenza Covid non ce n’è una che funzioni. I ministri chiedono pazienza ma la verità è che i sussidi sono astrusi e difficili da chiedere. E per un cittadino risparmiare subito qualcosa è quasi impossibile.

Lo speciale contiene cinque articoli

Questo governo ragiona così: abbiamo fatto la legge, la leggina, il regolamento, il chissenefrega e la questione è risolta. Per carità non è il primo a farlo né sarà l’ultimo – è uno dei tanti vizi della politica -, ma questo è campione assoluto. E non c’è nulla da fare: ci puoi parlare, li puoi intervistare, ma soprattutto puoi ascoltare le conferenze stampa del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, è sempre la solita solfa. Primo, c’era il problema dovuto al Covid; secondo, abbiamo adottato il provvedimento per risolverlo; terzo, sta funzionando; per ultimo, se non sono già arrivati (mai), arriveranno a breve (mai) i decreti attuativi.

E tu prova a dire che non sta funzionando, porta i dati che loro stessi forniscono (vedi Inps), prova a farli parlare con i diretti interessati che testimoniano che non hanno risolto il becco di un quattrino. Risposta: i dati sono sbagliati, ci dispiace per le persone che non hanno ancora ricevuto nulla ma la situazione del Covid era inattesa e nessuno sarebbe stato in grado di affrontarla, ci vuole pazienza, correggeremo, faremo, ci penseremo.

Son più duri del marmo di Carrara, a confronto questo ha la consistenza d’una pera cotta, molto cotta. A confronto di quando parla Conte i comandamenti di Mosè sul Sinai, le famose tavole della Legge, sembrano consigli per gli acquisti.

Questa settimana ci occupiamo dei cosiddetti bonus, bonus di qui, bonus di là, bonus di sotto e bonus di sopra. Soprattutto bonus sì, ma didietro, quelli che fanno malus, parecchio malus. Cioè, ce ne fosse uno che sta funzionando bene, ce ne fosse uno dove l’erogazione prevista ha superato il 50%, ce ne fosse uno al quale è facile accedere, ce ne fosse uno con il quale è facile risparmiare da subito. Per essere ancora più chiari, ce ne fosse uno che significa un risparmio immediato per qualcuno. Manco l’ombra.

Riassumendo i dati della bella inchiesta dei colleghi della Verità. Bonus babysitter, annunciati 1.800 milioni di euro, erogati 583, il 32%. Bonus colf – quello che è andato meglio -, annunciati 460, erogati 208 per il 45%. Bonus vacanza, annunciati 2.400, erogati 200 per un totale dell’8%. Il tanto sbandierato quanto inopportuno bonus bici e monopattino, annunciati 210 milioni, erogati 0 (zero). Ora, a parte discutere sull’urgenza di questo provvedimento, che evidentemente non c’era e non c’è. Qual era la priorità in base al quale adottarlo? Far cambiare l’aria ai cittadini costretti a casa dal Covid, scoraggiare i tavolini all’aperto dei bar e ristoranti tra i cui clienti sfrecciano i possessori dei suddetti? No, solo che ora va di moda, sempre lanciata dal sindaco di Milano, la moda e tutti dietro, pecoroni su due ruote, che sono doppie come le corna.

Il bonus vacanze, poi, avrebbe dovuto contribuire in modo significativo al rilancio del turismo e, quindi, dell’economia. Le vacanze son finite e su 2.400 miliardi, lo ripetiamo, ne sono arrivati 200, meno del 10%: perché?

Anche qui non c’era bisogno di aspettare il fallimento totale dell’iniziativa, bastava ascoltare tutte le categorie del settore, tutti gli albergatori, tutti, non uno, si era pronunciato a favore. Troppa burocrazia, soldi tirati fuori subito dagli imprenditori e poi rimborsati, a babbo morto, forse attraverso sconti fiscali, domande, controdomande e ammennicoli vari. Un casino.

Un altro esempio che ci fa capire bene la durezza della testa di chi sta al governo nei confronti della realtà. I concessionari delle auto, quelli che le vendono e che conoscono il mercato meglio di chiunque altro. Troppi soldi per le auto che comprano in pochi (fasce alte), troppi pochi per le auto che comprano la maggioranza degli automobilisti. Concetto chiaro, no? Nulla, avanti. Barra dritta contro gli scogli. E poi si chiedono il perché delle lamentele degli italiani contro questo governo. È semplice, a suon di andare a sbattere contro gli scogli uno si scogliona. Lo dice la parola stessa.

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